Lo sport

Non si vuole condannare un metodo al quale hanno contribuito tanti allenatori che hanno profuso impegno e passione, ...

... ma è ora di cambiare qualcosa in uno sport che tarda a cogliere le novità di un’educazione moderna.

Vediamo alcuni di questi ritardi.

Lo sport oggi trascura ciò che è specifico del singolo a vantaggio di una rigida aderenza a modelli ottimali, ma così raggiunge l’imitazione e l’apprendimento passivo ma non l’intuizione, la critica, la creazione e i livelli più elevati dell’intelligenza, che sono del tutto personali. Attende uno sviluppo spontaneo e indipendente dalla qualità dell’insegnamento, e privo di quelle norme che regolano la vita e l’attività dell’adulto. Interviene con strumenti impersonali e uniformi, e pretende di investire l’allievo con stimoli che dovrebbero portare agli effetti già conosciuti e attesi, ma non a quelli possibili a ognuno.

Non allena a sperimentarsi e ad applicare schemi non ancora collaudati, e trasmette soluzioni precostituite, ma non insegna a gestirle da soli. Impone una specializzazione precoce, ma poi, per tutta la carriera, chiede una produttività immediata e priva di rischi, e alla fine lavora su qualità generiche e comuni e non su quelle proprie di ognuno, in pratica sul talento individuale. E poiché non riceve contributi dall’allievo, non conosce evoluzione, perché l’allenatore trasmette solo ciò che conosce.

Altri interventi agiscono più direttamente sull’allievo come persona. Lo sport usa valutazioni non veritiere e stimoli che non tengono conto delle sue possibilità, e così lo scoraggia, perché ne rileva l’incapacità, piuttosto che valorizzarlo per ciò che riesce a fare. Comunica nella sola direzione allenatore-allievo e, poiché non riduce le distanze tra i due ruoli, non consente la collaborazione. Addestra e non abitua alla critica e alla creazione, e forma uno sportivo, e non solo, non autonomo, perché non preparato a scegliere, decidere e agire da solo.

Infine, oggi lo sport dall’allievo si aspetta comportamenti opposti a quelli insegnati. Gli chiede esecuzioni, mentre ha bisogno di uno sportivo che sappia sviluppare iniziative autonome. Non lo aiuta a conoscere e regolare le proprie capacità, e si aspetta che le sappia amministrare. E, infine, esercita una conduzione solo direttiva, e si aspetta uno sportivo disponibile a collaborare.

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