Ognuno vuole fare sempre meglio, scoprire nuove capacità, valorizzarsi nei confronti degli altri ed essere approvato dalle figure che per lui sono importanti. In pratica, e in particolare chi è avvantaggiato dalla dotazione, è spinto dalle proprie motivazioni più che da qualsiasi stimolo esterno.

Nello sport, la mente non ha troppa considerazione.  Diceva un famoso allenatore: “Sono dei muscolari. Perché devo lasciare che facciano sciocchezze mentre io conosco le soluzioni giuste?”. E un altro: “Io traccio i binari, e loro ci devono correre sopra”.

Sono un istruttore di calcio dilettantistico e svolgo attività in una società nel territorio Milanese dando lezione ai bimbi di 6/7 anni. Domenica scorsa abbiamo partecipato a un torneo con altre sette squadre di pari età, giocando in contemporanea su quattro campi. Durante il confronto avevo notato che alcuni bimbi non rispettavano la distanza dal portiere avversario, quando questi doveva rimettere in gioco la palla al suo compagno, andando subito a pressare

Si parla spesso di “sport pulito”, e qualcuno si chiede che cosa voglia dire. Non si tratta di uno sport buono e ingenuo, o magari anche bonaccione.
Non si dice che lo sport è nobile quando i nostri fanno i puri e i rispettosi mentre gli altri picchiano e vincono. E neppure che bisogna restituire colpo su colpo per mostrarsi coraggiosi, ma che, per vincere, occorre fare

Perché non piace chi pensa all’oggi a svantaggio del domani? Quasi tutti i giovani passano attraverso sport, che ha grandi potenzialità educative, ma non le sa usare.
Parlare di un dodicenne che ha calciato fuori apposta un pallone, forse decisivo, perché l’arbitro aveva visto un rigore che non c’era, può sembrare una notizia normale, ma è il caso di farlo.

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