Le domande dei genitori

Perché insegnare ai bambini il gesto tecnico del campione dovrebbe essere un errore?

Diciamo piuttosto che il gesto tecnico definitivo è la somma progressiva di tanti gesti semplici e parziali, che il campione lo possedeva già in potenza, e che lo ha sviluppato perché possedeva le qualità per farlo. In pratica, è più utile lavorare sul gesto tecnico di ognuno per avvicinarlo il più possibile a quello del campione, perché agire sulle potenzialità specifiche, e quindi sviluppare ciò che ognuno possiede, anche se non ne è consapevole, è più utile e opportuno che scimmiottare un gesto irrealizzabile, che al campione è possibile soltanto perché è più dotato e ha raggiunto una più completa padronanza dei propri mezzi.

Ogni allenatore conosce le difficoltà nell'insegnare il gesto tecnico corretto ai bambini. Di solito, lo spiega, lo esegue egli stesso, lo fa ripetere e correggere dove non gli sembra ben imitato, e soprattutto insiste perché il bambino vi si adatti e non cerchi, invece, di adattarlo ai mezzi, ovviamente limitati, di cui dispone. Vuole ottenere subito un'esecuzione il più possibile precisa, ma con un bambino non si può parlare del gesto tecnico perfetto, ma di quello che è più corretto per lui. Ognuno, infatti, è diverso dagli altri, e lo stesso gesto lo può eseguire meglio a modo suo, oppure ne può produrre uno che per lui e per le sue qualità è più efficace.

Vi sono anche altre considerazioni. Per esempio, se il gesto è offerto già definito, perfetto e solo da eseguire, il bambino deve rinunciare a qualcosa di proprio che gli è naturale e familiare, ma soprattutto deve iniziare dalla fine. Così non percorre tutto il tragitto che porta all'acquisizione definitiva, e quindi non lo sentirà mai suo, poiché non può provare, sperimentare e modificarsi. Infine, chiedere un'esecuzione superiore alle abilità e, logicamente, alle forze e alle potenzialità di cui dispone un bambino, è un intervento diseducativo, perché lo mette di fronte a richieste impossibili e lo può trasformare in un insicuro anche in altri campi.

Si potrebbe pensare che queste precauzioni siano sì vantaggiose per la persona, ma vadano a svantaggio dello sportivo, e che quest'attenzione all'incapacità e all'imperfezione del bambino lo porti a essere dispersivo, a provare e riprovare sull'errore e a sviluppare gesti non funzionali, invece di andare subito sul sicuro imitando il gesto migliore. In questo modo, però, si vogliono costruire le soluzioni migliori e più complesse sul troppo poco di cui dispone il bambino, e si trascura che, prima di arrivarvi, egli deve sviluppare tante qualità e capacità che solo lui possiede, e che alla fine il suo gesto potrà anche essere diverso.

In definitiva, soltanto quando il bambino sarà arrivato a eseguire con sufficiente sicurezza il proprio gesto, e lo avrà imparato cogliendo tutti i passaggi e adeguandolo ai mezzi e all'abilità che possiede, l'allenatore lo potrà aiutare a migliorarlo fino ad avvicinarlo a quello del campione.

Se si accetta che bisogna partire da ciò che è specifico di ognuno o, meglio, dalle qualità che ognuno impiega nel proprio gesto e svilupparle per arrivare a quello che per lui è il migliore, sorge un quesito: vi sono tante vie di apprendimento e tanti gesti ottimali quanti sono gli atleti? L'apprendimento ideale è sempre lo stesso, e prevede che gli insegnamenti si adattino alle qualità di ognuno, e non il contrario. E i gesti tecnici, pur con qualche variazione dovuta alle qualità fisiche e, soprattutto, tecniche, finiscono per diventare simili per tutti. Col tempo però, perché è inutile pretendere che un allievo "grezzo" sviluppi finezze tecniche che gli sono impossibili o che, in ogni caso, non si sentirebbe mai in grado di usare, e rinunci invece a un gesto più semplice, ma per lui molto più efficace e, soprattutto, utilizzabile. in altri termini, nell'attesa di una fedele imitazione, l'atleta non lavora per sviluppare le proprie qualità e adattarvi il gesto richiesto, ma per correggerle se non vi si adattano.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster