Le domande dei genitori

È utile portare un gruppo a isolarsi per creare maggiore coesione?

C'è un punto di rottura di questo meccanismo?

È successo che la reazione a un attacco esterno abbia portato una squadra a risultati molto importanti e forse inaspettati, perché il pericolo che minaccia dall’esterno porta a maggior coesione, solidarietà e spirito di gruppo. Non dura molto, però, e meno ancora se creato dall’interno. Sul lungo periodo si trasforma in isolamento, impressione di essere al centro di una congiura, vittimismo, reazione verso l'ambiente esterno e tensione interna al sistema.

La tensione deve defluire, e se non s’individua un nemico reale e riconosciuto o non si raggiunge un risultato che appaghi tutti, si rivolta contro il sistema stesso e si trasforma in un conflitto interno.

Se invece un gruppo, già di per sé tale per coesione e modo di operare, si isola anche senza crearsi un nemico esterno per sentirsi più solidale, la rottura si può verificare quando mancano gli obiettivi, e allora subentrano noia e mancanza di stimoli. Oppure gli obiettivi sono falliti, e in questo caso la tensione interna si riversa sui colpevoli veri o presunti anche fino a trasformarsi in conflitto.

Nello sport per tutti, quello che deve solo divertire senza affannarsi o disperarsi per il risultato, non facciamo invenzioni stravaganti e inutili che aumentano la tensione e i freni. Non giochiamo a fare i perseguitati, perché poi bisogna portare i giocatori con i piedi per terra e smorzare le emozioni troppo forti per non mettere fuori gioco le parti costruttive del cervello.

Come fare a trasformare la tensione pressoché inevitabile in un gruppo chiamato a prove difficili che richiedono di avvicinarsi al top? Durante la settimana convogliamo le energie e l’irrequietezza verso compiti che richiedono attenzione e lasciano spazio all’ideazione e all’iniziativa, perché non c’è nulla di più rilassante che pensare insieme, progettare iniziative e soluzioni e creare il nuovo. Prima della gara, lasciamo che trovino da soli le condizioni più efficaci per il rendimento; durante, diamo le indicazioni che si possono intuire solo da fuori, e incoraggiamo semplicemente dando fiducia invece di puntare il dito o minacciare punizioni; e dopo non colpevolizziamo, ma facciamo un breve esame degli errori per capire le intenzioni di chi li ha commessi, e magari scoprire che si trattava di soluzioni creative solo da indirizzare.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster