Etica e Salute

Il Rapporto 2016 UK sul bullismo mette in evidenza la preoccupante portata del fenomeno e offre suggerimenti utili a genitori, insegnanti e adolescenti per conoscere le cause del bullismo e ridurrne gli effetti, che possono essere molto gravi.

L’interessante rapporto denuncia atti frequenti e numerosi - 50% degli adolescenti -, enumerandone le cause e gli effetti. Esso evidenzia aspetti finora non esplorati e offre precise raccomandazioni agli insegnanti, agli psicologi, ai genitori e agli adolescenti stessi, bulli e vittime, su come ridurre il bullismo e curare le sue conseguenze. I suoi effetti psicologici negativi sono considerati gravi e possono durare a lungo, anche in età adulta.

L’indagine effettuata dall’associazione Ditch The Label a cavallo fra il 2015 e il 2016, riporta risultati analitici, e anche alcune cause e effetti del bullismo finora inesplorati. I testi e le tavole qui presentati sono tratti dal relativo rapporto dal titolo “The Annual Bullying Survey 2016”. Vengono anche proposte iniziative concrete a insegnanti, genitori, vittime, bulli e psicologi per ridurre il bullismo e curarne gli effetti negativi sulla salute psico-fisica degli adolescenti, con maggiore prontezza e efficacia.

I risultati di questa ampia ricerca prospettano un quadro molto preoccupante. In Italia, le statistiche ufficiali sono scarse, ma sembrano indicare percentuali più basse. Ritengo comunque che questa ricerca, così ricca e approfondita, debba essere studiata con molta attenzione, i suoi risultati così completi e a volte complessi, valutati e proiettati verso il nostro paese e le raccomandazioni considerate per la loro attuazione in Italia. In particolare, ritengo veramente auspicabile che una ricerca scientifica così ampia e completa sia intrapresa al più presto.

I recenti casi gravi e violenti, amplificati sulle reti sociali e commentati su tutti i media nazionali ne dimostrano l’urgenza!

Dati generali sulla ricerca

Totale: 8.850 giovani di età 12-20 anni; 58% fra 12 e 16 anni, 51% maschi, 48% femmine, 1% transgender
Genitori: 67% vive con tutti e due, 23% con la sola mamma, 4% con altri membri della famiglia, 3% con il solo papà
Disabilità: 9% difficoltà di apprendimento, 3% sindrome di Asperger, 3% disabilità fisica
Razze e etnie: 81% britannici bianchi, 6% altri bianchi, 4% razze miste, 2% africani neri, 2% indiani, 2% pachistani, ecc.
Religioni: cristiani 67%, mussulmani 19%, Hindi 4%, Sikh 3%, ecc.

Dati sul bullismo nel Regno Unito

  • Si stimano in 145, 800 i giovani che sono vittime di bullismo ogni giorno
  • In un anno sono stati 1.500.000 i giovani vittime di bullismo
  • 50% non è stato oggetto di atti di bullismo
  • 50% si: 57% delle femmine, 44% dei maschi, e 59% dei transgender
  • 14% degli intervistati ha ammesso di aver fatto atti di bullismo
  • Di questo 14%: 32% una o più volte alla settimana, 36% una volta all’anno
  • 11% delle vittime del bullismo riporta di averlo subito almeno una volta al giorno, 46% una o più volte alla settimana, 11% una volta a trimestre e 10% una volta all’anno
  • 24% delle vittime ammette di aver fatto il bullo con altri.

Perché pensi di essere stato vittima di bullismo?

  • 52% a causa dello mio aspetto
  • 43% a causa dei miei interessi, hobby, passatempi
  • 21% per i miei voti alti
  • 19% per attitudini verso il mio censo, reddito famigliare
  • 19% perché anche membro di famiglia o amico vittima di bullismo
  • 17% per i miei voti bassi
  • 16% a causa di problemi di famiglia resi pubblici
  • 10% a causa della mia disabilità
  • 8% per razzismo
  • 7% per il mio sesso
  • 6% per la mia religione
  • 6% per la mia identità culturale
  • 5% per il mio orientamento di genere.

Frequenze di varie forme di bullismo

  • Abusi verbali: 9% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 48%
  • Molestie fisiche: 7% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 48%
  • Cyberbullismo: 7% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 25%
  • Esclusione sociale: 14% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 39%
  • Bullismo indiretto, minacce, calunnie: 18% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 40%.
  • Estorsione: 6% costantemente; sovente, ma meno di costantemente: 15%.

Opinioni soggettive su atti di bullismo

58% ha fatto almeno uno dei seguenti atti; 51% femmine, 64% maschi, transgender 70%

  • Hai mai fatto qualcosa per turbare qualcuno? 33%; 27% femmine, 37% maschi, transgender 47%
  • Hai mai attaccato qualcuno fisicamente? 20%; 11% femmine, 29% maschi, transgender 43%
  • Hai mai escluso qualcuno da un gruppo? 19%; 17% femmine, 20% maschi, transgender 42%
  • Hai mai scritto qualcosa di maligno su una rete sociale? 27%; 23% femmine, 31% maschi, transgender 42%
  • Hai mai preso o danneggiato cose per turbare una persona? 9%; 4% femmine, 12% maschi, transgender 32%
  • Hai mai iniziato un pettegolezzo su qualcuno? 13%; 10% femmine, 16% maschi, transgender 33%.

Ambiente familiare dei bulli giornalieri: convivenza

  • Padre e madre: 47%
  • Solo mamma: 24%
  • Istituto: 6%
  • Solo papà: 3%
  • Solo o con amici: 3%
  • Papà e compagno: 3%
  • Mamma e compagna: 3%
  • Tutori: 2%.

Relazioni familiari

  • Strette e molto strette: 67%, bulli giornalieri: 53%
  • Medie: 25%, bulli giornalieri: 22%
  • Distanti: 8%, bulli giornalieri: 9%
  • Molto distanti: 1%, bulli giornalieri: 3%
  • Senza contatti: 1%, bulli giornalieri: 13%.

Eventi che hanno contribuito a causare atti di bullismo

  • Morte di parente: 58%; bulli giornalieri 58%
  • Morte di amico, amica: 14%; bulli giornalieri 27%
  • Morte di animale domestico: 44%; bulli giornalieri 52%
  • Problemi in famiglia: 30%; bulli giornalieri 30%
  • Separazione, divorzio dei genitori: 13%; bulli giornalieri 25%
  • Cambiato casa: 28%; bulli giornalieri 35%
  • Diminuzione di reddito familiare: 15%; bulli giornalieri: 25%
  • Aumento di reddito familiare: 7%; bulli giornalieri 21%
  • Nascita di fratello, sorella: 14%; bulli giornalieri 27%
  • Incidente serio, malattia di parente o amico: 23%; bulli giornalieri 27%
  • Incidente serio, malattia personale: 8%; bulli giornalieri: 2%.

Perché atti di bullismo?

% di sì in accordo con l’asserzione

  • Le vittime hanno fatto qualcosa per meritarlo: 19%; bulli attivi 32%, bulli giornalieri 48%, vittime in generale 17%, vittime giornaliere 19%
  • La vittima deve cambiare: 10%; bulli attivi 18%, bulli giornalieri 31%, vittime in generale 13%, vittime giornaliere 18%
  • Il bullo sta attraversando periodo difficile: 43%; bulli attivi 43%, bulli giornalieri 41%, vittime in generale 43%, vittime giornaliere 37%
  • Il bullo è invidioso di qualcosa: 70%; bulli attivi 65%, bulli giornalieri 48%, vittime in generale 72%, vittime giornaliere 68%
  • Il bullo deve cambiare: 38%; bulli attivi 40%, bulli giornalieri 39%, vittime in generale 39%, vittime giornaliere 40%
  • Le vittime sono soggette a bullismo perché sono diverse in qualche aspetto: 71%; bulli attivi 74%, bulli giornalieri 64%, vittime in generale 77%, vittime giornaliere 73%.

Quali effetti ha avuto su di te il bullismo da te sofferto?

  • Depressione: 44%; vittime giornaliere: 55%
  • Ansia sociale: 41%; vittime giornaliere: 44%
  • Pensieri di suicidio: 33%; vittime giornaliere: 50%
  • Autolesionismo: 31%; vittime giornaliere: 39%
  • Assenze scolastiche: 26%; vittime giornaliere: 33%
  • Comportamenti anti-sociali: 15%; vittime giornaliere: 21%
  • Disordini alimentari: 15%; vittime giornaliere: 23%
  • Abuso di droghe o alcol: 12%; vittime giornaliere: 19%
  • Sono scappato da casa: 12%; vittime giornaliere: 23%.

Quali sono stati gli effetti negativi sulla tua vita, sulla tua personalità?

  • Autostima: 12% moderati, 30% estremi; fra moderati e estremi: 31%
  • Vita sociale: 18% moderati, 15% estremi; fra moderati e estremi: 34%
  • Ottimismo: 15% moderati, 20% estremi; fra moderati e estremi: 30%
  • Rendimento scolastico: 19% moderati, 9% estremi; fra moderati e estremi: 19%
  • Vita domestica: 14% moderati, 9% estremi; fra moderati e estremi: 23%
  • Ambizioni: 13% moderati, 12% estremi; fra moderati e estremi: 21%.

Frequenze di malesseri fisici

  • Bulli giornalieri: 29 % costantemente, 8% una o 2 volte al mese, 6% una volta all’anno, mai 31%
  • Bulli occasionali: 13% costantemente, 12% una o 2 volte al mese, 7% una volta all’anno, mai 19%
  • Vittime giornaliere: 27% costantemente, 13% una o 2 volte al mese, 4% una volta all’anno, mai 22%
  • Vittime occasionali: 15% costantemente, 20% una o 2 volte al mese, 6% una volta all’anno, mai 16%
  • Mai fatto il bullo, mai vittima di bullismo: 4% costantemente, 9% una o 2 volte al mese, 25% una volta all’anno, mai 25%.

Hai segnalato di essere stato vittima di bullismo?

60 % si, 40% no, mai a nessuno.
Dei si, a:

  • Insegnante: 87%, di questi 58% soddisfatto del supporto ricevuto
  • Membro della famiglia: 86%, di questi 88% soddisfatto
  • Amico, amica: 70%, di questi 77% soddisfatto
  • Consultore: 23%, di questi 56% soddisfatto
  • Polizia: 17%, di questi 59% soddisfatto
  • Professionista medico: 16%, di questi 58% soddisfatto
  • Reti sociali: 15%, di questi 49% soddisfatto
  • Help line: 11%, di questi 50% soddisfatto.

Perché non hai segnalato di essere stato vittima di bullismo?

  • Non volevo fare la spia: 36%
  • Posso fare da solo: 36%
  • Ho paura che possa peggiorare: 34%
  • Non sarò preso sul serio: 31%
  • Sono imbarazzato: 31%
  • Non mi ha fatto abbastanza effetto: 28%
  • Non pensavo che fosse abbastanza serio: 26%
  • L’ho segnalato nel passato, senza risultati: 22%
  • I miei insegnanti non se ne curano: 20%.

La tua scuola, il tuo istituto stanno facendo abbastanza?

Il 45% dei ragazzi vittime di bullismo nell’ultimo anno hanno detto di no; di questi:

  • 21% pensa che gli insegnanti debbano avere maggior training sul bullismo
  • 19% vorrebbe avere più istruzione e attività sull’argomento
  • 17% desidera più promozione dei servizi di assistenza
  • 17% vorrebbe avere accesso a materiale di auto-supporto
  • 16% desidera relatori ospiti che parlino di bullismo e questioni relative
  • 16% vorrebbe vedere più discussioni in classe sul bullismo, uguaglianza e questioni relative.

Raccomandazioni nel rapporto di Dich the Label

Dr Rick Fraser. Il bullismo in bambini e ragazzi è associato a problemi di salute mentale, compresi stati di depressione, di ansia e l’autolesionismo. Vi è anche una relazione con la cattiva salute fisica, come la riduzione delle attività sociali e l’assenza da attività scolastiche. I giovani che sono bulli hanno maggiori probabilità di avere sofferto turbe e sofferenze nelle loro vite e di avere difficoltà nella loro salute mentale. Sia per il bullo, sia per la vittima il bullismo ha gravi effetti negativi che possono perdurare nell’età adulta. Questo è il problema che deve essere affrontato. Le campagne anti bullismo e le associazioni come Ditch the Label sono estremamente importanti nell’elevare il profilo di questo problema. Una risposta integrata che comporta lavoro con bambini/ragazzi/giovani, le loro famiglie, scuole e istituti, e datori di lavoro è necessario non solo per affrontare gli effetti negativi del bullismo ma anche per lavorare sulla sua prevenzione. La nostra società richiede un approccio unificato al problema.
(Dr Rick Fraser, Clinical Director Children & Young’s people Services, Sussex Partnership NHS Foundation Trust).

Professor Ian Rivers. Il bullismo rimane una preoccupazione significativa nelle scuole del Regno Unito. Il Rapporto TABS 2016 mette in luce le sfide che devono affrontare i giovani nelle scuole, le ragioni per cui i giovani sono vittime di bullismo, perché i bulli infieriscono sui compagni. È veramente importante che noi comprendiamo le circostanze in cui avviene il bullismo, e come e quando i giovani ne sono vittime. Il Rapporto mostra come i giovani che sono vittime di bullismo a scuola è più probabile abbiano malattie fisiche e sofferenze psicologiche, dei loro colleghi non vittime di bullismo. Tuttavia, è significativo che anche i giovani che fanno i bulli giornalmente, evidenziano di essere indisposti fisicamente e proporzionalmente più numerosi che dicono di essere depressi, ansiosi, e di avere pensieri suicidari, comparati con le loro vittime.
(Professor Ian Rivers, Professor of Education)

Le raccomandazioni dell’associazione Dich the Label

Agli insegnanti, consulenti e consultori:

  • Trattare con i bulli. È vitale non mancare di vedere il fatto che molti studenti che sono bulli lo fanno quale meccanismo per far fronte ad una loro situazione di trauma o di stress che non viene affrontata. È possibile che lo studente bullo sia vittima di bullismo o che possa esserci abuso nella vita di famiglia. È necessario cercare di comprendere in maniera compassionevole lo studente bullo al meglio della vostra abilità al fine di trovare l’origine del problema. Rispondendo con negatività e punizioni può non essere la strategia che soddisfi le complesse esigenze di tutti gli studenti. È un approccio progressista evitare di ritenere i bulli sempre colpevoli e raccomandiamo con forza di studiare il contenuto di questo rapporto così da aiutare in maniera pro-attiva tutti i giovani.
  • Bullismo “causato” dal peso, taglia o forma del corpo della vittima. Il bullismo basato sull’aspetto o peso del corpo può essere molto dannoso per la auto-stima della vittima e può avere conseguenze durature sulla fiducia e percezione di sé. Messaggi positivi sul corpo devono essere promossi in tutti gli stabilimenti di istruzione. Esempi di misure positive sono seminari con relatori esterni che promuovano in maniera positiva l’immagine del corpo, campagne di salute che diano risalto a forme corporee e taglie sane, e lezioni di PSHE (Personal, Social, Health and Economic Education) su problemi di salute quali l’anoressia, e le diete estreme.
  • Bullismo “causato” da interessi, passatempi, hobby. Il bullismo “provocato” da interessi personali è il secondo motivo più importante per spiegare il proprio bullismo. È importante creare l’opportunità per un’estesa scala di attività extra-curriculari e programmi di arricchimento che rappresentino gli interessi dei vostri studenti. Abbracciare eventi quali il Black History Month, settimane di cultura, giornate speciali, rappresentazioni di talenti, progetti di scuola o media, possono essere un modo valido per riunire insieme giovani di differenti origini demografiche e celebrare le diversità.
  • Bullismo “causato” da stereotipi di genere. Bullismo su persone che mostrano stereotipi di genere concerne una grande parte
    delle vittime di studenti e continua a limitare le loro ambizioni circa il futuro e le loro future carriere. Maggiore istruzione e coinvolgimento dei giovani in discussioni di idee preconcette dei ruoli di genere e vari stereotipi possono contribuire a capire i limiti che questo impone sui due sessi.
    I maschi, le femmine e i transgender dovrebbe essere incoraggiati a partecipare in una ampia gamma di attività, corsi e posizioni di responsabilità all’interno della comunità della scuola o dell’istituto. Non create separazioni di genere all’interno di questi corsi o attività extra-curriculari in particolare negli sport, scienze, spettacoli, uso del calcolatore, gestione aziendale o di affari. Locali neutri di genere sono, in aggiunta, una maniera positiva per rimuovere barriere di genere.
  • Bullismo su vittime in gruppi di minoranza. Una grande parte di bullismo è basata su pregiudizi e attitudini nei confronti di disabilità, razza/cultura, identità di genere o orientamento sessuale. È importante che tali gruppi abbiano i loro rappresentanti nella scuola o istituto e che servizi di supporto siano a loro disposizione e appoggiati. L’istruzione ha una grande opportunità per insegnare ai giovani le differenti culture, religioni, stili di vita e disabilità. Le lezioni di PSHE sono un momento valido per reiterare l’importanza dell’accettazione e dell’uguaglianza di tutti i gruppi nella società.  Le scuole e gli istituti dovrebbero diversificare le associazioni assistenziali per le quali effettuano raccolte di fondi includendo una grande varietà di cause. Del tempo dovrebbe sempre essere assegnato per promuovere la consapevolezza di un’associazione e delle sue cause per incoraggiare altruismo e prendersi cura della comunità più grande.
  • Cyberbullismo. Il 65% delle vittime del bullismo ha riportato che sono stati anche vittime di cyberbullismo. È essenziale quindi che le scuole e gli istituti prendano sul serio il cyberbullismo e lo trattino come ogni altra forma di bullismo. Gli insegnanti dovrebbero controllare in maniera proattiva i segni potenziali di cyberbullismo anche perché possono essere meno ovvii del bullismo vocale o fisico in classe. L’istruzione è chiave nell’armare tutti gli studenti con le conoscenze su come essere in sicurezza “on line” e come segnalare linguaggi offensivi; lezioni PSHE e seminari sono momenti esclusivi per questo. Le informazioni dovrebbero essere aggiornate costantemente per riflettere la natura cangiante delle reti sociali e i trend “on-line”.
  • Tecniche di mediazione e di giustizia riparatrice. Anche se politiche di tolleranza zero possono essere appropriate qualche volta, suggeriamo con forza che le scuole e gli istituti utilizzino tecniche di mediazione e di giustizia riparatrice ogni volta possibile. La mediazione può essere molto efficace per ricomporre amicizie quando il bullismo ha avuto luogo in seguito a disaccordi fra amici o gruppi di coetanei. Altre tecniche di giustizia riparatrice possono essere efficaci per far riflettere i bulli sul loro comportamento e contrastare i loro punti di vista e le loro azioni.
  • Segnalazione agli insegnanti e alla famiglia. Anche se gli insegnanti sono stati le persone a cui di più si sono rivolte per aiuto le vittime del bullismo, oltre la metà delle vittime non è stata soddisfatta della loro risposta. È essenziale che gli insegnanti ricevano training adeguato sul protocollo sul bullismo, siano sempre accessibili, proattivi e al corrente delle procedure anti bullismo della loro scuola o istituto, e in particolare come dare assistenza e supporto agli studenti. È anche vitale mantenere un dialogo aperto di consultazione fra gli insegnanti, i genitori e tutori in modo che i genitori possano esprimere le loro preoccupazioni o sollevare dubbi.
  • Supporto digitale. I giovani, vittime ma anche bulli, si rivolgono in misura crescente all’internet per avere consigli e assistenza. Questi servizi dovrebbero essere resi noti e potenziati. Ditch the Label è l’associazione di supporto on-line più grande nel Regno Unito.

