Le domande degli allenatori

Se a metà stagione mi accorgo che due o tre giocatori congiurano contro di me, ne parlo con loro?

Cerco di convincerli che sbagliano? E se non accettano che, faccio?

Se non si capiscono e non si risolvono prima le cause, non c'è soluzione. Se cerchiamo solo di convincerli possiamo, infatti, tamponare di volta in volta la situazione, ma ci troviamo sempre daccapo. È indispensabile, quindi, parlarne, anche perché altrimenti non riusciremmo a capire i motivi e dimostreremmo di aver paura delle ribellioni e di voler evitare il problema.

Spesso, e in ogni tipo di conflitti, le cose si trascinano solo perché non ci si spiega o perché nessuno sa fare il primo passo. Comunque, se qualcuno si mette contro di noi, significa che ha qualcosa da dire. Parliamone e vediamo se le posizioni sono proprio così distanti o se, addirittura, non possiamo metterle insieme e trovare magari una soluzione migliore per tutti.

E se davvero sbagliano e non sono d'accordo, è sempre utile attenuare le nostre posizioni, ma di lì in poi dobbiamo essere sempre noi a decidere e, magari, a stabilire che i giocatori "contro" non sono utili alla squadra.

A volte la congiura è rivolta verso qualche giocatore, e allora dissuadere i congiurati? Tenere tutto nascosto o riferire in società? Attivarsi per eliminare il contrasto?

Poiché che un conflitto va sempre a incidere sul funzionamento della squadra, dobbiamo fare qualcosa. Anche in questo caso, però, ci troviamo di fronte al problema conclamato e a una condizione in cui non basta più proibire o richiamare alle responsabilità e ai doveri.

Occorre capire:

  • Perché i giocatori hanno preso di mira qualcuno? È solo una questione di arroganza o d’invidia oppure alla base del contrasto vi sono anche suoi modi e suoi comportamenti irritanti?
  • Perché non ce ne siamo accorti prima e cosa avremmo potuto fare per evitarlo?
  • C'è una via d'uscita che va bene per tutti?

A volte la soluzione è già nella risposta a questi interrogativi.

In ogni caso, evitiamo di farci coinvolgere come giudici. Facciamo in modo che tutti si possano spiegare e non siano costretti a sostenere oltre il lecito la loro tesi solo per difendersi. Forse riusciremo a farli ragionare assieme, e questa sarebbe la soluzione migliore. È però probabile che dobbiamo intervenire con decisione e anteporre a tutto le regole e l'interesse della squadra, perché la via diplomatica, se non porta a un dialogo franco, non va molto più in là di un armistizio momentaneo e non porta mai a un collettivo.

È comunque ovvio che, se siamo in una società vera, dopo aver provato a risolvere la situazione da soli ne dobbiamo parlare, e senza paura di offendere nessuno o di dimostrare scarsa autorità.

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