Disabilità

Lavorando in una comunità per persone che presentano disabilità fisiche, sia congenite che acquisite, ...

... mi sono reso conto che per molti di loro le difficoltà maggiori che incontrano, non sono tanto rappresentate dall'impossibilità di essere più o meno autonomi, ma dalla difficoltà di relazionarsi con gli altri.

Quando ho iniziato, 3 anni fa a lavorare con loro ero invece convinto del contrario, ovvero che vivessero un grande disagio solo a causa della mancanza di autonomia.

Alcuni di loro iniziarono, spinti dalla curiosità ma con alcuni dubbi, ad avvicinarsi a delle attività sportive, ping-pong su carrozzina, hockey, piscina e boccia. Le perplessità svanirono velocemente, la curiosità divenne entusiasmo e la fiammella iniziale divenne un grande fuoco.

Quello che abbiamo visto come operatori nella comunità è stato un netto miglioramento nel socializzare in quegli ospiti che praticano sport. Probabilmente, questa è una mia impressione personale, hanno trovato il modo di incanalare positivamente le energie. Anche se per alcuni di loro non si può definire lo sport come un'intensa attività fisica è senza dubbio un importante strumento educativo, formativo e socializzante, fare parte di una squadra, avere obiettivi comuni, lavorare insieme ad altri per raggiungere questi obiettivi ed essere solidali con chi è un po’ più in difficoltà.

Questo lo sport ha dato a queste persone, sembra banale, per me che ho visto e vedo il cambiamento in positivo in termini di qualità della vita così banale non sembra. Per il futuro spero che sempre più persone con disabilità si avvicinino allo sport e che lo sport stesso sia più aperto nei loro confronti, sarebbe un bel passo in avanti verso l'inclusione sociale.

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