Le domande degli allenatori

Nei primi minuti di una gara l’insicurezza porta l’attenzione sull’errore, e obbliga a ricorrere al ragionamento, che è lento, rallenta l’azione e offusca gli automatismi.
Certi atleti nei primi minuti sono bloccati e non riescono a esprimersi al meglio. È questione fisica o mentale? Come rimedio?

Di solito si pensa che si tratti di una questione fisica, di un momento necessario per "rompere il fiato", e in parte può essere vero, anche se ogni allenatore sa come preparare gli atleti per la gara, ma c'è soprattutto una causa mentale.

Quando si subiscono troppe pressioni manca la sicurezza, e si ha sempre bisogno di verifiche. Le prime giocate servono per rassicurarsi di essere in tono e di avere una sensazione chiara di efficienza e di benessere. I freni derivano dal cercare di risolvere le difficoltà, che in questo caso vuole dire evitare l’errore, con il ragionamento e facendo troppo attenzione a non sbagliare.

Si tratta di procedimenti logici solo in apparenza, perché sono troppo lenti e inadatti a raggiungere gli automatismi. L’atleta rimane impacciato: più cerca di non sbagliare e più diventa insicuro finché, dopo qualche giocata buona si rassicura, smette di "stare attento" e comincia finalmente a giocare come sa.

I rimedi vanno cercati nei periodi "sì", quando si gioca senza dubbi, si sa di essere pronti e non si deve fare nulla di particolare per trovare concentrazione e lucidità, come sanno bene gli studenti quando passano dalla difficoltà a imparare alla scioltezza magari solo dopo un bel voto inatteso. In questo modo possiamo scoprire i meccanismi della forma e del rendimento, renderli consapevoli e allenarli come qualsiasi altra conoscenza e capacità, fino a fissarli nella mente per averli sempre pronti e a portata di mano senza aver bisogno di un’azione ben riuscita per rassicurarsi.

Che questi meccanismi esistano nella mente e siano solo da ridestare lo dimostra, per esempio, l'attaccante a secco di gol che, appena segna, si sblocca, rivede d'incanto la porta, si trova al punto giusto al momento giusto e sceglie la soluzione senza dover perdere tempo a ragionare o a cercare di evitare l'errore. In pratica, la sicurezza consente di avere subito pronti gli automatismi riguardanti il gesto tecnico, mentre l’insicurezza fa ragionare sul possibile errore per evitarlo.

Oggi possiamo praticare un allenamento mentale che permette di partire già pronti e senza bisogno di rassicurarsi ma, soprattutto, senza il rischio di sbagliare le prime giocate e di trovarsi poi con una paura di cui è difficile liberarsi. C’è però anche un modo, anche se meno efficace, perché l’ansia non è facilmente controllabile, ma più a portata di mano: non caricare la gara di tensione e paura di sbagliare, perché combatterle significa aumentarle.

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