Salute

MISURATE L’EDUCAZIONE DEL CORPO. Controllare le abitudini posturali dei ragazzi è il secondo passoper valutarne il corretto sviluppo.

Quando si è ancora adolescenti, gli zainetti ultra-pesanti, le troppe ore davanti al computer, uniti ad un’attività motoria spesso alquanto deficitaria, possono creare seri problemi alla cosiddetta “carrozzeria” che, proprio a quest’età, per non arrugginirsi ed imballarsi, ha bisogno sempre di una corretta e continua manutenzione. Le parti più sensibili e soggette ad eventuali disarmonie posturali sono la colonna vertebrale e i piedi, guarda caso i distretti anatomici maggiormente sollecitati dalla sedentarietà e dai pesi eccessivi.

La scoliosi, la cifosi, la lordosi e il piattismo del piede, i difetti di assetto del corpo più comuni, possono creare dei grossi guai sia dal punto di vista estetico, sia funzionale. Se appare del tutto evidente che una camminata a papera o una gobbetta sul dorso non possono rappresentare l’ideale di bellezza, non sempre si è coscienti del fatto che una posizione non fisiologica della colonna, compromettendo la mobilità della cassa toracica, riduce l’efficienza respiratoria, la resistenza e l’agilità in genere.

Una diagnosi precoce di queste cattive abitudini posturali è fondamentale per l’eliminazione delle stesse o, quanto meno, per evitarne le complicazioni.

L’atteggiamento cifotico

Si tratta di una accentuazione della curva dorsale che porta le spalle in avanti e irrigidisce la gabbia toracica, riducendone la mobilità e l’efficienza respiratoria.

Come diagnosticare una cifosi?

  • · la prova specchio: se davanti ad uno specchio, di fianco ed in posizione eretta, il dorso risulta troppo evidente rispetto alla linea di caduta del braccio, e il petto quasi scompare, ci sono buone probabilità di essere in presenza di un dorso curvo;
  • · la prova parete: seduti per terra a gambe incrociate con il bacino, le spalle e la nuca radenti il muro, alzare le braccia in alto portandole a contatto con la parete. Se si è in presenza di un atteggiamento cifotico, si ha la tendenza a flettere le braccia, abbassare il capo e compensare, inarcando il tratto lombare.

L’atteggiamento lordotico

E’ un’accentuazione della curva lombare, spesso dolorosa, della colonna che spinge l’addome in avanti e i glutei indietro.

Come diagnosticare una lordosi?

  • · la prova pavimento: sdraiati per terra supini (a pancia in su) con le gambe piegate, appoggiare una mano sul pavimento in corrispondenza del tratto lombare: se la schiena in quel punto è troppo sollevata da terra, potrebbero esserci buone probabilità di essere in presenza di una lordosi, viceversa se la schiena schiaccia la mano, la curva lombare è del tutto normale.

L’atteggiamento scoliotico

Si tratta di una deviazione laterale della colonna vertebrale a una o più curve che, se non curata, può fare ruotare i corpi vertebrali a tal punto da causare deformazioni definitive del torace. La diagnosi della lordosi è molto semplice:

  • · la prova specchio: se davanti ad uno specchio, in posizione eretta e di fronte, una palla risulta più alta di un’altra e uno dei due triangoli scapolari tende a scomparire mentre l’altro si evidenzia, probabilmente è in atto il classico dismorfismo denominato scoliosi.

Il piede piatto

E’ l’abbassamento della volta plantare spesso causato da un eccessivo peso corporeo o da legamenti troppo deboli.

Come diagnosticare un piattismo?

  • · la prova borotalco: dopo avere cosparso la pianta dei piedi con del borotalco, camminare sul pavimento di casa (possibilmente di colore scuro) e osservare le impronte lasciate. L’impronta fisiologica è quella  che mette in evidenza l’appoggio del calcagno e della base delle dita collegati da una sottile linea determinata dal margine laterale-esterno del piede.

Se per caso notate delle curve laterali o frontali della colonna vertebrale troppo accentuate, se i vostri figli lamentano mal di schiena o dolori al tendine d’Achille o ai legamenti interni delle ginocchia, indipendentemente da queste prime e immediate valutazioni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico di famiglia che potrà dissipare le vostre preoccupazioni o indirizzarvi da uno specialista.

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