Etica e Sport

Dialogo: come lo sport facilita il dialogo interculturale. 

Origine dell’iniziativa:

A 100 anni dalla maratona di Londra di Dorando Pietri e a 100 anni dalla prima medaglia olimpica modenese (Alberto Braglia) anche Modena festeggerà le prossime Olimpiadi di Pechino 2008.

L’anniversario è da non perdere e l’idea è quella di riunire la storia degli atleti modenesi che hanno vestito i colori della maglia azzurra nei giochi a cinque cerchi, dal 1896 alle ultime Olimpiadi di Pechino del 2008.

Un viaggio lungo un secolo che permette di ripercorrere la storia di Modena, non solo quella sportiva, attraverso pochi nomi (non più di una cinquantina) che l’hanno fatta grande potendosi vantare, privilegio di pochi, di avere partecipato alle Olimpiadi.

 

Quadro settoriale:

Percorso didattico culturale multi-disciplinare che ricostruisce il percorso degli atleti modenesi, dagli esordi nelle piccole società sportive locali alla gloria olimpica.

 

Obiettivo generale:

“Fare sport con e non contro” è l’insegnamento del Barone De Coubertin ed il messaggio educativo che si vuole portare e diffondere a giovani e non giovani.

Modena Cinque Cerchi è un percorso finalizzato alla sensibilizzazione dei giovani nei confronti del puro “spirito olimpico”, della competizione sana e formativa, pilastro portante della cultura sportiva.

Il percorso terminerà con l’allestimento di una mostra celebrativa che ripercorrerà la storia delle olimpiadi moderne.

 

Obiettivi specifici:

Partecipazione dei giovani. L’obiettivo globale nel campo della partecipazione è incoraggiare i giovani ad essere cittadini attivi. Quest’obiettivo ha le due seguenti dimensioni: rafforzare la partecipazione dei giovani alla vita civile della propria comunità e rafforzare il sostegno alle varie forme d’insegnamento della partecipazione.

Documento di progetto

“Partecipare alle Olimpiadi è un’emozione inarrivabile, un’esperienza unica” Alberto Tomba

Mostre, incontri, eventi per un viaggio lungo un secolo nello spirito olimpico Modena 18 ottobre 2008 - 6 gennaio 2009.

