Formazione

È giusto abituare un bambino a giocare in un ruolo fisso per abituarlo da subito al gioco dell’adulto?

 Non è giusto, perché il bambino non è un piccolo adulto da trattare solo con dosi diverse, ma una cosa del tutto differente. Per un bambino, giocare in un ruolo fisso significa:

  • reprimere il proprio talento,
  • ignorare i momenti favorevoli dell’apprendimento, e quindi lasciare molte qualità inespresse,
  • non poter praticare il gioco libero, che permette di provare, imparare, scegliere, creare il nuovo, sbagliare e correggersi, trovare da solo le soluzioni,
  • giocare in schemi prestabiliti e rigidi vieta di usare ciò che al momento non è funzionale, ma è prodotto dall’ingegno, dalla creatività e da ciò che è proprio e non comune, e quindi dal talento.
  • abituarsi ad avere bisogno di essere sempre portato per mano e non sviluppare l’autonomia.

Perché è un controsenso? Prima di “specializzarsi”, che fino ai dieci, undici anni, quando inizia a operare il pensiero astratto, cioè la capacità di programmare e di lavorare per un obiettivo lontano, non visibile e vissuto come piacere immediato, prima della comparsa del pensiero astratto significa porsi dei limiti, il bambino ha bisogno di conoscersi e sviluppare tratti della personalità e del carattere indispensabili per impiegare il proprio talento. Ha, quindi, bisogno di formarsi la "base" su cui costruire tutta l'attività successiva.

Come? Deve?

  • poter provare tutti i ruoli e tutte le situazioni che si creano nel gioco,
  • giocare in un campo a propria misura, piccolo e adatto alla sua forza, in cui non sia mai escluso dal gioco e possa provare liberamente, e senza paura di un giudizio, tutto ciò che gli dettano la creatività e la fantasia,
  • poter giocare e basta, con poche regole chiare, che gli servono per divertirsi di più e per abituarsi a essere costruttivo e a collaborare con gli altri,
  • provare tutte le situazioni di gioco, e quindi tutti i ruoli, senza "specializzarsi" in uno a scapito di tutti gli altri, anche perché il gioco moderno chiede a ognuno di adattarsi a tutte le condizioni della gara.

 

I dubbi

In questo modo non impara il gioco degli adulti, ma è giusto che sia così. Il ruolo fisso dell'adulto, oltre vincolarlo a schemi e comportamenti fissi e innaturali, richiede l’uso di certe abilità e funzioni mentali che il bambino non possiede ancora.

A volte, sembra che il bambino applichi quello che gli chiediamo, ma è semplice imitazione che non allena a criticare e scegliere ed esclude l’iniziativa libera e l'apprendimento di gesti e soluzioni compatibili con il suo sviluppo e le sue forze.

Se, invece, parliamo di età successive, è chiaro che dobbiamo attribuire a ognuno i compiti e le funzioni più adatti ai suoi mezzi, ma in questo caso viene un dubbio: saper giocare in più ruoli va a scapito della specializzazione in uno solo o, piuttosto, non li rende più completi tutti?

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