Donna e sport

Le donne sembrano essere un po’ più resistenti rispetto agli uomini. A volte in gare di distanze lunghe è la donna che arriva prima di tutti, anche prima degli uomini.

Ultramaratona di Cesano Boscone: intervista a Sonia Lutterotti

Ultramaratona di 24 h:
Oro. Lorena Brusamento, 210 Km
Argento. Francesca Innocenti, 202 Km
Bronzo. Sonia Lutterotti, 195 km

Vincitrici dell'Ultramaratona di Cesano Boscone 2017

Domenica 12 marzo a Cesano Boscone, alle ore 12.00, è terminata la gara di corsa a piedi di ventiquattro ore. Gli ultramaratoneti si sono contesi il titolo Italiano su questa specialità, ed è stata anche un’opportunità per ambire a un posto in Nazionale per i prossimi campionati Mondiali a Belfast.
Tra le donne, Lorena Brusamento si è confermata specialista delle ultramaratone vincendo il titolo Italiano e percorrendo 210 km. Seconda donna è la giovanissima ma promettente Francesca Innocenti con 202 km. Al terzo posto si classifica Sonia Lutterotti, categoria F55, che totalizza 195 km arrivando con il suo compagno ultrarunner Roldano Marzorati. Non riesce a salire sul podio Sara Lavarini con 188 km. Herger Ursula vince la categoria F60 percorrendo 166 km.
È interessante il mondo bizzarro e fantastico degli ultrarunner, e Sonia Lutterotti si è mostrata disponibile e gentilissima nel rispondere ad alcune mie domande. Riporto di seguito le sue risposte.

Ciao Sonia, com'è andata? Soddisfatta, hai sofferto? Ti aspettavi di salire sul podio?

“Ciao Matteo, stavolta sono particolarmente soddisfatta. Molto soddisfatta, anche se, come in ogni ultramaratona portata a termine, ci vuole una certa dose di sofferenza. Al podio non ho pensato, prima di partire l'obiettivo erano i 200 km. Poi mi sono ritrovata in quarta posizione femminile. Erano due gare ultra che chiudevo in quarta posizione, ed ho puntato al podio ben sapendo che, aumentando il ritmo, probabilmente avrei dovuto rinunciare all'obiettivo chilometrico.”.

Hai avuto momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara?

“In ultramaratona, e in particolare nelle gare delle 24h, le crisi prima o dopo arrivano. L’esperienza, però, mi ricorda che tutto passa, bisogna cercare di estraniarsi da vari dolori/fastidi, e poi ti rendi conto che son passati. Veri problemi in questa gara non ne ho avuti.”
Vero, questo è il vantaggio dello sport di endurance. Non ti fermano le crisi, ma ti avvisano di qualcosa, mandano messaggi, e sta all’atleta accoglierle, ascoltarle, lasciarle andare. Le crisi diventano qualcosa di familiare, sai come sono fatte, e sai che devi osservarle, comprenderle, tenerle in considerazione.

Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato?

“La mia preparazione pre-gara è abbastanza scrupolosa. Difficilmente dimentico qualcosa ma, se dovesse capitare, non mi faccio condizionare e mi arrangio con quel che ho”.

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara?

“Prima, un po' di ansia, anche perché le ultime gare di 24 h non mi avevano soddisfatta e volevo, stavolta fare bene, e per me stessa più che altro. Sempre prima della gara c'è un bel momento di amicizia e condivisione quando si ritrovano gli ormai tanti amici/atleti conosciuti. A Cesano abbiamo festeggiato Marco, che compiva gli anni proprio quel giorno e l'ha voluto trascorrere a correre con noi. Durante la gara non so dirti a cosa penso. Potrei dire a niente, penso alla gara, a suddividerla in vari step, ai km, ai giri, a idratarmi e alimentarmi correttamente, sono molto concentrata. Mi spiace quando qualche altro atleta cerca di parlarmi, e rifuggo dalle chiacchere. Dopo la gara invece libero spazio alle emozioni che però sono smorzate dalla stanchezza fisica elevata. Felicità! Soddisfazione! Autostima!”
Ognuno vive il fantastico mondo degli ultrarunner a modo suo, ma è sempre un’occasione per incontrarsi, raccontarsi le gare fatte e da fare, ricordarsi momenti bizzarri o di delirio trascorsi insieme, condividendo gioie e sofferenze, soddisfazioni e cattive prestazioni, ci si aiuta.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stessa, negli altri atleti?

