Salute

PROGETTO CASCOMANIA “METTETEVELO IN TESTA”

Premessa

 

Dalle rilevazioni eseguite dalla fondazione Censis-Le Monnier (2003) sulla vulnerabilità degli adolescenti che si spostano nel traffico a bordo di ciclomotori  e scooter è emerso che essi costituiscono una categoria di “utenti deboli” fra le più a “rischio”: L’indagine effettuata su un campione rappresentativo di tre milioni di studenti  (età compresa fra i 13 ed i 17 anni) sulla percezione del rischio nell’ambiente stradale ha evidenziato:

-un alto grado di motorizzazione precoce prevalentemente “a due ruote”;

- un’elevata esposizione al rischio a causa di comportamenti inadeguati nell’ambiente

stradale (infrazioni come passare al semaforo con il rosso,  non uso o uso scorretto del casco...)

- non rispetto delle norme del codice della strada (oppositività all’autorità);

- viaggiare in due su ciclomotori inf. 50 cc;

- esibizione di aggressività  e competitività durante la guida;

- eccesso di velocità.

Altri dati

-         Il conducente di un veicolo a due ruote ha otto probabilità in più di un automobilista di incorrere in un incidente mortale.

-         Il 30% dei ricoveri ospedalieri riguarda conducenti o passeggeri di ciclomotori.

- Nonostante l’obbligatorietà del casco, meno del 50% degli adolescenti lo usa sia nella guida urbana che extra- urbana.

Finalità educative

Il seguente progetto ha come finalità ultima quella di sensibilizzare gli studenti della scuola media inferiore all’uso del casco protettivo durante la guida del ciclomotore.

 

Nello specifico gli scopi del progetto sono i seguenti:

- progettare e costruire percorsi di apprendimento positivi e gratificanti che promuovano           l’acquisizione di informazioni e di modelli comportamentali favorenti e motivanti l’utilizzo del casco;

- fare in modo che l’utilizzo del casco non sia più un obbligo, ma un’abitudine ragionata;

- educare alla prevenzione di infrazioni che potrebbero avere conseguenze gravi o addirittura mortali;

-avvicinarsi in un contesto ludico all’utilizzo del casco protettivo;

-abituare i ragazzi a vedersi e piacersi con il casco;

-rendere l’uso del casco protettivo fonte di aggregazione e non più fonte di diversità tra i giovani;

-dare istruzioni sul corretto acquisto ed  uso del casco;

-rendere  consapevoli delle responsabilità verso se stessi e gli altri;

-riflettere sulle proprie decisioni comportamentali. 

Destinatari

Alunni degli ultimi 3 anni della scuola inferiore ( 1°, 2° e 3° media ) e genitori.

Descrizione del progetto

Dalla letteratura in materia di educazione alla salute si evince che gli interventi di prevenzione dei comportamenti a rischio sono tanto più efficaci quanto più sono precoci rispetto al periodo d’insorgenza dei comportamenti stessi.

La decisione di intervenire negli anni della scuola media è dettata dalla necessità di prevenire la formazione di false credenze e  di modelli comportamentali scorretti e pericolosi.

La peculiarità del progetto consiste nel sensibilizzare i ragazzi all’uso del casco attraverso due canali preferenziali d’intervento: quello più classico di tipo informativo, attraverso delle lezioni interattive di tipo frontale,  e quello ludico-esperenziale, attraverso la pratica di sport in cui sia obbligatorio (o consigliato) l’uso del casco protettivo; è inoltre previsto l’intervento di testimonial del mondo sportivo che sosterranno con la loro partecipazione la causa dell’uso del casco sia nella pratica sportiva che nella guida dei ciclomotori a due ruote.

Il progetto inoltre comprende anche una valutazione psicologica del campione composto dai ragazzi che vi parteciperanno con il fine di evidenziare eventuali caratteristiche psico-sociali che potrebbero essere precursori di una maggior propensione a mettere in atto comportamenti a rischio.

Equipe d’intervento

L’équipe che svilupperà il progetto comprenderà varie figure professionali:

-         Quattro  psicologi

-         un medico sportivo traumatologo

-         un ingegnere

-         un rappresentante della Polizia Municipale

Programma d’intervento

Il progetto si svolgerà nel corso dell’anno scolastico 2005-06;  si comporrà di 3 moduli: 2 moduli sportivo-formativi di quattro ore e 1 modulo psico-educativo di cinque ore.

Inizialmente verrà proposto dagli psicologi una serie di questionari allo scopo di:

-         verificare il livello d’informazione sui rischi conseguenti all’uso sbagliato o al non –uso del casco;

-         verificare la percezione del rischio;

-         evidenziare eventuali  correlazioni fra caratteristiche psicologiche;

-         evidenziare la vulnerabilità alla non adozione del casco. 

Saranno quindi presentati i moduli sportivi, uno per ciascun quadrimestre.

Verranno proposte due discipline sportive in cui l’utilizzo del casco è obbligatorio o caldamente consigliato; in tal modo i ragazzi apprenderanno fin da piccoli l’importanza del casco e saranno sensibilizzato nel  considerarlo uno strumento indispensabile per svolgere quel determinato sport.

