Salute

In Italia le percentuali di giovani sovrappeso sono fra le più alte d’Europa. Servono misure serie per ridurre l’obesità.

Gravi rischi per la salute sono: diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari. Una sana alimentazione e una maggiore attività fisica sono vitali.

In Gennaio del 2016, l’Organizzazione mondiale per la Sanità (OMS/WHO) ha reso noto le raccomandazioni della Commissione per la prevenzione dell’obesità infantile nel mondo (ECHO). I ragazzi obesi di meno di 5 anni sono cresciuti di 41 milioni, con maggiori aumenti nelle regioni più povere.

La ECHO punta il dito in primo luogo sull’inattività dei governi per quanto concerne politiche e strategie a lungo termine per ridurre l’obesità giovanile nel medio periodo e eliminarla nel lungo. Nel suo rapporto la Commissione propone una serie di interventi mirati, e elenca consigli per azioni immediate da parte dei ragazzi e dei loro genitori, ma anche da parte delle scuole.

La popolazione obesa mondiale totale, bambini, ragazzi e adulti è più che raddoppiata fra il 1980 e il 2014.

Dal rapporto dell’OCSE del 2014 risulta che fra i 40 paesi esaminati in base ai dati del 2010, l’Italia è al secondo posto, dopo la Grecia, per la percentuale più alta di bambini e ragazzi sovrappeso e obesi (di età fra i 3 e i 17 anni ): 36% maschi e 34% femmine.  Percentuali che richiedono interventi urgenti

Dati recentemente elaborati dal Ministero della Salute in base a statistiche raccolte nel 2014 fra ragazzi di 7-8 anni delle scuole di tutte le regioni d’Italia, indicano le percentuali di ragazzi con eccesso di peso:

  • più del 37%: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia;
  • 30 - 37%: Marche, Umbria, Lazio, Puglia;
  • 25 - 30%: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna;
  • meno del 25%: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Venezia Giulia.

Nella loro incisiva disamina di questi dati nell’elaborato “Fermare l’obesità infantile: è tempo di agire” Angela Spinelli e Paola Nardone così riassumono e commentano i risultati analitici di questa indagine:

Le cattive abitudini alimentari rappresentano ancora le principali cause di obesità:

  • l'8% dei bambini, ad esempio, salta la prima colazione;
  • il 31% fa una colazione inadeguata in termini di carboidrati e proteine;
  • il 52% fa una merenda troppo pesante a metà mattinata;
  • il 41% assume abitualmente bevande gassate e/o zuccherate;
  • il 25% non assume frutta e verdura nella propria alimentazione quotidiana.

Anche la mancanza di esercizio fisico rappresenta una causa comune di sovrappeso e obesità:

  • il 18% degli intervistati pratica sport per meno di un'ora a settimana;
  • solo il 25% si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

Direttamente correlata a questo aspetto è la distorta percezione delle madri: il 38% delle intervistate dichiara di non ritenere che il proprio figlio sia sovrappeso, mentre il 29% nega che i propri bambini mangino troppo.

Scarse sono le iniziative nelle scuole a favore di un'alimentazione più sana: solo un terzo ha tentato di coinvolgere i genitori in iniziative volte a sensibilizzare sull'importanza di una corretta alimentazione e di una maggiore attività fisica.

Ritornando alla relazione ECHO del 2016, due sono gli aspetti principali che ne emergono:

  • la complessità e la multidimensionalità del tema, che sottolineano il potenziale limitato di singoli interventi, rilevando il bisogno di azioni intersettoriali comuni;
  • l’importanza di un approccio per tutta la durata della vita, legato alle sue varie fasi, compresa quella prima del concepimento.

La Commissione dell’OMS ha infatti evidenziato l’influenza negativa di un ambiente fortemente “obesogenico”, sempre più diffuso nella società moderna, legato ad abitudini alimentari non corrette e alla diffusione di comportamenti sedentari, cioè all’assenza di adeguata attività fisica.

La relazione OMS del 2014 ha così risposto alla domanda “Quali sono le conseguenze comuni del sovrappeso e dell’obesità?”:

I rischi maggiori per la salute causati dall’eccesso di peso sono:

  • malattie cardiovascolari (principalmente malattie cardiache e arresti cardiaci), che sono la maggior causa di morte nel 2012 nel mondo;
  • diabete;
  • disordini del sistema scheletrico/muscolare (specialmente osteo-attriti: malattie degenerative dei giunti);
  • alcune forme di tumori (endometriale, del seno, del colon).

Secondo l’OMS l’obesità infantile è correlata a maggiori probabilità di obesità, morte prematura e disabilità nell’età matura. Inoltre, in aggiunta a maggiori rischi futuri, i ragazzi obesi soffrono di difficoltà respiratorie, rischi maggiori di fratture, ipertensioni, sintomi anticipati di malattie cardiovascolari, resistenza all’insulina e, per ultimi, ma non per questo meno importanti: negativi effetti psicologici.

Le raccomandazioni ECHO sono rivolte ai governi e riassumono, in sei punti principali, il lavoro svolto dalla Commissione:

  • promuovere l'assunzione di cibi sani: implementare programmi globali che promuovano una sana alimentazione tra bambini e ragazzi, riducendo l'assunzione di alimenti non salutari e bevande zuccherate (attraverso, ad esempio, una tassazione efficace sulle bevande zuccherate e arginando il marketing di cibi non sani);
  • promuovere l'attività fisica: implementare programmi che promuovano l'attività fisica e riducano i comportamenti sedentari tra bambini e ragazzi;
  • assistenza prima del la concepimento e durante gravidanza: sviluppare/integrare guide per la prevenzione delle malattie non trasmissibili con le attuali indicazioni per il prima del concepimento e cura prenatale (al fine di ridurre il rischio di obesità infantile, prevenendo un peso alla nascita troppo basso o troppo alto, prematurità e altre complicanze in gravidanza);
  • attenzione precoce alla dieta e all’attività fisica dei giovani: fornire indicazioni e supporto per quanto riguarda una dieta sana, il sonno e l’attività fisica nella prima infanzia e promuovere sane abitudini affinché i bambini crescano con abitudini salutari (promuovendo l'allattamento al seno; limitando il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale; assicurando la disponibilità di cibi sani e promuovendo l'attività fisica nei luoghi frequentati dai ragazzi;
  • salute, alimentazione e attività fisica per i ragazzi in età scolare: implementare programmi completi che promuovano ambienti scolastici sani e l’alfabetizzazione di bambini e adolescenti sui temi della salute, della nutrizione e dell'attività fisica: attraverso la definizione di standard per pasti scolastici, eliminando la vendita di alimenti e bevande non sani, includendo e rafforzando l'educazione fisica e l’educazione alla salute e alla nutrizione nel curriculum scolastico;
  • servizi di gestione del peso/ “weight management”: sviluppare e sostenere servizi per la presa in carico del bambino e del giovane adolescente obeso, attraverso l’implementazione di azioni multicomponenti dirette alle famiglie.

 

FONTI

WHO: World Obesity Report, 2014 .
WHO: Final report of the Commission on Ending Childhood Obesity (ECHO): The Echo Commission recommendations, 2016.
OECD: Obesity update 2014.
Redazione Salute: Ministero della Salute/CCM, Istituto Superiore della Sanità, OKkio alla Salute, Sintesi dei risultati del 2014, © 2016 sanihelp.it.
"Fermare l'obesità infantile: è tempo di agire". Di Angela Spinelli e Paola Nardone – reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss, dal sito relativo.

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