Il rifiuto delle regole comuni è segno di gradito anticonformismo quando se ne conoscono di migliori, ma non si può proporre a un figlio che neppure le conosce nell’illusione di renderlo libero. Voglio un figlio che rifiuti tutti i vincoli e le regole che non ha scelto lui. Come faccio a trasmettergli questa libertà?

Se un ragazzo è troppo timido e insicuro, o si ritira sempre di più nei confronti dei coetanei senza un motivo, il genitore provi ad aiutarlo, ma se non ce la fa, chieda aiuto ad altri.

In casa mio figlio è solo un po’ taciturno e introverso, ma con i coetanei si chiude e non si fa valere fino a voler smettere con lo sport.

Il genitore che vuole fare più degli altri per proprio figlio deve essere apprezzato, ma può incorrere in errori imprevisti ma gravi.
Per mio figlio faccio di tutto, ma mi sembra di ottenere nulla. Sbaglio qualcosa o è colpa dei giovani di oggi?
È imbarazzante parlare di errori a un genitore che s’impegna con abnegazione per un figlio, ma ci sono debolezze e trabocchetti di cui non ci rendiamo conto, ma ci caschiamo un po’ tutti.

Le regole sono le condizioni indispensabili per comunicare, essere costruttivi, collaborare e stare insieme.  Anche nello sport le regole sono essenziali perché, se crediamo di poterle ignorare, formiamo uno sportivo non adatto alla vita adulta. 

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