Salute

Sapere e saper fare per star meglio. “Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna e la sua assenza non potrà mai essere compensata”  Pier de Coubertin.

Secondo la definizione adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’attività fisica è: “… qualsiasi forma di lavoro prodotta dalla muscolatura scheletrica che determina un dispendio energetico superiore a quello a riposo”.

La COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, con la presentazione del LIBRO BIANCO SULLO SPORT in data 11.7.2007, mette in risalto il ruolo sociale dello sport, considerato una sfera dell’attività umana che interessa in modo particolare i cittadini dell’Unione Europea, ed ha il potenziale enorme di riunire e raggiungere tutti, indipendentemente dall’età o dall’origine sociale.

L’OMS raccomanda un minimo di 30 minuti di attività fisica moderata (che include, ma non si limita allo sport) al giorno per gli adulti e di 60 minuti per i bambini.

Nell’infanzia e nell’adolescenza (5-17 anni) e indicato praticare non meno di un’ora di esercizio fisico moderato al giorno e come minimo 3 sedute la settimana di attività aerobica che sollecitino l’apparato muscolo-scheletrico, in modo da stimolare l’accrescimento e migliorare forza muscolare ed elasticità. (1)

C’è consenso sul fatto che, per ottenere benefici sulla salute degli adulti, l’attività fisica d’intensità moderata sia praticata per almeno 30-45 minuti, 4-5 giorni della settimana, per tutta la vita (at least five a week). Questi livelli sono sufficienti per ridurre il rischio cardiovascolare, di diabete e di cancro, e a garantire la funzionalità neuromuscolare con l’avanzare dell’età.

Agli anziani vanno prescritti programmi di attività fisica quotidiana a livelli moderati. Risponde ad alcuni di questi requisiti per esempio il walk and talk model, che prevede di camminare a un’intensità tale in cui si riesca a parlare bene. Questa procedura e utile anche per gli anziani cardiopatici. (2)

Per sedentarietà si definisce invece la pratica di un’attività fisica per un tempo uguale o inferiore a 3,5 ore la settimana.

Il progetto Cuore (dedicato alla prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari, e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità) comprende la sedentarietà fra i fattori di rischio cardiovascolare e stima che in Italia, in media, il 34% degli uomini e il 46% delle donne non svolga alcuna attività fisica durante il tempo libero. (3)

La mancanza di tempo libero da dedicare all’attività fisica è spesso più percepita che reale, essendo spesso frutto di un orientamento a scelte meno salutari e sedentarie, prima fra tutte la televisione.

L’attività sportiva, specie all’aperto, e stata progressivamente sostituita da ore trascorse di fronte allo schermo di un computer o di un televisore, con una riduzione della spesa energetica quotidiana di circa 600 kcal rispetto ai coetanei di 50 anni fa.

La mancanza d’attività fisica aumenta la frequenza dei casi di sovrappeso e obesità e di una serie di disturbi cronici, come le malattie cardiovascolari e il diabete, che riducono la qualità della vita, mettono a rischio la vita delle persone e rappresentano un onere per i bilanci sanitari e per l’economia.

Accanto all’incremento dell’attività fisica, si è osservata una diminuzione dell’indice di massa corporea e della pressione arteriosa.

Fin qui possiamo intravedere già un duplice aspetto positivo riguardo allo sport. dal punto di vista puramente organico-corporeo, vi è un beneficio a livello anatomo-fisilogico, mentre dal punto di vista mentale vi è un beneficio a livello sociale-relazionale.

Nonostante ciò, però, i due terzi della popolazione europea sopra i 15 anni di età non raggiungono livelli adeguati di attività fisica; 1 cittadino europeo su 5 si può definire sedentario, con maggiore prevalenza nell’Europa orientale.

Per quanto riguarda l’Italia, dalle interviste dell’indagine Multiscopo dell’Istat sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana” condotta tramite un’intervista diretta (anno di riferimento 2009), emerge che il 21,5% degli italiani pratica attività sportiva in modo continuativo, il 9,6% saltuaria, mentre il 40,6% non svolge alcuna attività sportiva.

Anche il sistema di sorveglianza Okkio alla Salute (che indaga sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica dei bambini di 6-10 anni delle scuole primarie), riferisce dati poco confortanti: nell’indagine 2010 si registra che il 22% dei bambini pratica sport per non più di un’ora a settimana e il 18% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’intervista. Inoltre, la meta circa dei bambini ha la TV in camera, il 38% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per 3 o più ore il giorno, e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

II primo Congresso Internazionale sulla Promozione della salute, riunitosi a Ottava il 21 novembre 1986, ha presentato “La Carta di Ottawa” per la promozione della salute. Questa CARTA propositiva per il conseguimento della Strategia della Salute per Tutti per l’anno 2000 e oltre ha definito il concetto di “promozione della salute” come il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla.

Una giusta ed efficace informazione è importante per indurre le persone a essere più attente a se stesse. Innanzitutto, sarebbe importante agganciare le persone senza pregiudizi ma con interesse, nel senso che criticando lo stile di vita non si ottiene l’ascolto. È importante allearsi, incontrare le persone per comprenderne le motivazioni, i bisogni e le esigenze, e cercare di proporre qualcosa di diverso, di alternativo, a iniziare dall’informazione e comunicazione semplice, come informare che per lo smaltimento di un semplice cornetto (40 g con un valore energetico di 164 kcal) è necessario camminare di 55 minuti o andare in bicicletta per 15 o stare in piedi inattivi per 149 o stirare per 42. si può, quindi, scegliere quello che si vuole mangiare con l’obiettivo di soddisfare un bisogno, ma si può considerare anche cosa e come fare per continuare a mantenere uno stato di benessere.

Quattro sono gli elementi necessari per un cambiamento che porti a uno stile di vita più consono a un benessere psico-fisico:

  • Il bisogno, che è dato dalle preoccupazioni e dalle insoddisfazioni;
  • le ragioni, che sono date dalle informazioni sugli effetti del proprio comportamento e dalla consapevolezza del problema;
  • il desiderio, che è dato dai valori personali, obiettivi, mete, scopi;
  • la capacità, che è data dall’autoefficacia e dall’ottimismo.

Per esempio, un’informazione importante rivolta agli operatori sanitari è il progetto “Guadagnare Salute” dell’Istituto Superiore della Sanità che, insieme alla presentazione delle principali iniziative di promozione della salute e di contrasto ai comportamenti a rischio, consiste in un modulo di formazione a distanza online composto di quattro corsi, dedicati rispettivamente a fumo, attività fisica, alimentazione e alcol, che forniscono un inquadramento complessivo e aggiornato sull’impatto per la salute dei comportamenti e degli stili di vita legati ai quattro fattori di rischio. Per maggiori informazioni visita la piattaforma Goal.

(1) World Health Organization, Global recommendations on physical activity for health, 2010. http://www.who.int/dietphysicalactivity/global-PA-recs-2010.pdf

(2) Health education authority (Hea), Promoting physical activity with older people: guidelines. http://www.epicentro.iss.it/problemi/attivita_fisica/pdf/actlifeolder.pdf

(3) Progetto Cuore. Epidemiologia e prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari. Istituto superiore di sanità. http://www.cuore.iss.it/fattori/sedentarieta.asp;

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