Lo sport

Per raggiungere il fine educativo, permettendo al giovane atleta di vivere lo sport al meglio servono innanzitutto “ adulti educati allo sport”:

delle guide, dei modelli attenti alle fasi di sviluppo, capaci di far crescere allo stesso tempo l’atleta e la persona, pazienti nel non chiedere subito ciò che sarà possibile raggiungere solo più tardi.

C’è bisogno di esempi positivi, di adulti preparati, in grado di diffondere una cultura dello sport, di trasmettere valori, passione, senso del sacrificio, umiltà… tutte qualità che se ci pensiamo bene sono importantissime non solo sul campo ma anche nella vita di tutti i giorni!

È a mio avviso necessario che le società sportive creino delle occasioni in cui i propri allenatori, dirigenti e genitori, riflettano e condividano valori, ruoli,  metodologie, obiettivi dello sport che vogliono proporre.

Sul modello americano della Parent’s School (“Scuola dei Genitori “) molte società hanno inserito nella loro programmazione annuale delle serate di formazione con esperti per sensibilizzare e dare risposte concrete alle difficoltà che gli adulti incontrano nell’anno sportivo: sono sempre più le società che hanno deciso di investire sull’educazione e sul benessere psicologico del ragazzo, certi che le abilità psicologiche, le qualità morali e i valori sportivi possano essere migliorati fin da piccolo.

Ecco alcuni consigli per le Società Sportive:

  • mantenere una comunicazione aperta con i genitori;
  • informare i genitori su tutte le attività in cui i figli sono coinvolti;
  • esplicitare gli obiettivi della stagione ( sia tecnici che organizzativi);
  • esplicitare le regole importanti per la società;
  • manifestare disponibilità a discutere sui problemi in un clima di rispetto reciproco in tempi e luoghi appropriati;
  • in caso di non accordo non chiudersi in atteggiamenti difensivi: il confronto è segno di forza;
  • creare dei momenti di formazione con esperti delle varie aree delle scienze sportive.

Consigli per i Genitori:

  • siate realisti nel valutare il potenziale e le capacità di vostro figlio;
  • sostenetelo, incoraggiatelo ma non allenatelo. Non sostituitevi all’allenatore o al preparatore atletico: sono persone preposte ad insegnare lo sport e hanno la competenza necessaria;
  • esercitate una critica obiettiva: le valutazioni in eccesso o difetto scoraggiano e allontanano, una verità anche amara è segno di stima e di affetto;
  • dimostrategli partecipazione e interesse: osservatelo, ascoltatelo e siate attenti ad eventuali momenti di stanchezza o di difficoltà;
  • non proteggetelo eccessivamente: è importante che impari a prendersi le sue responsabilità;
  • se siete stati atleti non opprimetelo con il vostro passato sportivo: deve imparare a destreggiarsi da solo. È solo attraverso l’ esperienza personale, gli errori, le delusioni, le soddisfazioni, le piccole difficoltà che lo sport gli propone che riuscirà a “diventare grande”;
  • giudicatelo per l’impegno e la correttezza sportiva e non per il risultato: il vostro affetto non deve mutare in relazione a una sconfitta o a una vittoria;
  • Il talento è importante ma non è sufficiente senza l’impegno, la fatica, l’umiltà, la perseveranza… valorizzate in lui queste qualità;
  • cercate di conoscere l’allenatore per meglio capire la sua filosofia, le sue regole, i suoi obiettivi. Nel tempo l’allenatore diventa una figura in grado di influenzare enormemente il comportamento di vostro figlio;
  • cambiate società se questa non possiede quei principi educativi che desiderate che siano trasmessi a vostro figlio.

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