Etica e Sport

“Campioni di vita” è un libro bello e istruttivo che consiglio ai giovani sportivi e no, ai genitori, ai formatori, agli educatori, ai professori, agli allenatori, ai dirigenti di società e di associazioni sportive, e agli psicologi che si occupano di sport per professione.

È un libro di interviste, di 140 pagine, scritto da giornalisti e scrittori e tratta della vita di 15 sportivi che hanno raggiunto i vertici dell’attività agonistica, alcuni anche a livello mondiale e di uno psicoterapeuta.

Il titolo della postfazione di Felice Pulici fornisce la chiave di lettura del libro: “Lo sport educa alla vita.” Il libro evidenzia i valori e sottolinea lo sport come fattore di sviluppo della persona tutta, per tutta la vita: impegno, ideali, rispetto dell’avversario, inclusione sociale, solidarietà e pace, ecc.

Per ogni persona sono descritte le sue attività e i suoi trionfi, è riassunta la vita, con i suoi successi, i suoi drammi e le sue difficoltà; parla anche della vita successiva all’attività agonistica e sono riportati gli impegni nel sociale, nell’educazione, nella formazione sportiva e la vita di famiglia. Alcuni parlano anche della loro fede in Dio. Mi piacciono i messaggi di fondo, espressi o sottintesi. Mi sono piaciuti molto sia l’impostazione generale, sia lo stile giornalistico, con tante citazioni virgolettate. Alcune esperienze descritte mi hanno anche commosso.

Nella prefazione al libro, Giovanni Malagò, presidente del CONI, scrive: “il nostro movimento è un’inestimabile opportunità per i giovani, perché non garantisce solo il benessere fisico ma è capace di favorire l’inclusione, l’aggregazione, il corretto sviluppo dei rapporti interpersonali”. ‘Campioni di vita’ offre un modello per i giovani, che devono avere risposte sicure, nel nome della trasparenza, per abbracciare la liceità e abbandonare le dipendenze da esempi errati.

Nel suo contributo “Invito alla lettura: Il perché di un libro”, Antonio Gaspari (direttore editoriale di ZENIT) scrive: “Il libro che state per leggere riporta le testimonianze di atleti di diverse nazionalità e discipline i quali raccontano la loro esperienza di uomini e donne per spiegare che lo sport unisce, educa, promuove solidarietà e pace e può generare, educare e formare nuovi campioni. Per diventare campioni non basta essere dotati di talento; ci vuole applicazione, duro lavoro, determinazione, umiltà, alti valori umani e morali.” […] “In maniera inconscia tutti i personaggi che fanno parte di questo libro-evento alimentano l’auspicio di Papa Francesco, per far sì che lo sport sia veicolo della ‘cultura dell’incontro’ e contribuisca ad ‘un valido e fecondo apporto alla pacifica coesistenza di tutti i popoli, escludendo ogni discriminazione di razza, di lingua e di religione.

Anche per invogliarvi a leggere tutto il libro, riporto alcune citazioni che mi hanno colpito particolarmente, per i valori professati.

Per ogni persona intervistata riporto il titolo dell’articolo che la riguarda. 

 

Alessia Lucchini: Per vincere ti devi appassionare a qualcosa

Con la consapevolezza, però, che i valori che avevo acquisito nello sport mi avrebbero accompagnata per sempre. Tenacia, determinazione, costanza, capacità di rialzarsi dopo una sconfitta, rispetto delle regole e dell’avversario sarebbero stati i miei compagni di vita.”

 

Abdon Pamich: Per andare alle Olimpiadi prese un mese di ferie

Non è che avessi molta voglia di studiare, ma da quando ho scoperto la marcia ho cominciato a impegnarmi di più a scuola, perché volevo allenarmi e quindi non potevo perdere tempo come prima. Ho iniziato a prendere appunti durante le lezioni e quando arrivavo a casa sapevo già tutto. Così sono diventato uno dei migliori della classe, il secondo o il terzo.” 

 

Alessandro Campagna: Cultura sportiva come scuola di vita

“Preparare e far crescere uomini veri è stata per me la soddisfazione più grande. …L’umiltà – mi ripeteva sempre – serve a diventare campione in qualsiasi attività che svolgerai, sia sportiva che nel campo civile… Riteneva più importante lo studio dell’allenamento. E se scopriva che avevamo marinato, ci rispediva dritti a casa. Ha aiutato le nostre famiglie a educarci.” 

 

Alessandro Proni: Quando la solidarietà pedala

“Ho avuto la fortuna di aver avuto due genitori bellissimi che mi hanno insegnato a non imbrogliare il prossimo pur di arrivare a un obiettivo... Sono stato sottoposto a tantissime analisi e sono risultato pulito. Ho potuto così donare finalmente il midollo a mia sorella.”

