Le domande dei genitori

Quali molle toccare per incoraggiare nella vita e nello sport?

Le molle più efficaci non sono le parole, le esaltazioni o le aspettative, ma l’attenzione a favorire le motivazioni e gli interventi che li aiutano nello sviluppo.

Vediamo come favorire e "usare" le molle connaturate all'individuo.

Il bisogno di superare il naturale sentimento d’inferiorità, d’inadeguatezza e di disagio che i giovani provano costatando la propria debolezza e vulnerabilità nei confronti degli altri, in parti lare di noi adulti. Ognuno lo vuole superare per natura, e dunque i giovani, se non sono frenati da qualche disagio, non hanno bisogno di essere spinti o stimolati, ma solo instradati con le dovute attenzioni. In particolare, chiediamo solo e tutto ciò che è alla loro portata, così che si possano sempre sentire adeguati e consapevoli di potercela fare.

Il desiderio di scoprire e sperimentare le proprie forze, in modo da poter fare da soli e ottenere, in base ad esse, i riconoscimenti che riescono a meritare. Vi è chi teme che offrire troppo spazi a questo desiderio d'iniziativa e d'autonomia sia un rischio, ma non è così. Stimoliamoli a farsi valere per i propri meriti, curiamoci di orientarli verso obiettivi condivisi anche dall'ambiente, aiutiamoli a integrarsi in maniera costruttiva. Li porteremo ad acquisire sicurezza, e sarà quindi difficile che vogliano approfittare.

II bisogno di una guida: i giovani da noi cercano apprezzamento e approvazione, e dunque un valido punto di riferimento che offra loro la garanzia di muoversi in direzioni condivise. Se li aiutiamo a capire come e verso che cosa muoversi, li garantiamo con la nostra approvazione e lasciamo loro tutta la libertà per esprimersi, saranno sempre disponibili a seguirci, a mettersi prova e ad assumere i comportamenti e le norme che proponiamo.

La nostra capacità di correggerli: il coraggio porta anche a rischiare di non farcela e di commettere qualche errore. In questi casi, apprezziamoli per l'impegno, ma senza chiudere gli occhi di fronte alla temerarietà, alla negligenza e alla mancanza di misure. Non nascondiamo le difficoltà, ma aiutiamoli a capirle e a risolverle, e non limitiamoci a proteggerli, a perdonarli o a rassicurarli, perché li faremmo sentire sempre inadeguati.

In conclusione, per stimolare i giovani ad avere coraggio, creiamo un clima di cooperazione e di scambio, in modo da rispondere al loro desiderio innato di partecipare, di ottenere il nostro riconoscimento e di essere all’altezza di quanto chiede e offre ogni fase dello sviluppo.

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