Le domande dei genitori

Perché non ci basta trasmettere ciò che sappiamo? 

L'educazione non è un flusso che va in una sola direzione, da noi ai figli, e dunque non basta sapere che cosa insegnare.

Noi possiamo trasmettere informazioni, dati, espe­rienze o obiettivi, ma senza la disponibilità dei figli ad acquisirli e impiegarli per andare oltre ciò che ricevono, non possiamo par­lare di vero apprendimento.

Se vogliamo ottenere e rinforzare questa disponibilità, creiamo un clima di collaborazione fattiva che superi la netta separazione, se non estraneità, che esiste ancora tra i due ruoli di chi insegna e di chi impara. L'insegnamento e l'apprendimento sono funzioni complementari che fanno parte di uno stesso processo, e dunque impegnano nella stessa misura l'educatore e l'educato. In questo modo offriamo ai figli la possibilità di dare un'impronta a ciò che noi insegniamo e di farne un uso personale, e quindi di portare quei contributi di creatività atti in modo specifico a superare i contenuti che trasmettiamo. Può sembrare un rapporto fin troppo aperto, ma è solo in questo clima che possiamo scoprire e coltivare le reali capacità dei figli, sapere ciò che hanno imparato o ancora devono imparare, dove gliel’hanno fatta e dove devono ancora capire e, in conformità a tutto questo, determinare il li­vello di ciò che possiamo insegnare.

Secondo questa interpretazione, la situazione che impegna chi trasmette e chi riceve, da quando i figli iniziano a produrre con­tributi e posizioni personali e noi a rispondere a tali stimoli, di­venta rapporto cooperativo, fino ad annullare la differenza dei ruoli e, quindi, anche delle rispettive funzioni di guida e di allievo. Pertanto, interessiamoci innanzitutto della partecipa­zione dei figli nell'acquisire ciò che noi trasmettiamo, dei fattori che li rendono disponibili ad assumere i fondamenti dell'educa­zione e del nostro modo di trasmetterli.

Non interessa, quindi, tanto parlare di contenuti, di caratteri specifici e intellettivi da sviluppare o di come adattare ciò che in­segniamo allo specifico momento culturale, quanto applicare il modello d’insegnamento più adatto per allenare i figli a scoprire e sviluppare le loro qualità potenziali e a far evolvere qualsiasi contenuto ricevano.

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