 

Ivan Basso: Ascesa, caduta & risalita

“Il ciclismo è passione, lavoro, agonismo, ma non solo. Il ciclismo dà benessere, regola forma e autostima… Da gioco, il ciclismo è diventato per me anche un lavoro e il bello della passione sportiva è che gioco, azione e lavoro restano sempre una cosa unica.” 

 

Blanka Vlašić: C’è voluta la fede per diventare campionessa

“Impiegai circa tre anni a autodisciplinarmi e per capire che dovevo vivere da atleta 24 ore su 24: lo sport non era impegno rapportato ad un orario, ma un modo di pensare, un automatismo della mente.” […] "Dio non risolve i problemi dell’esistenza, ma ci insegna come affrontarli, e ogni giorno mi insegna a stare dentro i miei.”

 

Annalisa Minetti: Al buio con le ali ai piedi 

“Io ho scoperto la luce quando i miei occhi sono rimasti al buio, ma non pretendo che voi diventiate tutti ciechi! ...

Il canto è stato un dono, la disabilità è stata un dolore, ma poi è diventata anch’essa un dono, perché attraverso l’ipovedenza ho instaurato un rapporto molto stretto con Dio.

Tutto sta a vedere con altri occhi… Lo sport è arrivato nella mia vita per insegnarmi che quella medaglia non ero io a vincerla, ma tutte quelle persone che corrono per rielaborare i propri traumi, per cercarne la giusta chiave di lettura dell’esistenza.” 

 

Lorenzo Porzio: Canottiere e musicista per educare anima e corpo

…“perché ogni nuova attività necessita del tempo per conoscerla. Il passaggio può essere ruvido e difficile. Per questo motivo, quando sento dei genitori dire: ‘Mio figlio fa sport a livello agonistico, quindi non può studiare’, provo una viva preoccupazione.”

 

Santo Rullo, psichiatra: Per quelli che non vincono mai ma giocano sempre

Lo sport è strumento di trattamento dei pazienti con malattie mentali “per alimentare la loro fiducia in sé stessi. …Un buon rapporto fra mente, corpo e vita sociale aiuta ad avere una buona salute complessiva. …Basta con i lettini da psicoanalista o i gruppi di autocoscienza. Ci siamo messi la maglietta da calciatori, avendo ben presenti le dinamiche che questi ragazzi conoscevano prima della malattia. Regole come fuori gioco o il comportamento scorretto e ruoli in campo come la difesa e l’attacco sono anche regole e ruoli sociali che si ripresentano nella vita. Analogamente i nostri pazienti hanno già fatto esperienza di valori come il rispetto dell’avversario e la collaborazione con il compagno, alterati dalla malattia che rende la relazione sospetta e persecutoria.”

 

Massimo Tammaro: L’umiltà per volare alto

“Non si ottengono risultati se non si sceglie la propria squadra, non la si addestra, non la si forma, non la si organizza con trasparenza, lealtà, rispetto.”

 

Daniele Masala: Un Superman italiano

“Credo che i valori di base come l’amicizia, il piacere di stare insieme e di divertirsi in modo sano possano in qualche modo influenzare prima di tutto le famiglie, le quali devono far innamorare dello sport i propri figli…. Debbo tutta la mia fortuna agonistica, e non solo, alla mia famiglia di origine e a quella attuale.”

 

Riccardo Starace: È necessaria la squadra per conquistare la meta

“La forza di volontà, la grinta, il lavoro di squadra sono necessari per guadagnare quel metro che manca per conquistare la meta. …Le pause di riposo fra una competizione e l’altra aiutano a ritemperare il corpo e lo spirito, e possono aiutare a porsi interrogativi profondi riguardo alla propria esistenza.”

 

Ilario di Buò: Per fare centro anche fuori dal bersaglio

“Il tiro con l’arco è uno sport individuale e di destrezza. Uno sport che sviluppa, in chi lo pratica, una grande forza interiore.”

 

Renzo Musumeci Greco: La scherma non è solo un gioco

“La scherma è una disciplina, più che uno sport, in cui la testa conta più del fisico e più del gesto atletico. Se il gesto atletico non è comandato dalla testa, che in tempo reale manda l’impulso alla mano, alla lama e alla punta, non succede niente.”

Insomma, un bel libro da leggere e da… regalare.

 

"Campioni di vita", di Autori Vari, Prefazione di Giovanni Malagò. Contributo di Antonio Gaspari. Postfazione di Felice Pulici.  ZENIT Books. Edizioni ARES, Milano, 2015, Euro 13,00.

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