Salute

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La FIDAPA, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, affiliata alla B.P.W. (Business and Professional Women Italy) opera senza scopo di lucro e senza distinzioni di etnia, lingua, religione; ha per finalità, senza discriminazione alcuna, la promozione della donna e la sua partecipazione attiva alla società.

L'alcolismo è, di fatto, un problema sociale, che vede nei giovani e negli anziani le fasce più a rischio, e nelle donne quella più vulnerabile per un differente corredo enzimatico. I problemi dei giovani sono quelli che l'Associazione ha individuato come prioritari e, per questo, ha avviato un progetto denominato "Antialcolismo giovanile", prima fase di un progetto più ampio del progetto "Antialcolismo femminile e giovanile", rivolgendosi ai giovani tra i tredici e i quindici anni, con lo scopo di sensibilizzarli e dar loro consapevolezza di questo fenomeno.

Il progetto è stato avviato su iniziativa delle Sezioni Torino Valsusa, Torino e Torino Est, e si avvale dei patrocini del Consiglio Regionale e della Consulta Femminile Regionale del Piemonte e della Consulta Regionale Giovani, e del contributo dell'U.S.R. – Ufficio Scolastico Regionale –, che ha dato ampia diffusione al progetto, è stato presentato ufficialmente il 23 settembre 2015, in un incontro informativo rivolto agli insegnanti e, successivamente, agli studenti di alcuni Istituti della città d Torino.

Insieme con la nostra Associazione, FIDAPA si propone di tracciare una cultura dell'educazione che, attraverso lo sport, formi adulti liberi, autonomi, responsabili e capaci di difendersi dai cattivi maestri

La preadolescenza e l’adolescenza sono fasi dell’onnipotenza ma, oggi, anche della scarsità di desideri, prospettive e obiettivi. Non facciamoci ingannare dal termine. Questo tipo di onnipotenza è un’illusione: non segnala la conquista di un obiettivo, ma è una finzione, utile se stimola creatività e iniziativa, ma un freno se maschera un disagio e sentimenti di incapacità e inadeguatezza. E allora l’alcol diventa equivalente di libertà e indipendenza, ribellione e mezzo per trasgredire in contrasto con l’adulto, sprezzo del pericolo, vanto, rischio esibito per acquisire consenso e autostima.

Sono soprattutto fasi dell’insicurezza e della dipendenza. Il giovane è sensibile alle pressioni sociali, in particolare alle mode e ai comportamenti collettivi, perché la vita virtuale sui network può anche piacere, ma non appaga il bisogno di sentirsi diversi dagli altri. È intriso di una cultura edonistica che rende tutto lecito e da consumare subito, cerca una vita spericolata per segnalare una presenza che sente anonima e insignificante. Si identifica facilmente con i personaggi della pubblicità e delle fiction televisive, che propongono un bevitore positivo, felice e disinibito. E allora l’alcol diventa la fuga da un disagio, un mezzo di autocura. Si beve per sentirsi creativi, pronti, sicuri, spigliati, energici e funzionali o, in definitiva, per liberarsi da un malessere che opprime La sintesi è che nei giovani l’alcolismo è uno strumento che dovrebbe coprire un disagio, qualcosa che manca.

Perché lo sport è anche una difesa dall’alcolismo? Come si sa, aumenta il benessere del corpo e della psiche, favorisce un’emotività equilibrata, buona qualità delle risposte allo stress e un rapporto armonico tra salute fisica e benessere psichico. L’attività sportiva corretta, quindi, quando è motivata dall’interesse e dal piacere, è anche una medicina. Sia perché, a qualsiasi livello, offre momenti di entusiasmo e di autostima per una buona prestazione o anche solo per un gesto tecnico fortunato e, sia, perché l’attività fisica ha effetti sul metabolismo e sul buon funzionamento del cervello. Stimola, infatti, meccanismi neurochimici e neurobiologici che influenzano il funzionamento della mente, e produce neurotrasmettitori che determinano un innalzamento del tono dell’umore, dell’iniziativa e dell’autostima, e una riduzione dell’ansia e dell’insicurezza.

Dalla pratica sportiva dipendono anche altri fattori che soddisfano le motivazioni più prementi dei giovani. Pensiamo alla sicurezza di saper imparare e far fronte al nuovo, alla soddisfazione che deriva dal poter constatare un miglioramento delle proprie capacità, alla possibilità di raggiungere nuovi obiettivi con le proprie forze o alla possibilità di ottenere l’apprezzamento dell’adulto.

Pensateci ragazzi. Tutto questo non è ciò che manca a chi cerca di soffocare i propri disagi con l’alcol o, senza rendersene conto, cerca l’alibi per nascondere la propria inadeguatezza e la mancanza di strumenti per superarla?

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