Raccomandazioni ai genitori e tutori

Anzitutto e prima di tutto raccomandiamo ai genitori di coltivare rapporti onesti e aperti con i loro figli in modo che essi sappiano che possono parlare con voi di ogni cosa che li affligge e creare una cultura domestica inclusiva che promuova la libertà di espressione.
È importante che si sentano a loro agio nel chiedere aiuto ai loro genitori quando può essere poco allettante ai giovani parlare delle loro esperienze di bullismo perché ciò può causare imbarazzo o persino paura per le eventuali conseguenze.

I genitori dovrebbe familiarizzarsi con i segni abituali di pericolo che i giovani proiettano quando sono vittime di bullismo; questi spesso includono cattivo umore, perdita di appetito, desiderio di isolamento e variazioni improvvise di comportamento, ecc. molti dei quali indentificati più sopra. Le famiglie dovrebbero conoscere le procedure anti bullismo della scuola, contattare i dirigenti scolastici e approfondire le azioni intraprese. In aggiunta, i genitori dovrebbero avere approfondite conoscenze di come funzionano le reti sociali, popolari fra i giovani, al fine di consigliare ai figli quando e come riferire su contenuti inappropriati e bullismo.

I giovani ci dicono spesso che pensano che i loro genitori non capiscano o non prendono sul serio il cyberbullismo, per cui è cruciale che tutti conoscano le gravi conseguenze dello stesso.

Raccomandazioni agli adolescenti

Tutte le vittime del bullismo devono capire che non colpa loro. Il bullo può essere in una situazione psicologicamente difficile o sta proiettando la propria bassa auto-stima su altri.

Parlare del fatto di essere vittima di bullismo con genitori e amici o consulenti è sempre importante. In casi più gravi bisogna anche rivolgersi alla polizia perché può trattarsi di reati.

In alcuni casi il bullismo può avere impatti molto gravi sulle vittime, specialmente se si prolunga nel tempo. Quando si è in presenza di auto-mutilazioni o di pensieri di suicidio è vitale parlare con urgenza ad un adulto, insegnante, genitore o psicologo qualificato.

 

FONTE

Annual Bullying Survey 2016 - Ditch the Label
https://www.ditchthelabel.org
First published April 19th 2016 by Ditch the Label.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster