Sviluppo

Come e da quando insegno a mio figlio a comportarsi da adulto? 

L'educazione ha tempi e modi precisi, poiché il carattere e lo stile di vita iniziano a formarsi già dalla nascita e, una volta assunta una fisionomia definita, sono difficili da modifi­care.

Da qui l'esigenza di non permettere un avvio incompatibile con la vita successiva, altrimenti più tardi li dovremo correggere, e stimoleremo inevitabili resistenze.

In termini più pratici, non possiamo prima permettere azioni e comportamenti e, in seguito, proibirli perché non saranno più per­messi.

Né possiamo essere incoerenti ora concedendo e, ora, proi­bendo gli stessi comportamenti, o aspettarci tratti del carattere diversi da quelli che proponiamo e possediamo noi stessi. Non possiamo, quindi, portare i figli per mano e, allo stesso tempo, aspettarci che diventino autonomi. Proteggerli da tutto e aspet­tarci che imparino a difendersi da soli, o spingerli a non rispettare le regole con gli altri e pretendere che le rispettino con noi. Di­pingere l'ambiente come un nemico carico d'intenzioni ostili e aspettarci che vi si aprano senza paura, o che con noi si fidino e svi­luppino un rapporto armonico. Oppure permettere o negare e poi concedere secondo l'occasione o la convenienza.

Queste considerazioni possono confonderci e farci cadere nelle contraddizioni che vorremmo evitare, e allora atteniamoci a un solo principio: trasmettiamo, chiediamo e permettiamo solo i comportamenti che costituiscono le premesse reali di quelli che pretende la vita adulta.

Come possiamo noi genitori stimolare i figli perché procedano verso la vita adulta? Se non creiamo inutili ostacoli, non abbiamo necessità di creare nuove stimolazioni. I figli avvertono la propria incompletezza, sentono di essere ancora inadeguati e impreparati nei confronti dell'adulto e hanno un bisogno innato di superare questi disagi.

A noi genitori non resta che fornirgliene l'occasione. Concediamo, all'interno di regole precise e non eludibili, tutta la libertà perché possano sperimentarsi, trovare le proprie soluzioni, sbagliare e imparare a correggersi, e rassicurarsi di non essere mai inadeguati di fronte al nuovo. Confrontiamoci con loro, e consentiamo che adottino le scelte e i comportamenti che sono più proficui per colmare il divario che li separa dalla vita adulta. Si può temere che la concessione di tutta questa libertà sia un rischio, ma in un'educazione che cerca l'intesa e la cooperazione ci è più facile evitare il conflitto e proporre la nostra figura come modello da assumere nei modi e comportamenti.

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