Salute

Esercizio per il benessere fisico, psicologico e sociale. Molti sono intenzionati a iniziare a praticare una forma di esercizio fisico per diversi motivi, quali il dimagrire, il rispondere a una richiesta di un medico, ecc., ma dall’intenzione al voler iniziare c’è tanta strada da fare, e molti non hanno ancora iniziato e non inizieranno mai, seppur ne abbiano l’intenzione o la necessità.

Questo è dovuto a diversi fattori: ad esempio la persona, pur avendo compreso che per stare meglio, o comunque per non star peggio, deve ricorrere alla pratica di un esercizio fisico, potrebbe comunque ritenere che tale pratica consista in uno sport non alla sua portata e quindi non sentirsi in grado di cimentarsi.

Come fare per uscire da questa gabbia mentale?

Innanzitutto, la persona può intraprendere un percorso di autoconsapevolezza che possa agevolare la progressione nei sotto elencati stadi teorizzati con il modello transteoretico Di Clemente e Prochaska:

a.    Nella prima fase, chiamata precontemplativa, i soggetti non sono consapevoli del proprio comportamento nocivo o non sono interessati alle conseguenze, e quindi non esprimono alcuna intenzione di cambiare nell’immediato futuro.

Il comportamento nocivo potrebbe riferirsi a un’alimentazione eccessiva o non equilibrata, o a una scarsa attività fisica considerata indispensabile ed essenziale per la prevenzione di diverse patologie mediche e psichiche.

In questo caso, sono inutili i suggerimenti di amici, parenti e colleghi, perché è la persona che non vuol sentire non sente, e continua a vivere con le sue modalità. È lui che conduce il carro, conosce i suoi bisogni e non accetta intrusi. In questo caso è indicata una psicoeducazione, cioè un esperto che gli illustri la sua situazione in una maniera diversa dal solito, ad esempio con metafore, paradossi o visualizzazioni.

b.    Nella fase contemplativa si trovano le persone che dichiarano di aver pensato di cambiare il comportamento, ma senza assumersi ancora impegni precisi verso una modifica.

Questa può essere una fase di stallo; la persona è consapevole del proprio disagio e ha deciso di porre rimedio, ma non ha ancora iniziato.

Qui c’è da lavorare con la persona per trasmetterle una spinta propulsiva verso l’inizio della pratica dell’esercizio fisico. Dapprima, si può chiedere di individuare un giorno della settimana in cui può essere più propenso a dedicarsi all’esercizio fisico, l’ora, il luogo, il tipo di esercizio e le modalità. Assieme si può cercare di fare una programmazione mentale di quello che potrebbe avvenire quel giorno, dal vestire abbigliamenti sportivi, procedendo poi con il percorso che si farà, ciò che incontrerà e le sensazioni che potrebbe sperimentare, ad esempio di stanchezza fisica, di piacevolezza di autoefficacia per essere riuscito nell’obiettivo preposto, ecc..

c.     La fase di preparazione indica l’intenzione di agire nel futuro prossimo e la presenza di tentativi di cambiare il proprio comportamento in passato.

Dopo aver deciso la giornata giusta e valutato i diversi dettagli, si può dire che si è a buon punto, poiché è tutto organizzato e stabilito, e bisogna solo aspettare il giorno stabilito per cimentarsi in questa nuova avventura. La persona non vedrà l’ora di sperimentare quanto programmato e verificare se sarà come aveva previsto mentalmente, o se vi saranno imprevisti che non aveva considerato o sorprese che aveva sottovalutato.

d.    La fase di azione è caratterizzata da processi di liberazione e rivalutazione di sé, attraverso i quali il soggetto si convince di essere capace di cambiare e s’impegna a modificare il proprio comportamento in un certo periodo.

Eccoci arrivati al giorno e all’ora stabilita. La persona è pronta all’azione, a partire, e questo gli permetterà di sentirsi capace di portare a termine un obiettivo, di sentirsi in grado di prendersi cura di sé. Durante questa fase farà attenzione a quello che accade in quel momento, alle sue sensazioni, valuterà se è una cosa fattibile e da ripetere se può cambiare qualcosa la prossima volta.

e.    Quando l’azione si mantiene per un tempo superiore, si dice che la persona ha raggiunto lo stadio del mantenimento.

Da quel giorno in poi la persona può decidere se continuare nell’impegno intrapreso o valutare che è qualcosa troppo grande per lui, e quindi gettare la spugna e rassegarsi a soccombere. Nel primo caso, ci sarà comunque da lavorare poiché sarà importantissimo l’esercizio fisico praticato quel giorno, ma non sarà sufficiente. Sarà la persona stessa a rendersene conto, e si adatterà gradualmente a quell’esercizio, e di volta in volta sperimenterà la voglia di superarsi e di voler praticare un esercizio sempre più impegnativo o con più frequenza.

In conclusione alcuni consigli per iniziare:

  • scegliete il giorno e l’orario che ritenete poter dedicare all’esercizio;
  • avvisate chi frequentate dell’impegno preso con voi stessi;
  • procuratevi l’abbigliamento adatto;
  • decidete l’attività da svolgere e il percorso;
  • valutate un eventuale coinvolgimento o compagnia. 

Esempi di attività:

  • passeggiata a piedi, in bicicletta, una nuotata, un corso di ballo, ecc.;
  • è consigliabile iniziare dall’attività più semplice e naturale, il camminare;
  • decidete un tempo e un luogo, ad esempio mezz’ora in un parco;
  • dopo averlo fatto un po’ di volte, potete provare a variare qualcosa in modo che sia sempre stimolante;
  • potete variare la velocità, ad esempio 10’ camminata lenta, 10’ veloce e ultimi 10’ lenta;
  • potete variare il percorso, esempio 10’ camminata in piano, 10’ salita e discesa e 10’ lenta;
  • potete includere scalinate, esempio 10’ camminata in piano, 10’ scalinate e 10’ lenta;
  • potete cambiare luogo, esempio parco, mare, lago, montagna;
  • potete cercare compagnia o coinvolgere altri, ad esempio amici, parenti, conoscenti, colleghi.

L’aver sperimentato la pratica di un esercizio fisico senza particolari problemi e con una minima parte di piacere potrebbe permettervi un cambiamento nella vostra vita. Vi è una distorsione percettiva positiva per quanto riguarda ad esempio le distanze, un tratto di 1 km diventerà una passeggiata di 10-15 minuti e non un tratto da percorrere in auto, il 3° piano in un appartamento diventerà un’occasione per fare un esercizio in salita anziché una routine consistente nel pigiare il pulsante, aspettare, entrare, salire, uscire, salutare, ecc..

Provate a percorrere queste fasi: non costa, può essere divertente e un’occasione per sperimentarsi, per conoscere gente, ecc..

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster