Salute

La parola “anamnesi” proviene dalla terminologia medica e si riferisce alla storia clinica del paziente, ma può essere usata anche nell'ambito psicomotorio, e in un certo senso anche con un significato più ampio.

Il termine anamnesi sportiva, infatti, può avere un significato multiplo.

Un buon “allenatore”, infatti, attraverso semplici domande potrà scoprire: 

  1. la “storia sportiva” del piccolo atleta, e quindi intuire le sue condizioni fisiche generali e le capacità che ha già sviluppato negli anni, informazioni fondamentali per stilare una programmazione adeguata e individualizzata (quali sport hai praticato? a che livello? come ti allenavi?);
  2. la “storia traumatica”, per evitare carichi eccessivi e stressanti, oltre che non efficaci, (hai mai avuto problemi fisici? quanto tempo fa? dove? di che entità? il medico ti ha consigliato qualcosa?);
  3. la “storia psicologica”, per distinguere il bambino dall'atleta (in caso di piccoli atleti top-level), cercando di instaurare un rapporto di serietà, e quindi nel rispetto delle regole, ma anche basato sulla comprensione, sulla disponibilità e, soprattutto, sul gioco. Inoltre, questa parte dell'anamnesi può essere utilizzata per capire a grandi linee la psicologia del piccolo (come ti senti oggi? come vanno le cose a casa? ti senti concentrato? ti senti soddisfatto del tuo rendimento? hai voglia di giocare con i tuoi compagni? cosa vorresti fare?);
  4. la “storia propriocettiva”, e quindi capire come si vede sul campo e come percepisce i suoi gesti motori e/o tecnici (qual è la cosa che pensi di non saper fare? perché? qual è il tuo punto forte? come e dove ti vedi tra dieci anni?). Questo parametro permette di migliorare le capacità del piccolo con semplici tecniche tipiche della psicologia dello sport come il VMBR che, fornendo sensazioni con molti elementi comuni all'esperienza reale, permette la visualizzazione di immagini mentali motorie realistiche, specifiche e precise. Quanto immaginato può, quindi, essere trasferito più facilmente sul piano reale. Inoltre, è un modo per sviluppare la creatività del bambino sia a livello psichico che fisico (movimento spontaneo non stereotipato).

L'anamnesi sportiva è un vero e proprio test in cui il maestro può inquadrare il bambino sia fisicamente che psicologicamente e quindi creare una programmazione adeguata alle sue capacità.

La storia sportiva e la storia traumatica “dell'atleta”, infatti, sono un ausilio per modellare un programma di lavoro specifico; la storia psicologica è un ausilio per sconfiggere le paure legate a fattori psicologici (paura di vincere o di socializzare); e quella propiocettiva è un ausilio principalmente in ambito creativo, oltre che tecnico-tattico.

L'anamnesi sportiva, quindi, a differenza di quella medica, non viene utilizzata solo all'inizio di un incontro o di un periodo. per essere efficace, deve essere continua e perdurare per tutto l'anno, sopratutto negli sport nei quali i risultati si vedono a fine percorso.

La psicologia dello sport, inoltre, ci offre altre "armi" che possono essere utilizzate come ausilio all'anamnesi per comprendere a fondo le motivazioni e le sensazioni di ogni membro del proprio gruppo. Possono essere utilizzati alcuni semplici test che ci danno informazioni individualizzate e che possono rivelarsi fondamentali su argomenti delicati. Con questi si possono individuare l'obiettivo di ogni bambino, le aree di tensione muscolari e le principali distrazioni che rendono difficile l'apprendimento psicomotorio.          

Scheda degli obiettivi (da compilare insieme ai genitori all'inizio e alla fine del percorso psicomotorio)

Nome.......................       data.........................
1- Il mio sogno è.....................................
2- Gli obiettivi sono:

A breve termine    Fisico.....................................
Psicologico.............................
Tecnico/tattico......................       
A medio termine    Fisico.....................................
Psicologico............................
Tecnico/tattico......................       
A lungo termine    Fisico.....................................
Psicologico............................
Tecnico/tattico......................    

3 - Quanto sono motivato a raggiungere questi obiettivi?
     Per niente 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 moltissimo
4 - Quante ore settimanali voglio dedicare all'allenamento?
5 - Che tipo di aiuto voglio dal mio maestro? ..............................
7 - Come penso si comporterà il mio maestro?...............................
8 -  Come considero il mio gruppo? (spiegalo facendo un piccolo disegno)

AREE DI TENSIONE MUSCOLARE (da compilare insieme al maestro alla fine di ogni seduta)
Nome...................................      data................................................
0                    1                    2                    3                    4                  5

Mani                               
Braccia                               
Spalle                               
Collo                               
Testa                               
Occhi                               
Dolori respiratori                               
Torace                               
Pancia                               
Dolori cervico-dorsali                               
Dolori lombari                               
Cosce                               
Polpacci                               
Piedi                            

Tipi di distrazione (da compilare insieme ai genitori)

Nome.........................................      data..............................................
Distrazioni esterne:
- La presenza di estranei mi distrae?   1  2  3  4
- La presenza delle persone per me importanti mi distrae?   1  2  3  4
- Il giudizio dell'allenatore mi agita?   1  2  3  4
- Quando vedo fare un errore penso che lo potrei fare anch’io?  1   2   3   4
- Soffri il troppo caldo/freddo?   1   2   3   4
- La carica dei miei avversari mi spaventa?   1   2   3   4

Distrazioni interne:
- Penso di non essermi impegnato abbastanza, sbaglierò.   1   2   3   4
- Non sento la forza dentro di me.   1   2   3   4
- So che non devo sbagliare subito altrimenti mi distraggo.   1   2   3   4
- Mi dico che purtroppo so già come andrà a finire.   1   2   3   4
….........................................................................................................
….........................................................................................................
….......................................................................................................
Metti una croce sul numero che corrisponde all'incidenza delle distrazioni:
1 = sempre . 2 = spesso . 3 = talvolta . 4 = mai.

I test psico-fisici

Per lo psicomotricista, l'anamnesi deve essere considerata un ottimo punto di partenza, perché permette di capire a grandi linee ogni piccolo atleta globalmente e le possibili dinamiche del proprio gruppo, ma è sicuramente una fonte d’informazioni non completamente scientifica. per questo motivo saranno fondamentali dal punto di vista pratico test di vario tipo.
I test, infatti, ci offrono informazioni specifiche e attendibili sul bambino; considerando sempre la sua globalità come chiave di riferimento.
Ci permettono sia di capire le capacità iniziali del piccolo (test psico-fisici iniziali) e, sia, di renderci conto di eventuali miglioramenti durante il corso (test psico-fisici intermedi) e di valutare il nostro lavoro finale (test psico-motori finali.)
Ecco qualche esempio:

Scheda attitudinale

Nome:                                                 
Cognome:        
Regione:
Città:       
Scuola:
Classe:       
Sesso:
Data di nascita:       
Titolo di studio dei genitori:                                                                      
Professione dei genitori:
Quanti fratelli /sorelle:
Ordine di nascita:       
Sport praticati:

La famiglia è Sportiva?:             
Svolge attività extrascolastiche?:


Dati antropometrici

Peso:
Altezza:       
BMI:
Altezza da seduto:       
Lunghezza arti superiori:
Lunghezza arti inferiori:    

Test psicologico (da eseguire insieme ai genitori):

Autostima generale (da 1 a 10):   
Stima delle competenze scolastiche (da 1 a 10):
Accettazione Sociale (da 1 a 10):
Motivazione intrinseca delle attività (da 1 a 10):       
Accettazione delle novità (da 1 a 10):    
Motivazione al sacrificio fisico e mentale (far creare una figura geometrica con la corsa: più la figura è piccola e semplice minore è la capacità motivazionale):     

Test psicomotori (da eseguire almeno tre volte in un anno: all'inizio, nella parte centrale e alla fine)

1 - Capacità di camminare su una riga (numero passi): tre prove e prendere la migliore.
2 - Capacità di camminare su una riga all’indietro:
3 - Capacità di camminare su una riga a occhi chiusi:
4 - Capacità di camminare su una riga con le braccia alzate:
5 - Velocità ritmica oculomotoria (scelta mano destra-sinistra):
6 - Capacità di equilibrio generale (far creare una figura geometrica con la corsa; più gli angoli sono arrotondati, minore è la capacità di equilibrio):

Test neurologico (fondamentale se si lavora in un ambiente terapeutico):

Questo test, utilizzato come gioco, è molto interessante, poiché il risultato è facile da rilevare ed è semplicissimo da eseguire, ma è necessario che sia eseguito con precisione e serietà altrimenti non avrà valore ‘medico’. In caso di positività, si potrà affermare che il bambino ha problematiche neurologiche (consigliate in tal caso uno specialista).

Il test è così eseguito:

  1. Il bambino si porrà in appoggio pretroncanterico degli arti inferiori, occhi chiusi e arti superiori tesi in avanti, e dovrà avere i piedi nudi.
  2. È di fondale importanza che nella stanza non ci siano rumori e che sia al buio.
  3. Il bambino eseguirà quindi venti passi sul posto.
  4. Se il bambino compie un giro su se stesso di 360 gradi, il test può essere considerato positivo. Se compierà una rotazione minore, si può pensare a problematiche legate all’equilibrio o a problemi posturali.

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