Educazione

Progetto in atto dall'anno scolastico 2012-2013 nella scuola primaria “Sacra Famiglia.

Martinengo, Bergamo, promotore Prof. Laura Capister.

Un valore aggiunto alla materia educazione fisica nella scuola primaria.

È una tesi sperimentale, svolta nei cinque anni della scuola primaria lavorando direttamente con i bambini e, quindi, correggendo e modificando in itinere il lavoro svolto. La finalità di questo lavoro è proporre ai bambini dai sei agli undici anni, una programmazione di educazione fisica che risponda in modo concreto ai loro bisogni attuali in ambito motorio, e che fornisca loro degli elementi salutistici per mantenere in salute il proprio corpo e utilizzarlo con maggior consapevolezza. Il fine ultimo è, anche fornire ai bambini un modello di vita più responsabile e coerente, potendosi permettere di fare delle scelte più libere con le articolazioni ma non solo.

Il mio lavoro è partito dall’analisi delle Indicazioni Ministeriali, dall’osservazione delle capacità e difficoltà reali dei bambini,

dalla conoscenza delle diverse fasi della loro crescita e dalle leggi che le regolano, dalle mie conoscenze acquisite in questi quattro anni di studio del metodo ADM e dalla mia voglia di sperimentare qualcosa di nuovo ed efficace. La metodologia utilizzata è stata la proposta di nozioni teoriche, che permettessero ai bambini di capire il lavoro che in seguito avrei proposto, rispettando una gradualità indispensabile in base alle diverse fasce d’età.

Ho sempre cercato di stimolare la curiosità dei bambini, la loro attivazione nella scoperta di se stessi e della propria percezione. Come materiale, oltre al proprio corpo e la voglia di conoscerlo, ho utilizzato spesso musiche rilassanti, dei materassini molto bassi e un cuscino rotondo costruito da loro, con teli da mare e dello scotch, e tenuto in classe con le scarpe di ricambio. Per la parte teorica, in tutti i cinque anni i bambini hanno lavorato su un quaderno. È mia intenzione, nei prossimi anni, fornire ai bambini una dispensa per le classi prime e seconde, e una per le terze, quarte e quinte. Queste dispense conterranno le nozioni principali e degli esercizi, sotto forma di gioco, per permettere ai bambini di apprendere in modo più piacevole e, forse, più veloce.

Ritengo che questo lavoro, che è in corso da tre anni e continuerà a evolversi, ora abbia raggiunto un esito molto positivo. I genitori dei bambini hanno colto la serietà e l’importanza del lavoro. I bambini sono molto contenti di svolgere le lezioni di educazione fisica, anche se le nozioni fornite e poi richieste nelle verifiche, non sono poche. L’apparato muscolo-scheletrico, che si studiava nella materia di scienze, nelle classi quinte, ora è interamente svolto in educazione fisica in modo molto più approfondito ma spalmato nel corso dei cinque anni. Questo, a mio avviso, è un aspetto molto importante, perché lo studio è fatto abbinando alla percezione l’utilizzo di quest’apparato, e quindi non è uno studio mnemonico ma interattivo, sperimentando personalmente quanto viene studiato. Ogni bambino ha la possibilità di capire e provare cosa succede ai propri muscoli, cosa fa muovere un determinato muscolo, come ci si sente se le articolazioni non sono libere e cosa fare per sentirsi meglio, e impara a osservarsi e a cogliere le proprie caratteristiche fisiche. È un lavoro che mira alle competenze, e non alle conoscenze. Il bambino si deve “saper utilizzare” al meglio: se ne farebbe ben poco del sapere semplicemente com’è fatto e come si chiamano le proprie ossa e i propri muscoli. Posso dire, avvalendomi della mia esperienza quindicinale nella scuola e in ambito sportivo, che la programmazione messa in atto nella scuola dove lavoro, grazie all’introduzione di questo metodo, è di alto valore educativo.

Il progetto

Sono un'insegnante di Educazione Fisica che ama molto il proprio lavoro e crede nel valore della materia insegnata. Nell'anno 2011 ho conosciuto il dott. Angelo Granata in un seminario sul Metodo ADM, ideato da lui. Da quel momento ho iniziato un percorso di crescita personale e la scuola di formazione quadriennale del metodo, e così è migliorata notevolmente la qualità della mia vita. Essendo cresciute io, come persona, e la mia formazione, ho cambiato il mio modo di lavorare e quello che trasmetto ai miei alunni. Questo metodo è stato inserito da me, in via sperimentale per la prima volta nella scuola, permettendomi di scrivere la tesi di fine percorso formativo. Premetto che la tesi da me scritta per fine corso universitario, è stata una tesi sperimentale, sulla programmazione nella scuola primaria, e a distanza di venti anni mi sono rimessa in gioco per cercare qualcosa di più efficace e innovativo per i miei alunni.