  • apprendimento non formale. Attraverso il linguaggio globale ed internazionale dello sport vengono trasmessi messaggi di pace, tolleranza, solidarietà, partecipazione e coesione seguendo il filo conduttore dell’insegnamento di De Coubertin “fare sport con e non contro”, stimolando lo spirito di competizione “sana”. Lo sport come dialogo con sé stessi e con gli altri, come strumento di crescita, come autodisciplina. La pratica sportiva e le competizioni agonistiche come aggregazione sociale e divertimento. L’attività motoria come prevenzione primaria, secondaria e terziaria finalizzata alla tutela della salute e a contrastare gli inadeguati stili di vita che sono i principali fattori di rischio di gravi patologie (obesità, diabete, malattie cardiovascolari); come mezzo per mantenere vitale ed efficiente l’organismo, affinché il giovane cresca in modo armonico e l’anziano sia sempre più autonomo ed autosufficiente. Il gioco che per ogni bambino ed adolescente è uno strumento necessario per acquisire equilibrio, per sviluppare potenzialità e per la formazione stessa della personalità.
  • valorizzazione del tema “sport: strumento di inclusione sociale” Saranno inseriti nell’ambito del progetto iniziative che presentino e coinvolgano gli sport paralimpici e che promuovano lo sport al femminile come elemento che caratterizzerò le future modalità di fare pratica sportiva.
  • invito alla pratica di attività sportiva. I benefici dello sport sulla salute sono di immediata comprensione a tutti. Ma lo sport è anche molto di più, e si muove in profondità: sprona verso uno stile di vita salutare, offre un modo positivo per passare il tempo libero, crea un contesto sociale dove nessuno resta più isolato o solo, crea un senso di identità personale, crea un senso di appartenenza, cambia lo schema di pensiero dal “io” al “noi”, incentivando lo spirito di squadra ed il team work, aiuta a gestire le emozioni, offre una struttura di regole da seguire, insegna ad accogliere le sfide ed accettare le limitazioni, insegna a saper vincere e saper perdere, enfatizza valori specifici. Non esistono pozioni magiche, ma per raggiungere un obiettivo bisogna lavorare duro per arrivare. Lo sport è da sempre considerato un grande canale di comunicazione e di scambio di valori. I giovani incrementeranno il loro spirito di solidarietà e tolleranza senza accorgersene, su un campo da gioco siamo tutti uguali, non esistono differenze di classe sociale, razza o religione.
  • valorizzazione della funzione educativa e sociale dello sport. Considerata non solo come forma di tutela della salute e miglioramento della qualità di vita, ma quale fondamentale fattore di crescita ed arricchimento della personalità e dell’individuo;
  • sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Diffusione del messaggio riguardante l’utilità ed i benefici che la pratica sportiva apporta in termini di benessere e forma fisica. Ma soprattutto vogliamo che vengano recuperati i veri valori dello sport, troppo spesso soffocati dalla competizione esasperata tesa solo alla vittoria e all’annullamento dell’avversario Comitato organizzatore - C.so Canalchiaro, 92 - 41100 Modena (MO) - Italy tel +39 059 225 249 fax +39 059 223 215
  • sensibilizzazione nei confronti del significato dei Giochi Olimpici. I Giochi hanno sempre riunito le persone nella pace e nel rispetto universale dei principi morali. Lo spirito olimpico è da sempre una filosofia di vita che esalta e combina con equilibrio tutte le qualità di corpo, volontà e mente. Mescolando lo sport all’educazione, lo spirito olimpico vuole creare uno stile di vita basato sulla gioia trovata nella fatica fisica e nell’impegno e sul valore formativo del buon esempio e del rispetto per i fondamentali principi etici universali. L’obiettivo ultimo dei Giochi Olimpici è quello di contribuire alla costruzione di un mondo migliore di pace, educando i giovani attraverso lo sport praticato senza discriminazione di alcun tipo, in un clima generale di amicizia solidarietà e fair play. In questo modo sono fortemente incentivate la solidarietà e la tolleranza tra i giovani, contribuendo in particolare alla coesione sociale, creando un’occasione d’incontro che permetterà la crescita e lo sviluppo di una coscienza realmente unitaria;
  • sensibilizzazione al dialogo interculturale. Il 2008 sarà non solo l’anno dei Giochi di Pechino, ma, anche l’anno europeo del dialogo interculturale. Attraverso l’evento Modena Cinque Cerchi e la diffusione dello spirito olimpico inteso nel suo aspetto formativo, in modo completamente spontaneo, si provvederà alla promozione e sensibilizzazione del dialogo interculturale, del quale lo spirito olimpico si fa portatore. Ciò spronerà ad una cittadinanza attiva e responsabile, diretta a creare coesione ed inclusione sociale;
  • celebrazione degli atleti modenesi e dei Giochi di Pechino 2008. L’esposizione, insieme con gli eventi compresi all’interno del contesto, è l’occasione importante per ricordare e celebrare gli atleti modenesi che hanno portato e fatto conoscere la nostra città nel mondo attraverso i Giochi, tenendone alto l’onore. Spesso sono atleti non noti a tutti, specialmente per quanto riguarda le nuove generazioni, ma facendo parte della nostra storia è doveroso ricordarne e celebrarne la modenesità offrendo loro un tributo dopo i Giochi di Pechino 2008;
  • formazione didattica multi-disciplinare. Attraverso la proposta ai giovani di un “pacchetto” formativo multi-disciplinare, viene offerta loro la possibilità di imparare diversi aspetti dell’educazione fisica correlata ad altre materie quali arte, storia, scienze, filosofia, psicologia, ecc.
  • coinvolgimento delle scuole di grafica in Italia e nel mondo. Diversi istituti di grafica selezionati in tutto il Paese saranno invitati a partecipare ad un concorso sul tema “Arte e Sport”. All’interno del percorso educativo rivolto alle scuole è prevista una sezione che verterà sullo studio dei progetti grafici allestiti per le varie edizioni delle Olimpiadi, dall’idea iniziale fino alla realizzazione finale. Fuori concorso saranno invitate a partecipare le scuole di grafica di città facenti parti di cinque continenti, in rappresentanza dei cinque cerchi olimpici: America, Asia, Europa, Oceania e Africa, selezionate tramite gemellaggi già in corso con Modena e la Regione Emilia Romagna.
  • educare gli educatori. Un progetto formativo sarà rivolto agli insegnati delle scuole e agli educatori in generale. Il programma prevede tra l’altro la divulgazione del Libro Bianco dello Sport (emanato dalla Comunità Europea nel giugno 2007) tra gli educatori e gli insegnanti di educazione fisica al fine di diffondere e fare conoscere lo spirito Olimpico e i valori che lo contraddistinguono.

 

Beneficiari

Percorso didattico: bambini e bambine da 3 a 9 anni

Percorso didattico e concorso arte e sport: ragazzi e ragazze da 10 a 15 anni

Percorso didattico e concorso arte e sport: giovani da 16 a 21 anni

Progetto formativo: adulti da 22 anni

Numero dei potenziali destinatari: 50.000 tra utenti e visitatori

Localizzazione del progetto: Modena, Parco Enzo Ferrari, via Emilia Est / viale Italia 

 

Strutture e strumenti per la realizzazione

Allestimento completamente innovativo, realizzato con tecniche e materiali hi tech. Per fare ciò abbiamo contattato l’azienda Peraria, che ci ha mostrato alcuni dei lavori svolti per grandi eventi e aziende (Olimpiadi Invernali di Torino 2006, Ferrari, Juventus Village, Regione Piemonte, ecc.). Su queste basi siamo convinti che un allestimento di questo genere all’interno del Parco Ferrari, in angolo tra via Emilia est e viale Italia, sortirebbe un duplice effetto:

  1. garantire un ambiente adeguato ad un allestimento mostra moderno fatto anche di immagini, rappresentazioni, elaborazioni grafiche, giochi di luce e colori (nello stesso stile moderno e d'impatto che è stato scelto per allestire il Museo Olimpico di Losanna);
  2. diventare motivo di attrazione e di visita, se adeguatamente supportato da una promozione mediatica al di fuori della provincia di Modena e della regione Emilia Romagna da parte di tipologie di turisti attratti dai grandi avvenimenti sportivi, ma anche dalle peculiarità architettoniche delle città.

Potrebbe sembrare un luogo non convenzionale ma la posizione centrale, la disponibilità di parcheggio, la facilità di arrivo anche per chi proviene dall'autostrada, e la superficie a disposizione in 5 mini-strutture tra loro collegate con un spazio espositivo di circa 1000 metri quadrati, ne fanno un vero e proprio gioiello che ovviamente dovrà essere adattato con un allestimento ad hoc sia all'esterno che all'interno. Attiveremo anche delle piccole isole di richiamo (mini-allestimenti con materiale fotografico) all’interno di cinema, scuole e sede di associazioni di Modena e Provincia.

 

 

Risultati attesi:

  • allestimento di uno spazio espositivo: la mostra comprenderà sia materiale reperito nei diversi archivi della città di Modena riguardante gli atleti olimpionici modenesi, che cimeli e memorabilia concessi dal Museo Olimpico di Losanna tra cui le medaglie olimpiche e le mascotte delle varie edizioni delle Olimpiadi. L’esposizione sarà un invito per tutti a partecipare alle celebrazioni per i campioni modenesi e per Pechino 2008, sensibilizzando il pubblico nei confronti dello sport e del pensiero olimpico;
  • mostra “Champions dans la tête”: realizzata con la collaborazione del Museo Olimpico di Losanna. Si tratta di un percorso didattico-formativo riguardante la psicologia dell’atleta;
  • produzione del libro “Champions dans la tête”: traduzione in lingua italiana e pubblicazione di n. 10.000 copie del libro formativo a corredo della mostra;
  • produzione del kit didattico: creazione di un kit didattico per gli studenti dei 48 istituti coinvolti nel percorso didattico multi-disciplinare;
  • partecipazione dei giovani per crescere come cittadini attivi e consapevoli;
  • percorso didattico multi-disciplinare: coinvolgimento di n. 1200 giovani (maschi e femmine) rappresentanti di 9 istituti superiori di Modena;
  • eventi con i “campioni” organizzazione di eventi dove diversi campioni olimpionici vengono invitati ad incontrare il pubblico per condividere esperienze ed emozioni;
  • diffusione del pensiero olimpico come stile di vita, messaggio di pace ed uguaglianza che educa alla tolleranza e alla solidarietà;
  • avvicinamento allo sport di giovani e non, e promozione di una vita più sana;
  • partecipazione della città di Modena alla celebrazione dei suoi atleti e all’importanza dell’edizione dei Giochi di Pechino 2008;
  • dialogo interculturale, sia come pilastro del movimento olimpico sia come anno europeo 2008;
  • “Olimpionici Modenesi”: produzione del volume in n. 10.000 copie.

Risorse umane fisiche: 50.

Durata dell’iniziativa: 18 ottobre 2008 – 6 gennaio 2009.

Convenzioni in essere, attinenti il progetto: Ministero delle Politiche Giovanili - Ministero dell’Istruzione - Comune di Modena - Provincia di Modena - Ufficio Scolastico Regionale - Ufficio Scolastico Provincia di Modena.

Convenzioni in attesa: POGAS - CIO - Consiglio d’Europa - Collaborazioni non strutturate in convenzione con Enti pubblici.

E altri soggetti: Museo della figurina, Fotomuseo Panini, Gazzetta dello Sport, CONI, CSI, UISP, Museo Olimpico di Losanna, Modena, marzo 2008, il presidente Alessandra Capozzi, Fondazione Cassa di Risparmio, Provincia di Modena, Comune di Modena, Coni

 

Atene: Il 17 settembre, per l'esattezza, quando la torcia delle Paraolimpiadi, arrivata in Grecia il giorno 9, al termine di un percorso durato sette tappe è tornata nello stadio Olimpico della capitale per la cerimonia inaugurale di un evento conclusosi il 28 settembre. Centinaia di gare in programma, nelle quali l'Italia e la Federazione degli Sport disabili hanno ben figurato conquistando 19 medaglie piazzandosi così al venticinquesimo posto. È stata una Paraolimpiade, mai come questa volta, in tutto e per tutto simile a quella dei normodotati, che l'ha preceduta il mese precedente. Un dato positivo in tutti i sensi: innanzitutto a livello organizzativo, nel senso che per la prima volta questa manifestazione ha utilizzato la medesima struttura che ha tenuto in piedi la colossale macchina di Atene 2004 durante tutto il mese di agosto. E poi sul piano dell'interesse, perché lo dicono le cifre: rispetto ai Giochi di quattro anni fa in Australia, quando furono in gara 3483 atleti in rappresentanza di 123 Paesi, quest'anno le nazioni iscritte sono state 140 e gli atleti 4500.
Un grande successo al quale tutto il popolo greco ha partecipato con una lunga serie di iniziative. La più interessante, che è stata patrocinata dal governo greco, è la chiave di un vasto programma educativo rivolto ai giovani studenti ellenici fra i dieci ed i quindici anni con lo scopo evidente di avvicinarli alle problematiche e alla realtà del mondo dei disabili.

Diciannove in totale le discipline, di cui quattro specifiche per gli atleti portatori di handicap. Ma sono state, soprattutto, le Paraolimpiadi focalizzate sulla figura dell'atleta, e non del disabile, a cominciare dall'introduzione fra le donne del judo e della pallavolo. Una conquista importante anche a livello di peso specifico dello sport per i disabili, destinata a far ottenere un grande balzo in avanti anche a livello di tempi assoluti, che in alcune discipline sono già di assoluto valore.
Certo è che, prima delle Paraolimpiadi, di strada ne hanno fatta tanta questi Giochi: dopo i bagliori di Stoke Mandeville, in Inghilterra, nel lontano 1948, hanno poi debuttato ufficialmente nel 1960 a Roma, quando furono in gara 400 atleti di 23 Paesi.
Da allora sono state organizzate otto edizioni estive e sette invernali. La prossima (invernale) sarà appunto Torino 2006, dal 10 al 19 marzo 2006.
"Lo spirito in movimento", è il motto del Movimento Paraolimpico. Lo spirito, l'anima, ma pure qualcosa in più sono stati il cuore di questi Paraolympics games di Atene 2004, dove si sono intrecciate storie di umanità , drammi personali e grandi sacrifici di atleti diversamente abili, ma meritevoli come e più dei normodotati di gioie e gratificazioni. Per uno sport capace davvero di avvicinare tutti, e non di dividere. Un messaggio recepito positivamente, nei fatti (a parte qualche inevitabile caso di doping), da tutti i protagonisti di questa Olimpiade per i diversamente abili. Ora l´attenzione di tutti si sposta al prossimo appuntamento di Torino 2006, dove dal 10 al 19 marzo si svolgerà la nona edizione dei Giochi Paralimpici Invernali. Le gare avranno luogo anche in questo caso nelle medesime strutture che ospiteranno le altre competizioni olimpiche. Un appuntamento che si preannuncia già da record, a cominciare dalle discipline in programma. Che, appunto, saliranno da quattro (sci alpino, sci di fondo, biathlon e hockey su slittino) a cinque, con l´inserimento per la prima volta del curling su carrozzina.

Più di 5000 atleti hanno partecipato alle Paraolimpiadi australiane del 2000, in 18 diverse discipline. Ma la storia di questi Giochi inizia tanto tempo fa. Siamo nel 1948. Da poco è finita la Seconda Guerra Mondiale e a un medico inglese viene l'idea di aiutare i reduci di guerra con lo sport. Così organizza i "Giochi di Stoke Mandeville", mentre a Londra si svolgono le Olimpiadi. Il successo è tale che, con il passare degli anni, questi Giochi diventano internazionali: in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, vi partecipano circa 400 atleti portatori di handicap fisici e mentali, provenienti da 23 nazioni. Nel 1988, a Seul, per la prima volta gli atleti disabili gareggiano utilizzando gli stessi impianti delle competizioni olimpiche. Da qui il nome di Paraolimpiadi, cioè Giochi che si svolgono parallelamente alle Olimpiadi e ne sono un completamento. Dal 1992, con i Giochi di Albertville, si svolgono ogni 4 anni anche le Paraolimpiadi invernali, che prevedono specialità come l'hockey su slittino e il biathlon.

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