Ideato e curato da Vincenzo Prunelli

Valori: fondamento dell'etica

Valori: fondamento dell’etica

Recentemente ho trovato una citazione che mi è rimasta impressa, anche perché l’autore ha espresso con semplice chiarezza quello che avevo un po’ confusamente in testa. Mi sono permesso di parafrasarla per renderla applicabile a tutti gli ambienti dove vivono i giovani.

 

Famiglia e valori

Bisogna creare in famiglia un ambiente dove i valori condivisi più che essere «detti», sono vissuti; dove i giovani non sono «indottrinati», ma «sperimentano» i valori proposti. Solo «facendo esperienza»» dei valori condivisi trasmessi dalle esortazioni e dai reali e coerenti comportamenti dei genitori, dei professori, dei dirigenti sportivi, degli allenatori, ecc., i valori diventeranno atteggiamenti interiori spontanei dei giovani e si tradurranno in «stile di vita”.

Una ricerca americana su comportamenti non etici di giovani sportivi

Nella ricerca di Paula Mirk pubblicata nel 2007 negli Stati Uniti dall’Institute for Global Ethics, sono citate le seguenti statistiche su comportamenti non-etici di allenatori e di giocatori di scuole medie superiori. Le percentuali indicano gli studenti che si trovano d’accordo con le azioni proposte o effettuate dagli allenatori:

  • Litigare violentemente con un dirigente sportivo al fine di intimidirlo e di influenzare chiamate future (51 percento maschi, 30 per cento femmine.)
  • Dare istruzioni ai giocatori su come illecitamente trattenere o spingere l’avversario senza essere visti dall’arbitro (45 percento maschi, 22 per cento femmine.)
  • Usare un piano di gioco rubato a un’altra squadra (42 percento maschi, 24 per cento femmine).
  • Rimanere in silenzio quando l’arbitro erroneamente assegna il punto alla squadra di appartenenza (40 percento maschi, 21 per cento femmine.)
  • Dare istruzioni a un giocatore su come simulare una lesione (39 per cento maschi, 22 per cento femmine).

Questa statistica è istruttiva sia per le alte percentuali dei giovani giocatori americani che accettano e approvano comportamenti scorretti ed eticamente inaccettabili nel loro ambiente culturale e, sia, per il contenuto stesso di tali comportamenti. Come sarebbero giudicati dai giovani nella nostra realtà attuale?

Nelle sue conclusioni e raccomandazioni, la ricerca citata propone un esteso elenco di azioni e provvedimenti al fine di istruire dirigenti scolastici e sportivi e allenatori su come educare gli adulti e i giovani a rispettare maggiormente gli esistenti codici di comportamento etico. Qui cito quelli attinenti i valori condivisi, peraltro al primo posto nell’elenco:

  • Formulare un sommario dei valori nella pratica dello sport e nei relativi comportamenti etici.
  • Pubblicare tali valori a tutta la comunità scolastica in modo prominente.
  • Comunicare efficacemente a tutti valori, principi e linee guida di comportamento etico.
  • Promuovere i valori condivisi e l’etica anche nella formazione degli allenatori sportivi.

Ho citato questa ricerca sia per la sua formulazione di conclusioni e raccomandazioni pragmatiche nel contesto in cui sono state scritte e, sia, per l’accento sui “valori condivisi” e sulla formazione etica anche degli allenatori e dirigenti sportivi, e non solo, quindi, del personale accademico e degli studenti.

Valori, fondamenti dell’agire etico

Secondo Giannino Piana, “l’attuazione di sé è frutto di scelte etiche che rinviano a un ideale cui l’agire umano tende per autenticarsi: a questo ideale corrisponde il «valore»….. “ Libertà e valore sono due cespiti che, nella correlazione, fondano il senso dell’agire etico, e determinano la specificità della verità morale in quanto verità personale e relazionale, destinata al compimento di sé e dell’altro.”

Il discernimento nell’agire etico è, pertanto, fondato sui valori condivisi nella società e nelle varie comunità che la compongono: più i valori sono “sentiti” e “vissuti, più condizionano e determinano le scelte etiche di singoli individui, di famiglie, di gruppi sociali e della società nel suo complesso.

A questo proposito, Giannino Piana rileva la responsabilità personale di scelte etiche “per l’altro” e per “il bene comune”. Le scelte etiche, quindi, devono essere valutate sia per le intenzioni dell’azione e, sia, per i risultati che ne derivano.

 

Indagine Censis 2012

In questo contesto mi sembra utile citare brevemente alcuni risultati della ricerca del Censis su “ I valori degli italiani”, realizzata nell’ambito delle celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità d’Italia.

Gli italiani sono alla riscoperta delle relazioni. I valori presenti e futuri degli italiani sono sempre meno orientato alla rivendicazione dell'autonomia personale e sempre più alla riscoperta della relazione e della responsabilità.