La scelta del modulo di sport da realizzare ogni quadrimestre sarà concordata con il corpo docenti, compatibilmente con le possibilità offerte dal progetto e alle risorse della scuola e del territorio.

I moduli sportivi potranno riguardare  i seguenti sport: ciclismo, pattinaggio, rugby, arrampicata, sci, equitazione.

Lo svolgimento di queste attività sportive avverrà durante una delle due ore settimanali di educazione fisica per un totale di 4 ore per ogni sport e quindi a quadrimestre.

Durante l’attività sportiva saranno presenti un istruttore dello sport proposto e uno psicologo che si preoccuperanno di fornire informazioni sulla funzione e protezione del casco e di rendere l’uso del casco un fatto abituale e fonte di aggregazione. In questa fase sarà previsto l’intervento di sportivi famosi-esperti che forniranno ai ragazzi informazioni ed esperienze personali sull’importanza dell’uso del casco.

A conclusione del progetto, per ogni classe sarà poi proposto un modulo psico-educativo di 5 ore che prevederà l’intervento di:

-  uno psicologo che coordinerà e pianificherà il lavoro

-  un ingegnere che illustrerà ai ragazzi in modo dettagliato la struttura del casco anche attraverso l’osservazione di varie tipologie e la visione di filmati, nonché delle linee-guida per la scelta del casco;

- un medico sportivo traumatologo che svilupperà i rischi fisici e gli esiti permanenti dovuti al non utilizzo del casco;

-un responsabile dei vigili urbani che illustrerà la normativa vigente per la sicurezza stradale. Si propongono anche alcuni incontri con i genitori dei ragazzi  per presentare il progetto e sensibilizzarli al problema,  perché  aiutino i ragazzi stessi a comprendere l’importanza dell’iniziativa proposta.

Sarà infine programmata una visita guidata da specialisti del settore presso la ditta Nolan in cui i ragazzi avranno modo di prendere visione concretamente con gli aspetti tecnici  retrostanti la costruzione del casco protettivo. Tale esperienza sarà inoltre di ausilio per fornire ai ragazzi elementi in più per una scelta più consapevole e “ragionata” del tipo di casco da utilizzare.

Materiali e metodi

Il progetto di ricerca consiste di  6 fasi: 1) prima somministrazione di una batteria testale (T 0), 2) individuazione dei sottocampioni; 3) primo sport; 3) secondo sport; 4) intervento degli esperti; 5) gita presso la NOLAN; 6) seconda somministrazione (T1).

Il primo modulo prevederà la somministrazione di una batteria di strumenti testali:

-         questionario sull’informazione e sulla percezione del rischio

-         Test  Multidimensionale dell’Autostima (TMA)

-         Scala di Autoefficacia Regolatoria Percepita.

-         Scala di Autoefficacia Sociale Percepita

-         Questionario sull’impulsività e rischio.

I test

- questionario di verifica dell’informazione e di responsabilizzazione sull’uso consapevole del casco protettivo;

-Test  Multidimensionale dell’Autostima (TMA): è un test autosomministrato creato per soggetti di età compresa fra i 9 ed i 19 anni che valuta il livello di autostima attraverso le seguenti dimensioni:

area interpersonale, area scolastica, area familiare, area corporea, area della padronanza sull’ambiente.

- Scala di Autoefficacia Regolatoria Percepita: è un test autosomministrato che valuta la capacità di resistere alle pressioni esercitate dal gruppo dei pari per ciòche concerne la messa in atto di comportamenti a rischio per la salute quali alco, fumo, violazione del codice della strada.

- Scala di Autoefficacia Sociale Percepita: è un test autosomministrato che misura le convinzioni che i ragazzi hanno sulle proprie capacità di intraprendere e mantenere relazioni sociali, nonchè di affermare le proprie opinioni e diritti.

- Questionario sull’impulsività rischio: è un questionario autosomministrato composto che valuta l’inclinazione dei soggetti ad agire d’impulso ed a ricercare situazioni di rischio.

Il campione degli studenti delle scuole che parteciperanno alla ricerca verrà suddiviso in due sottocampioni di cui uno parteciperà a tutte le attività previste dal progetto, mentre  l’altro funzionerà come gruppo di controllo. I due sottocampioni saranno creati attraverso l’attribuzione di un codice ad ogni classe e attraverso la randomizzazione.

A conclusione del lavoro sarà somministrata agli studenti la batteria di test di cui sopra (re-test)  per verificare il livello di  informazionie  la consapevolezza acquisite dai ragazzi durante il percorso formativo in materia di regole e dispositivi di sicurezza durante la guida del ciclomotore.

I risultati verranno poi confrontati con quelli dei questionari somministrati all’inizio del progetto agli stessi ragazzi.

Il progetto avrà una durata annuale, ma potrà essere ripreso anche negli anni successivi, presentando ulteriori approfondimenti.

Il progetto proposto potrà essere rivisto e modificato nella sua organizzazione in funzione delle esigenze della scuola e del corpo docente.

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