Le domande dei genitori

Caro dott. Prunelli,  prima di tutto la ringrazio dei preziosi consigli da lei datimi.

Mi hanno permesso di gestire una situazione complicata sentendomi tutelato dalle sue parole.

Arrivati a fine stagione, il bilancio è positivo, dato che il bambino, dopo mesi di difficoltà, si può dire fino a marzo, ora è integrato con i suoi amici e contemporaneamente in campo gli ho visto rifare cose interessanti. Sicuramente per questo ultimo motivo si sono messe a suonare le solite sirene, addirittura di società professionistiche. Io, da genitore, credo fermamente che non sia il caso di sottoporlo a un altro cambiamento. Rischierei di rimettere in difficoltà il bambino, che di tutto questo non è a conoscenza.

Il bambino è del 2002. Ci tengo a precisare che nella scelta passata è stato coinvolto e lui fece la sua parte accettando volentieri. Sicuramente per questo, durante l'annata non si è mai lamentato o pentito. Certo di un suo parere la ringrazio calorosamente.

Lettera firmata

 

Caro signor A.

La ringrazio certo anche per l’apprezzamento che mi ha manifestato, ma il grazie più sentito è per la Sua decisione di consultarmi per avere un parere. In un ambiente che va avanti d’improvvisazione e, pur in buona fede, commette errori che peseranno nella vita adulta dello sportivo e della persona, sapere di un genitore che ha la cultura e maturità per chiedere un parere invece di fare, ed io dico di sbagliare, “come si è sempre fatto”, è una gran bella notizia.

In ogni caso, ricordi sempre che un genitore che infila nella testa di un figlio motivazioni, stimoli, opinioni e paura di non contare che sono solo suoi gli crea le condizioni per non arrivare dove gli sarebbe possibile. Non possiamo pretendere che i figli riscattino i nostri insuccessi con strumenti che non possiedono e non inseguano invece gli obiettivi possibili per l’età e i mezzi di cui dispongono.

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