I principali valori sono rilevati sono:

Il senso della famiglia (65%),

  • il gusto per la qualità della vita (25%),
  • la tradizione religiosa (21%) e
  • l'amore per il bello (20%).

In particolare il 70% degli italiani è convinto che vivere in un posto bello aiuti a diventare persone migliori; crede, quindi, che esista un legame tra etica ed estetica e che la bellezza abbia una funzione educativa.

Al matrimonio è ancora riconosciuto un valore importante: il 76% degli italiani è convinto che sia una regola da rispettare e il 54% che garantisca maggiore solidità alla coppia.

 

Indagine EPS, 2012

Sono interessanti anche i risultati di un’altra ricerca, pubblicati recentemente a cura di Giancarlo Rovati, basati su “Fourth European Values Study, EPS”.

Ecco i valori più cari agli italiani:

  • La famiglia, 91%
  • Il lavoro, 63%
  • Il guadagno, 77%
  • La sicurezza del posto di lavoro, 75%.

 

Scrive Rovati: “Gli italiani hanno i loro punti di forza nella propensione all’impegno formativo, nel senso di autonomia e responsabilità individuale, nella volontà di partecipare alle decisioni, nella disponibilità alla gratuità e alla solidarietà sociale.”

La solidarietà viene praticata a favore di parenti e vicini; i più attenti ai bisogni dei vicini sono le donne e gli anziani. Per la religione il 78% degli italiani si dichiara cattolico.

Chi contravviene alle norme base dell’educazione civica viene sì condannato, ma con molte attenuanti. Per esempio, il 45% legittima almeno in “qualche caso” il pagamento in “nero”, mentre le tangenti sono sì condannate, ma “solo” dal 76% degli intervistati. I più permissivi sono atei, giovani e appartenenti alla classe media.

 

Valori universali

Per secoli filosofi, sociologi, antropologi, psicologi, storici del pensiero filosofico e delle religioni e altri scienziati e pensatori hanno disquisito con acutezza e profondità se esistono o possono esistere valori accettati da ogni uomo, in ogni tempo, dovunque. La grandissima maggioranza mi sembra essere arrivata alla conclusione, più o meno chiaramente presentata, che ciò non sia possibile a causa di condizionamenti culturali, sociali, psicologici e tanti altri.

Alcuni scrittori hanno, peraltro, messo in evidenza il fatto che, una volta capita l’esatta concezione di valori e la loro descrizione, le vere variabili in uno stesso ambiente storico sono quelle culturali, che influiscono in particolare sul peso relativo dell’importanza di un valore rispetto agli altri, e meno se sia o no un valore condiviso.

Solo i credenti delle grandi religioni monoteiste professano la ferma convinzione che, con l’aiuto di Dio, sia possibile credere e avere valori fondamentali condivisibili da tutto il genere umano di ogni tempo.

Tuttavia, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sono maturate grandi dichiarazioni dei diritti universali dell’uomo, largamente condivise a trasfuse negli ordinamenti giuridici degli stati. Nell’Unione Europea, valori condivisi sono maturati negli anni e sono stati pubblicati in varie sedi, compresi i valori dello sport. Codici di deontologia di varie professioni nel mondo si ispirano a valori generali uguali e a valori particolari assai simili fra loro. Nel mondo dello sport globale, esistono enunciazioni dei valori e codici di comportamento etico, promossi da Federazioni mondiali, varie discipline sportive, associazioni, enti pubblici e privati e gruppi di interesse.

Passo in rassegna una serie di valori che ritengo possano essere considerati universali e che propongo quale base di riflessione nell’educazione all’etica dei giovani.

Il centro di ogni riflessione etica è la persona umana nella sua interezza di anima, corpo, coscienza, psiche, intelletto, sentimenti e agire. E’ la persona che è in relazione con l’altro, con gli altri, con la società e con l’ambiente in cui vive, anche a riguardo delle sue limitate risorse naturali.

 

Definizioni di alcuni valori universali

Propongo qui di seguito le definizioni di alcuni valori che penso possano essere definiti universali, almeno in Europa, data le comuni radici della nostra civiltà. Sono definizioni in uso corrente, non necessariamente filosofico o psicologico ma che delucidano le parole usate nei codici di comportante etico e nelle discussioni e ragionamenti etici.

Amore: Sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. Tipi: materno, filiale, fraterno, verso la famiglia, gli amici, l’amore che il padre ha per i figli o che essi hanno per lui. Può indicare l’affetto reciproco.

Correttezza: L’essere corretto, esatto, privo di errori, specialmente in riferimento al modo di esprimersi, alla proprietà linguistica: c. grammaticale, sintattica; c. di pronuncia; parlare, scrivere con esemplare comportamento verso gli altri basato sul rispetto e la buona educazione.