Da qualche tempo sentivo la necessità di adattare la programmazione scolastica alle reali necessità dei miei alunni, perché mi rendevo conto che è essenziale per aiutare la loro crescita. I bambini si sanno muovere con maggiore difficoltà e meno consapevolezza. Oggi, a livello neurologico, viene super stimolato il canale visivo a discapito di quello uditivo e della percezione corporea, e i bambini faticano ad ascoltare e a prestare attenzione. In ambito motorio trovano difficoltà nell’imitazione, che è il canale privilegiato per l’apprendimento, prestano attenzione ad alcuni particolari e non colgono il movimento nel suo insieme. Mancano di coordinazione e di percezione corporea.

Il mio interesse, in linea con le nuove Indicazioni Ministeriali, sono il benessere e, ovviamente, la formazione dello schema corporeo e di un'immagine corporea positiva e realistica. La vita media si è allungata, ma occorre invecchiare bene. Il movimento è vita, il nostro corpo è il mezzo attraverso il quale ci muoviamo, ma perché sia salutare, deve essere armonico e creare meno disomogeneità possibili. Perchè il movimento sia armonico, dobbiamo ricercare una libertà articolare, che è la chiave grazie alla quale il corpo può esprimersi liberamente sfruttando le proprie potenzialità. Cerco anche di fornire ai miei alunni, degli strumenti preventivi per il benessere della loro unicità, riferendomi anche alla prevenzione alcoologia, al tabagismo, alle droghe e ai disturbi alimentari.

Si è visto che la prevenzione nella scuola secondaria di primo e secondo grado non è efficace. Occorre agire prima. I medici che hanno promosso la settimana oncologica all'Ospedali Riuniti di Bergamo, nel dibattito di chiusura hanno rilevato l'importanza del movimento e della prevenzione nella fascia d'età della scuola primaria. Da quattro anni sto sperimentando nella mia scuola questa nuova programmazione con grande soddisfazione per i riscontri positivi negli alunni e nei genitori. Il mio lavoro è sarà continuamente in evoluzione, e sto scrivendo anche un semplice e concreto libro di testo perché le nozioni teoriche siano apprese senza soffermarsi troppo sui libri. Una parte teorica di dieci-quindici minuti è più che sufficiente e deve essere resa assolutamente interattiva con gli alunni, stimolando la loro curiosità, sviluppando l'osservazione di se stessi e degli altri e guidandoli a trovare le risposte.

il metodo ADM

Il metodo ADM (armonia del movimento), ideato dal Dott. Angelo Granata, è assimilabile all’alfabeto per la struttura muscolo scheletrica. Per alfabeto intendo la consapevolezza, e non solo la capacità di imitare i movimenti. Per essere padroni di se stessi, serve esserci e percepirsi nel movimento, serve imparare a decifrare i messaggi che il corpo ci manda per correggere quello che non ci fa stare bene e trovare l’alternativa per correggerci partendo da semplici movimenti. La parte pratica consiste nella ripetizione di esercizi isometrici attivi abbinati alla respirazione, studiati rispettando i tre piani di simmetria (p. frontale, p. sagitale, p. orizzontale) per ridare allungabilità ai muscoli del corpo accorciatisi a causa di posture scorrette, traumi, patologie o spesso per un sovraccarico muscolare nei bambini che praticano sport a livello agonistico. Questi esercizi, dove ve ne sia la necessità, permettono la formazione di nuove vie neuronali e portano alla maggiore libertà di tutte le articolazioni. Per svolgere correttamente gli esercizi occorrono una buona percezione corporea e la capacità di isolare diverse parti del corpo nel fare movimento e, ovviamente, il lavoro è graduale e personalizzato in base alla struttura di ogni individuo. Il principio che sottende il metodo è: “Tutto ciò che è utilizzato per lo scopo per il quale è stato creato porta gioia e benessere”.

Il metodo non consiste in una lista di esercizi, ma è una filosofia di vita: è importante riuscire a riportare nel quotidiano l’utilizzo corretto del nostro corpo, e non dimenticare mai che ci sono una mente pensante e un cuore, parti inscindibili in tutte le nostre scelte. Libertà di movimento significa libertà di scelta, ed è data dalla conoscenza. Ecco perché è importante conoscere la struttura- funzione delle nostre articolazioni. Il dottore un giorno vide il gomito e si chiese per quale motivo fosse l’articolazione meno colpita da patologie. La risposta sta nel fatto che la flesso-estensione del gomito per tutta la vita è utilizzata per mangiare, e quindi con la sua massima escursione, e appunto per questo motivo essa non si riduce. Se osserviamo le articolazioni, in particolare le anche o le spalle, ci accorgiamo che i movimenti, già nei bambini si riducono drasticamente, tranne che nei casi in cui sono mantenute le escursioni poiché lavorano in modo adeguato.

