Donna e sport

Abbiamo trattato molti argomenti sempre riferendoci allo sportivo, all’allievo, alla persona o all’uomo intendendo rivolgerci a entrambi i sessi. Non abbiamo, invece, approfondito a sufficienza i caratteri specifici della donna, e vogliamo rimediare chiamando in causa tutti quelli che s’interessano del nostro modo di intendere e vivere lo sport.

Si trascura e si sottovaluta lo sport femminile, ma questo lo sappiamo. Crediamo, però, che soffermarci troppo sulle rivendicazioni e sull’insoddisfazione sia un limite che nuoce alla donna stessa.
Vogliamo trattare lo sport femminile al positivo, scoprire i vertici ai quali la donna può aspirare e studiare i metodi per raggiungerli, ma non basta. Lo sport vive d’interesse e partecipazione, per cui occorre proporre una cultura che coinvolga anche lo spettatore e, possibilmente, lo trasformi il tifoso...

In pratica, occorre cambiare una cultura che tiene ancora lontana la donna dallo sport.
Si dirà che ci sono tante scuole dove una ragazza può fare sport, ma resistono due mentalità. Una, vecchia, che ritiene lo sport forse troppo “rozzo” o faticoso per una ragazza. E una, troppo simile a quella dello sport al maschile: si va per sbalordire, vincere e spiccare il volo, il cosiddetto “campioniamo”, ma non per giocare e divertirsi, come sarebbe giusto per un bambino, e per “innamorarsi” dello sport e continuare a seguirlo anche nella vita adulta.
E se ci mettessimo insieme in tanti, con idee, proposte, critiche o tutto ciò che serve per vedere tutti gli aspetti dell’argomento, e ne facessimo qualcosa di organico, molto di più di qualche articolo?

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