Empatia: In psicologia, in generale, è la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona in modo immediato, e prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale. Più in particolare, il termine indica quei fenomeni di partecipazione intima e d’immedesimazione attraverso i quali si realizzerebbe la comprensione.

Giustizia: virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge.

Integrità: L’essere integro, intero, intatto; lo stato di una cosa che possiede tutte le sue parti, i proprî elementi e attributi, che conserva intatta la propria unità e natura, o che non ha subìto danni, lesioni, diminuzioni quantitative o qualitative.

Lealtà: L’essere leale, sincerità, franchezza: voglio dirti con lealtà il mio pensiero; comportamento leale: riconoscere la lealtà di un avversario; atteggiamento di correttezza e dirittura morale, attaccamento al dovere e rispetto della propria dignità, nel mantenimento degli impegni assunti, nei rapporti con determinate persone, nella fedeltà alle istituzioni e a chi le rappresenta: lealtà. d’animo; osservare con lealtà. gli obblighi del proprio stato, della professione.

Libertà: L’esser libero, lo stato di chi è libero: amo la mia libertà; non posso rinunciare alla mia libertà.

Libero: Che non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, che ha facoltà di agire a suo arbitrio, senza subire una coazione esterna che ne limiti, materialmente e moralmente, la volontà e i movimenti.

Onestà: La disposizione d’animo e il comportamento, solitamente abituale, di chi è onesto, nelle varie accezioni dell’aggettivo: uomo di grande, provata, specchiata, rara, integerrima onestà, o di poca, scarsa onestà; persona di sicura o di dubbia onestà.

Onesto:. Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in conformità a principî morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive.

Pace: Condizione di normalità di rapporti, di assenza di guerre e conflitti, sia all’interno di un popolo, di uno stato, di gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., sia all’esterno, con altri popoli, altri stati, altri gruppi, altre persone.

Uguaglianza (o eguaglianza): Condizione di cose o persone che siano tra loro uguali, cioè abbiano le stesse qualità, gli stessi attributi (in generale, o in un certo ambito), gli stessi diritti e doveri.

 

Scelte etiche

Esse sono fatte tutti giorni, alcune consciamente, altre istintivamente in base alla propria scala dei valori. Man mano che il bambino cresce e si sviluppa in ragazzo, pre-adolescente, adolescente, giovane (corpo e intelletto, anima e coscienza, sentimenti, ecc), passa dagli stadi più bassi della piramide di Kohlsberg (dove la base ha le dimensioni più grandi), cioè dall’“Obbedienza o punizione” al “ Vantaggio personale” e infine al: “Conformismo di gruppo, sociale”. Tale sviluppo è funzione anche della crescente capacità di pensiero astratto e delle sempre maggiori conoscenze linguistiche, culturali, religiose, storiche, filosofiche, ecc.

In Italia oggi si parla di crisi della famiglia e di crisi di valori, oltre a quelle economiche, finanziarie, occupazionali, ecc. In considerazione anche dei risultati delle due ricerche riferiti sopra, sono convinto che educare all’etica sia possibile e necessario.

E ciò principalmente col comportamento corretto, costante e coerente degli adulti: genitori, insegnanti, formatori, dirigenti sportivi, allenatori, ecc., come scrive con tanta incisività Antonio D’Angelo.

Lo sport è un forte agente di educazione all’etica. Possiamo e dobbiamo insegnare ai giovani il discernimento necessario per scelte eticamente rette, non solo perché conformi al codice etico di riferimento, ma ancor più in relazione ai valori condivisi di cui sopra. I media ampliano gli avvenimenti sportivi in positivo e in negativo, ma credo che la coerenza etica un giorno sarà sottolineata anche dai media!

La regola aurea è una “prova” essenziale in ogni ragionamento etico: “Ecco la somma della vera onestà, tratta gli altri come vorresti essere trattato tu stesso". “Non fare al tuo vicino ciò che non vorresti che egli poi rifacesse a te”. E, in maniera ancor più esigente, per chi crede: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “Amate i vostri nemici”.

 

Marko Rus

Fonti

Antonio D’Angelo: La forza dei valori. Formazione cristiana e responsabilità educativa della famiglia, Edizioni Paoline, 2012.

Paula Mirk: Promoting and supporting Standards for High School Interscholastic Athletics in an Era of Reform, the Institute for Global Ethics, August 2007

Giancarlo Rovati, a cura di: Uscire dalle crisi; I valori degli italiani alla prova; Vita e Pensiero, 2012

CENSIS: I valori degli italiani, CENSIS, 2012

Giannino Piana: La verità dell’azione. Introduzione all’etica. Morcelliana, 2011

The Code of Sports Ethics. Beyond the rules of the game. Council of Europe,1994 & 2001.

Jeremy Rifkin: La civiltà dell Empatia. La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi. Mondadori, 2009

Treccani, L’Enciclopedia Italiana; Vocabolario on line.

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