Oggi i bambini si muovono poco e quindi fanno poca esperienza motoria e a volte di bassa qualità, come si può vedere nella lettura: se leggo tanto e con intonazione, leggerò bene, se leggo poco, leggerò male. Altri bambini svolgono molte ore di pratica sportiva a livello agonistico, ma questo crea altri problemi per un sovraccarico di lavoro su determinate articolazioni e distretti muscolari per la ripetizione dei gesti tecnici che ogni singola disciplina richiede. A scuola, su 350 alunni che seguo, negli ultimi anni le talloniti, le pubalgie, il Morbo di Schlatter, la malattia di Sever e diversi dolori sono notevolmente aumentati. Ho verificato che, in base agli sport che praticano, le rigidità articolari e le problematiche sono ricorrenti, e quindi strettamente legate alle attività praticate. Ai miei alunni cerco di insegnare a riconoscere queste rigidità e a lavorare con gli esercizi adatti per prevenire patologie o traumi che si potrebbero verificare con il passare degli anni.

Che cosa offre di più ai miei alunni questa programmazione? Innanzitutto, una conoscenza di alto livello dell’apparato muscolo-scheletrico. Studiando e sperimentando con il proprio corpo e giocando con il movimento in modo ben più consapevole, svolgono in un mese la programmazione, spalmata nel corso dei cinque anni, che prima era svolta nella materia di scienze nel 5° anno della scuola primaria. Conoscono lo scheletro, i muscoli e le articolazioni in modo approfondito, arrivano a sapersi osservare cogliendo i dismorfismi del compagno o i loro di fronte ad uno specchio. In ogni lezione di 100 minuti, quindici sono dedicati alla parte teorica: pochi concetti per volta ma molto chiari.

Hanno la possibilità di osservare e utilizzare le varie parti del corpo verificando i concetti spiegati, lavorando in palestra subito dopo la spiegazione:

Nelle classi prime e seconde si lavora soprattutto sulla percezione, nelle terze sull’osservazione di se stessi e degli altri, nelle quarte sull’integrazione di ciò che si percepisce e ciò che si osserva, nelle quinte sulla compassione, intesa come accettazione dei propri limiti senza giudizio. Questi limiti devono essere visti come ostacoli che ci danno la possibilità di essere superati o migliorati. La vita è un continuo cambiamento che non va subito, ma anche accettato e assecondato traendone sempre del positivo, cioè maturando anziché invecchiando.

I bambini hanno la possibilità di fare un percorso personale che li porta a una maggiore conoscenza e consapevolezza del proprio corpo, con i suoi limiti, potenzialità e unicità. Hanno la possibilità di osservarsi e accettarsi in assenza di giudizio, quindi senza intaccare la propria autostima.

Ai bambini s’insegna che il benessere si raggiunge con un buon equilibrio tra mente corpo e spirito: noi dobbiamo percepirci come unità di questi tre elementi e per tutta la vita dobbiamo amarci e prenderci cura di tutte le nostre parti. I bambini imparano molto più velocemente dell’adulto a utilizzare la mente per rilassare il corpo e per gestire il dolore o le emozioni negative.

I bambini imparano a utilizzare una respirazione addominale, a rilassare e massaggiare il diaframma, centro delle emozioni. Molti di loro utilizzano quello che hanno imparato anche a casa, nei momenti per loro di maggiore difficoltà o tensione.

Aumenta la capacità di concentrazione, di autocontrollo, di osservazione, di resistenza allo sforzo fisico e mentale e la velocità di recupero dopo uno sforzo fisico.

La capacità e la libertà di scelta nella vita sono fondamentali, noi siamo molto condizionati, ed è importante esserne coscienti e cercare di essere un po’ più liberi partendo dal corpo per arrivare a scelte di vita coerenti e consapevoli.

Lo sport e la competizione sono visti sotto una luce diversa, in funzione di una vita più sana e gioiosa, sempre e comunque nel rispetto di se stessi.

Come educatore e insegnante, ho l’obiettivo di aiutare a crescere i bambini in modo che si possano esprimere con tutto se stessi, con coerenza e consapevolezza. M’impegno per far crescere persone resilienti (in fisica la resilienza è la proprietà dei materiali di resistere a stress, cioè a diverse sollecitazioni e urti ritornando alla sua forma o posizione originale).

Sono convinta che l’educazione dei nostri alunni passi in primo luogo attraverso l’educazione del proprio corpo, come pilastro portante per tutto quello che si può imparare e fare nella vita. Amarsi, rispettarsi e imparare a prendersi cura di se stessi sono la prevenzione più efficace per evitare di costruire un mondo di persone superficiali, irresponsabili e deboli.

Mi piacerebbe ampliare questo progetto collaborando con altri insegnanti che hanno voglia di sperimentarsi e di mettersi in gioco, e sarebbe bello poter formare i futuri insegnanti con una visione nuova di quello che la materia di educazione fisica può fornire alle nuove generazioni.

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