Educazione

Che cosa sono e quale ruolo hanno le norme nella vita comune? È essenziale trasmetterle a mio figlio?

Che cosa gli dico quando vede prevalere chi non le osserva? 

È sempre essenziale trasmetterle, perché sono il tessuto comune e condiviso che permette di comunicare. Senza regole, infatti, è difficile, se non impossibile, offrire la nostra risposta o prevedere quella degli altri, sentirci liberi e a nostro agio nei rapporti, scambiare contributi, cooperare e proporci alla pari, fino al costruire modelli di comunicazione stabili che permettono di partecipare e di integrarci.

Le norme, quindi, disciplinano i rapporti e appartengono al patrimonio comune, e dunque, se non vogliamo essere esclusi, non ne possiamo fare a meno.

Ne distinguiamo due tipi: le norme della socialità, che regolano i rapporti tra gli individui, e quelle della società, entità astratta espressa, per esempio, nelle leggi dello Stato. Di solito rispettiamo di più le prime perché più vive e vicine, mentre siamo meno imbarazzati a eludere le seconde, più astratte e impersonali, e considerate talvolta un'imposizione e un limite alla nostra libertà. Anche di queste dobbiamo tenere conto, e non solo per non incorrere in svantaggi personali, ma anche per esprimere e proporre la nostra creatività e iniziativa.

Altre si configurano come modelli di comportamento auspicabili o rinunce che possiamo adottare o ignorare senza incorrere in particolari rischi. Esse riguardano soprattutto il rispetto per gli altri: dalla correttezza nei rapporti e nei confronti degli impegni al presentarci senza finzioni o mascheramenti, fino al renderci disponibili anche quando non ne abbiamo l’obbligo. Qualcuno, anche in settori pubblici importanti, non le osserva sempre, ma è indubbio che, senza, mostra grossi limiti culturali e di personalità. Per essere più chiari, chi tenta di salire su uno scranno per fare pipì sugli altri, è un uomo solo, ed ha il pesante complesso di essere corto di… (fate voi perché, ovviamente è una metafora).

Altre, ancora, esprimono i contenuti più qualificanti della nostra cultura. Le viviamo nelle nostre iniziative quando cerchiamo vantaggi collettivi o, in pratica, non rinunciamo al vantaggio personale, ma c’impegniamo a farlo coincidere con quello di tutti.

Le norme, quindi, sono l'essenza del rapporto e del vivere evoluto, ma come fare quando gli altri non le rispettano e i figli rischiano di soccombere? È anche una norma, forse troppo personale, per difendersi, colpire in modi più pesanti chi crede di poterci aggredire o sottomettere. A volte, invece, è fin troppo arrendevole chi non le rispetta, come chi, da una parte, cerca vantaggi fuori delle regole e, dall'altra, è pronto a sottomettersi il modo addirittura servile ad alcuni per ottenere un'eguale sottomissione da altri. O come chi, per non restare escluso da certi privilegi, è disposto a prostrarsi di fronte a chiunque possa permettergli un vantaggio.

Infine, consideriamo che i figli traggono più benefici da una convinta consapevolezza di sé che da certi vantaggi pratici. Se li abbiamo preparati a comportamenti adulti, e quindi evoluti, a volte non otterranno nulla di concreto, ma si sentiranno sem­pre sicuri da non temere il confronto con chi sceglie altri com­portamenti. Se li avremo portati a questa maturità, ci penseranno da soli, qualora se ne presenti la necessità, a pretendere quanto spetta a loro e a difendersi da chiunque li voglia asservire.

PS: non è un predicozzo domenicale, ma una convinzione.

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