Lo sport

In uno sport in cui prevalgono la cooperazione, la ricerca del gesto tecnico, ...

... uno spirito di competizione composto e non lesivo ed il rispetto per l'avversario, si diventa più competitivi, si vince di più e gli allievi si sentono più sicuri e ci seguono.

Ciò non significa proporne una pratica poco consistente. Bisogna proporne uno che faccia vincere, e quello che auspichiamo va in questa direzione: insegna a tenere conto del collettivo, della cooperazione e di un rapporto costruttivo, a confidare sulle proprie risorse e a lasciar perdere tutto ciò che può servire subito, ma che va contro lo sviluppo. Questi modi non permettono di rubacchiare un risultato oggi, ma danno continuità e un agonismo vero che serve subito, e ancora di più per vincere più tardi.

Si crede ancora che il rispetto per l'avversario soffochi decisione e aggressività, ma rispettare non vuole dire subire ma, anzi, fa vincere, perché non fa disperdere in ripicche, ritorsioni, agguati e aggressioni nella paura di essere aggrediti, o in condizionamenti psicologici confusi di irruenza e di rabbia, condizioni che vanno contro la lucidità e la padronanza della situazione, che sono i caratteri tipici dell'agonismo.

L'istruttore che, invece, cerca il miglioramento lascia che l'allievo si sperimenti senza l'assillo di dover per forza riuscire, lo mette nella condizione di cogliere in qualsiasi cosa faccia il proprio risultato, di essere consapevole del fatto che, se non è andata come voleva, dovrà fare qualcosa di più o di diverso per farla andare bene un'altra volta, di sapere che ciò che fa è apprezzato comunque o che non c'è un'unica soluzione, ma che l'importante è trovare la propria.

La nostra proposta, quindi, non è uno sport "buono", e quindi perdente, ma uno sport che realizza e fa esprimere ad ognuno tutte le potenzialità di cui dispone, e di conseguenza fa vincere.

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