Salute

Perdoni la confidenza, ma da Lei ci aspettiamo molto. Però! Fa confusione tra droghe leggere e droghe innocue.

Non ci sono droghe innocue. Anche la cannabis miete neuroni, poco per volta, ma da subito, rimbecillisce e, addirittura, può portare a depressioni gravi e anche a vere psicosi. E allora, invece di dare ascolto a falsi profeti, occorre chiedersi perché sempre più giovani hanno bisogno di stordirsi con alcol e droga. Tutte le esagerazioni nascono da un disagio, un bisogno o, come spesso nel caso della droga e dell’alcol, dall’illusione di potersi sentire grandi, al centro del mondo: sono limiti da combattere, non ipocrite libertà da incoraggiare.

Parla di legalizzazione intelligente, ma che vuole dire? Che vi sarà una tessera per l’acquisto, la vendita dietro presentazione di un documento, la conta delle piantine sul balcone o qualche altro modo che non conosciamo? Ci vorremmo credere, ma Lei sa come sia facile eludere le regole. In alti termini, si può parlare di proibizionismo quando vede che non si riesce a proibire nulla? Anche le tangenti e la corruzione sono proibite, ma proprio Lei sa che probabilmente sarà impossibile estirparle.
E con la legalizzazione, siamo sicuri che la criminalità non troverebbe altre vie, magari “allungando” le dosi con sostanze addirittura più pesanti della droga, ma meno costose? Basta produrre a meno, si dice, ma in un’organizzazione burocratica in cui sistemare tanti con tutti i loro difettini si può credere che sia possibile?
Con la legalizzazione si fermerebbero le mafie? Forse le grosse mafie, che già ora provano scarso interesse, ma non i piccoli imprenditori “fai da te” del settore, che passerebbero facilmente dalla produzione al consumo, in pratica alla vendita a chilometri zero.
In ogni caso, il discorso andrebbe bene per il consumatore occasionale, in pratica per l’adulto che si sa contenere, ma il vero problema sono i giovani.  Siamo sicuri che quella grossa percentuale che già beve a dismisura si farebbe meno canne? E poiché una legislazione intelligente porrebbe dei limiti, ci sarà chi farà dichiarare “tossica” anche la nonna per coltivare le sue cinque piantine sul balcone. E il resto non si troverebbe dallo spacciatore che vende roba meno costosa, ma più tossica?

I Suoi figli sono favorevoli alla liberalizzazione, giurano di non farne uso o magari si fanno solo una canna ogni tanto per curiosità, ma si sa come sia facile ragionare per partito preso o per stare nel gruppo. Si dice che lo fanno in tanti, che si è sviluppata una “cultura” della cannabis, come per il vino, ma in questo caso si parla dell’adulto consapevole, non del ragazzino confuso  che deve risolvere problemi che l’educazione non sa affrontare. E poi, i giovani parlano facilmente di libertà, ma spesso la confondono con il fare ciò che si vuole senza badare alle conseguenze sugli altri.
Ha conosciuto tante persone che fumano droghe leggere  e non sono mai arrivate a quelle pesanti, ma chiunque s’interessi del problema potrebbe dire il contrario. È più facile che siano come quelli che giurano di sniffare solo nei week end, ma negli altri giorni sono sempre un po’ imbambolati.

Un paio di considerazioni. Parlare male del vino in casa dell’oste non è mai facile, ma Lei è un personaggio pubblico e apprezzato, e può essere credibile anche se non ha certezze da offrire. In pratica, è come un arbitro, e non può giocare con la maglia di una delle due squadre.
Lei ha molte gatte da pelare, e temo siano molte di più quelle non pelabili. Non si disperda in questioni che non può risolvere. Qualcuno dirà che per i tronchetti questo discorso va bene, salvo chiedersi se lo sono davvero, dal momento che hanno bisogno di qualcosa per sentirsi come vorrebbero essere. Io dico piuttosto che sono degli arbustelli che, per togliersi un disagio, si creano un handicap.

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