Disabilità

In collaborazione con la Fortitudo Pallacanestro Bologna, con l’ASL nei quartieri di San Lazzaro, Navile e Sasso Marconi a Bologna, il progetto Basket Disabili sta prendendo piede nel capoluogo Emiliano-Romangnolo, come del resto in tutto il centro-nord Italia.

La squadra principale è quella in cui militano gli “Over 18”, atleti aventi 18 anni compiuti, il team “Over Limits”, diviso in due gruppi, si allena tutti i mercoledì pomeriggio alla palestra Furla di Bologna.

Le altre squadre “satellite” di ragazzi under 18 sono sparse per il territorio bolognese, in particolare gli allenamenti sono suddivisi in questo modo:

  • Due gruppi il martedì pomeriggio, a San Lazzaro (BO).
  • Un gruppo il giovedì pomeriggio, a Sasso Marconi (BO).
  • Due gruppi il venerdì pomeriggio, a Bologna presso la Polisportiva Lame.

Gli allenamenti durano un’ora, eccezion fatta per gli allenamenti presso la palestra Furla che durano un’ora e mezza. Ogni squadra si allena solo una volta a settimana, perché lo scopo è di allenarli per farli poi giocare da soli ai campetti pubblici, liberamente.

I ragazzi sono suddivisi principalmente per capacità ed età tra i vari gruppi. La patologia o il disturbo comportamentale non è un fattore discriminante. E in campo si possono trovare ragazzi con qualsiasi tipo di “disturbo”.

Gli allenamenti variano molto a seconda del livello di squadra, ma solitamente a una prima, breve fase in cui si lasciano giocare liberamente i ragazzi, segue una in cui gli atleti vengono riuniti e fatti sedere su una panchina dove si lancia loro la palla per farli riscaldare e per tenerli tutti insieme in un punto prestabilito. Poi iniziano gli esercizi, i più svariati, atti a migliorare un particolare aspetto del gioco, alcuni movimenti dei ragazzi, i loro comportamenti e le loro capacità intellettive (psicomotricità, apprendimento, riflessi, propriocettività, attenzione, memoria, realizzazione di un compito o di più compiti simultaneamente, etc…).

Un elemento cardine degli allenamenti del Progetto Basket Disabili è sicuramente la disciplina; la figura imponente di Marco Calamai, unita alla sua voce altisonante, lo dimostrano.

Infatti i ragazzi, spesso in balia di numerosi stimoli e agenti senza controllo nella vita quotidiana, in campo entrano dentro certi schemi e devono rispettare le regole e gli altri.

E mentre nella vita di tutti i giorni possono essere emarginati, presi in giro, considerati comunque “diversi”, in campo, con una palla in mano, sono uguali a tutti gli altri. E tra loro si aspettano e si aiutano. I punti di forza di un giocatore permettono a un altro di migliorare in quel determinato aspetto e viceversa.

 

Descrizione della mia esperienza personale, in breve

La prima volta che sono andato ad osservare un allenamento presso la palestra Furla della Fortitudo Bologna ero molto incuriosito e pronto a cogliere ogni minimo particolare da quei ragazzi e dal modo di allenare di Marco e i suoi collaboratori, ma soprattutto mi chiedevo in che modo avrei potuto comunicare a quei ragazzi, in che modo approcciarmi ed essere d’aiuto... 

Una volta entrato in campo, ho messo da parte questi pensieri e mi sono lasciato trasportare dall’entusiasmo dei ragazzi, dalla loro empatia travolgente! Pur con le loro difficoltà, impedimenti fisici, di apprendimento, di comportamento, in campo si sentivano importanti. Si sentivano atleti. E soprattutto si sentivano facenti parte di una squadra.

La palla è il mezzo con cui riescono a sfogarsi, ad addolcirsi, a realizzarsi. E lo fanno tutti insieme, in maniera educativa, cercando di rispettare le regole e gli altri.

Tornando a casa, mi sono ritrovato a pensare a tutto quello che mi avevano dato i ragazzi in poche ore sul campo. Anche solo osservandoli aiutarsi tra di loro, riuscire in un esercizio che all’inizio sembrava impossibile, o nel cogliere l’emozione di uno sguardo intenso, d’intesa, di soddisfazione, di gioia.

E la gioia di giocare, di farlo insieme, unita alla soddisfazione, alla crescita di autostima nel riuscire in qualcosa, in qualcosa che piace, sono gli ingredienti chiave del progetto di Marco Calamai. 

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster