Il talento è avvantaggiato perché prevale nel gioco e nella prestazione, ma spesso, per la propria dotazione è sottoposto a maggiori richieste, deve adattarsi agli altri a spese delle proprie capacità, tenere a freno la vivacità creativa e pagare con profonde insoddisfazioni uno sviluppo incompleto del proprio talento.

L’autostima è fattore essenziale dell’apprendimento e dell’iniziativa, ma nei giovani la possiamo stimolare soltanto apprezzandoli per ciò che sono e possono fare, chiamandoli e pensare e fare insieme e concedendo la libertà di sperimentare il nuovo.
In qualsiasi attività dell’uomo la fiducia nei propri mezzi, la consapevolezza di essere adeguati ai compiti, il superamento dei propri limiti e l’apprezzamento degli altri sono gli incoraggiamenti e le motivazioni più efficaci.

Mi sono inceppato. Ho già preparato dei video, sui quali porto le novità di decenni di ricerca, da pubblicare su “La formazione continua online sulla psicologia dello sport e non solo”, ma si sbatte contro un muro.

Per pubblicare un video con le vostre relative risposte (per ora abbiamo individuato quasi un centinaio di argomenti, ma ce ne sono ancora), abbiamo stabilito una cifra di due euro, cha crediamo non sufficiente per coprire le spese. Ci piace così, perché ci interessa proporre e diffondere una cultura della formazione adatta al giovane e allo sport attuali.

Per pubblicarlo su una piattaforma, abbiamo trovato quelle che non offrono garanzie, per esempio sulla riproduzione e la vendita sotto falso nome o senza un’autorizzazione, e altre che portano le spese verso i cinquanta euro per costi e tasse, e consigliano assolutamente di rivolgersi a un fiscalista e di mettere tutto in mano ad un commercialista.

Niente da dire, sono le regole, ma mi sarebbero utili solo se volessi vendere una petroliera o un palazzo d’epoca in centro e assumessi una segretaria per gestire il tutto, ma non piace che ci sia chi fissa queste regole nei confronti di un’Associazione culturale senza scopo di lucro.

A queste condizioni non sono interessato. Occupo il mio tempo come voglio, tant’è che continuerò a scrivere le mie idee su ”https://www.nuovosportgiovani.it” senza chiedere niente a nessuno, e a fare del volontariato a spese mie per chi ne ha veramente bisogno. O magari metterò tutto in un nuovo libro.

Chi avesse idee e suggerimenti da darmi per riprendere il progetto a condizioni accettabili, mi faccia sapere, e magari faremo insieme.

Saluti

Grazie e Buon Natale

Vincenzo Prunelli

Con il talento è più facile commettere errori, perché è un personaggio più complesso, ha qualità che vanno scoperte perché non si esauriscano o non diventino impulsi negativi.

Di solito, il talento è considerato vivace e intraprendente, ma anche impulsivo, polemico, indisciplinato e intrattabile. In parte è vero, perché una creatività e un desiderio d’iniziativa che non riescono a esprimersi si trasformano facilmente in intolleranza, irrequietezza o ribellione. Quando un talento è intrattabile,

Se un giovane trasgredisce o sbaglia per inesperienza o scarso interesse, certo basta spiegare o proporre un’alternativa più appagante. Se, però, ci troviamo in un conflitto o in un’incomprensione profonda, occorre prima capirsi e, a volte, anche correggere qualche nostro errore.

Se i giovani sono così disponibili e sempre pronti a cambiare per migliorare, perché non basta parlare affinché capiscano e si correggano?

L’esperienza, la resilienza e il coraggio di mettersi in gioco sono tre condizioni indispensabili dell’apprendimento.

Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso. William Hart

Dall’esperienza s’impara sempre, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort. Si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per fare e conoscersi meglio: la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.

Nella formazione, l’insegnamento è affidato all’iniziativa del singolo, che ripropone le proprie esperienze di allievo, si affida ad esperienze vissute da altri o alle verità di tanti guru impreparati.

Nello sport, la formazione è ancora una parola con troppi significati, e non tutti innocui. Manca un modello comune che sappia scoprire, sviluppare e far cooperare le qualità della mente, moderare e rendere vantaggiosa la parte emotiva della personalità e trattare ciò che è specifico del singolo. In pratica, si dice come fare imitando il gesto del campione, si correggono le iniziative che rispondono alle attese di chi insegna e si trascura ciò che è specifico di ognuno, che si manifesta soltanto quando il momento richiede una soluzione imprevista.

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