Le domande dei genitori

Incoraggiamento. Per incoraggiare i figli è sempre necessario che c'impegniamo a stimolarli o possiamo fare in altri modi?

Nell’educazione il messaggio più concreto è il nostro modo di essere e di proporci, che i figli assumono senza che noi dobbiamo fare altro che essere modelli coerenti e credibili. L’impegno lo vedono in noi, e ci seguono perché ci imitano per sentirsi più adulti e per essere apprezzati.

Per rendere efficace la nostra presenza e incoraggiarli, quindi, assistiamoli nei loro tentativi senza intervenire, perché, almeno finché non hanno costatato che il compito è impossibile, hanno solo bisogno che offriamo attenzione e consenso.

Approviamoli per gli sforzi anche quando non ce la fanno nonostante l’impegno, in modo che non si sentano sconfitti e trovino il coraggio di riprovare.

Siamo disponibili quando devono risolvere un dubbio o incontrano ostacoli che cre­dono di non poter superare.

Opponiamoci fermamente quando non sono costruttivi o vogliono delegare a noi compiti e responsabilità che sono loro.

Non facciamo al posto loro, perché il nostro intervento è efficace soltanto quando diamo l'aiuto necessario perché ce la facciano da soli.

Rassicuriamoli di poter contare su di noi qualora ne abbiano necessità, ma solo di fronte a compiti particolarmente difficili e dopo che hanno provato a risolverli da soli.

Non risolviamo le situazioni che li riguardano e non sottovalutiamole, ma aiutiamoli ad analizzarle e a capirne le reali implicazioni perché le possano affrontare da soli.

La nostra presenza, quindi, è efficace e li incoraggia quando rappresentiamo un sicuro punto di riferimento tale da garantirli sulla giusta direzione dei loro sforzi e rendere produttivo e accettabile anche un loro eventuale insuccesso.

Più in concreto, li incoraggiamo quando sappiamo creare un clima quale non debbano difendersi da giudizi inutili o affrettati, possano mettersi alla prova anche quando non sono sicuri di farcela, sappiano che siamo sempre disponibili ad aiutarli se non riescono nonostante l'impegno.

Da questo punto di vista, la nostra presenza è necessaria soprattutto perché i figli, finché non hanno ancora una chiara misura delle loro forze e della distanza tra queste e le difficoltà da affrontare, corrono il rischio di produrre in modo casuale e non finalizzato, di non dare il giusto rilievo alle capacità e ai limiti che hanno, di sbagliare le misure e correre rischi, di fare tentativi inadeguati e velleitari o di scoraggiarsi di fronte agli inevitabili insuccessi.

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