Le domande degli allenatori

Alleno da molti anni, e mi sembra che i giovani attuali siano viziati e più difficili.

Come devo trattarli per il bene loro e della squadra? I giovani attuali sono più difficili da trattare perché sono diversi, ma è anche vero che sono più viziati.

Credo che il nostro allenatore si riferisca anche al giovane privo d'iniziativa e incapace di andare oltre l'impegno comandato, perché non si sente stimolato e interessato a fare.

Le cause sono tante e alcune inevitabili, perché fanno parte di modi di vivere attuali; in genere, però, possiamo affermare che il giovane viziato è quello cui non è mai stato chiesto e permesso di fare da solo, perché il naturale desiderio di fare nasce con l'individuo e si spegne solo se è soffocato.

Quello che dobbiamo fare con un giovane viziato non è diverso da quello che facciamo con tutti: non avere riguardi particolari o prenderlo di punta. Probabilmente si comporta così perché crede sia il modo migliore, oppure perché è l'unico che conosce. Noi, però, non possiamo permettergli di fare come vuole e di non tenere conto delle regole e degli altri.

Apprezziamolo, quindi, per quello che fa, diamogli compiti e responsabilità e teniamo sempre conto che, se può fare, sarà sempre molto più appagato che non quando si comporta da viziato. Come sempre, però, se non cambia non lasciamogli mai ottenere vantaggi dai suoi comportamenti e, anzi, facciamogliene sempre pagare le conseguenze magari fino a metterlo fuori squadra. E senza timori, perché non infliggiamo una condanna, e sta solo a lui fare in modo da poter rientrare.

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