“Credo che ogni gara ti lasci qualcosa, nuove amicizie, nuove esperienze, anche se spesso non ci si rende immediatamente conto. Ho sempre sentito dire che la menopausa fosse una barriera fisica per continuare a ottenere prestazioni sportive discrete. Questo periodo sta arrivando anche per me, ed io ho scoperto che è sempre la mente a comandare il fisico; è vero che la forza fisica un po' diminuisce, ma si può sopperire con la forza mentale (che credo sia illimitata!).”
Importante è ascoltarsi, seguire il proprio intuito, credere in se stessi e andare sempre avanti alla ricerca del meglio, di ciò che fa sentire di essere vivi davvero, di vivere appieno il momento presente. La pratica dello sport di endurance aiuta a superare ogni ostacolo o barriera.

Come vedi le atlete più giovani? Ci sono atlete promettenti, nuove leve?

“Guardo alle ragazze giovani con molta simpatia. Ce ne sono di veramente brave e motivate. In questa disciplina l'età conta un po’ meno, e si riesce a far amicizia anche con persone di età molto diverse. Tra l'altro il responsabile della nazionale 24 h femminile, Luca Sala, sta mettendo insieme un bel gruppo di ragazze giovani che fa lavorare con serietà ed entusiasmo. C'è bisogno di questo nel movimento dell'ultramaratona”.
Tutti parlano bene di Luca Sala, giovani e meno giovani, uomini e donne. Si dovrebbe fare un monumento a questa persona per come contribuisce al movimento dell’ultramaratona.

Organizzata bene la gara, pacco gara, percorso, ristori, premiazioni?

“Direi che è stato tutto ottimale, un bel percorso grazie anche per le condizioni meteo favorevoli. Lo scorso anno, con la pioggia, qualche problemino in più l'hanno avuto. Unica nota negativa, i bagni sporchi (ma proprio sporchi...) già prima della gara. Erano all'interno di una palestra in una scuola e questo mi ha meravigliato molto”.

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com'era?

“C'era molto tifo da parte dei ragazzi dell'organizzazione, che avevano perfino imparato i nomi dei concorrenti! E tanto sostegno da amici/altri concorrenti nella parte finale della gara, quando mi vedevano soffrire con determinazione”.

Cambia qualcosa dopo questo podio? Sponsor, convocazioni?

“Non credo.”

Mai dire mai, a volte un’atleta non più giovanissima che riesce ancora a correre quasi 200 km arrivando sul podio di un campionato Nazionale può ancora ben figurare in un contesto internazionale, e comunque può essere da collante con le altre giovani atlete e dare il suo contributo come esperta ultramaratoneta.

Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine?

“Penso di riprovare la Nove Colli Running in maggio, e sono iscritta come open ai Mondiali della 24 h di Belfast in Irlanda a luglio, poi magari qualche altra gara in mezzo, forse la 48 h a Policoro a giugno.”

Sogni da realizzare?

“Continuare a correre nonostante gli anni che passano. Mi accontenterei di poter continuare!”
Molto modesta Sonia ma sicuramente continuerà a essere ancora performante in gare sia in Italia che in altri contesti Internazionali.

 

È possibile approfondire il mondo degli ultrarunner nei seguenti libri:

"Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2016.

“Ultramaratoneta. Un'analisi interminabile”, D. Baranzini, M. Simone, Aras Edizioni, 2016.

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