Etica e Salute

In Italia percentuali elevate di adolescenti partecipano al gioco d’azzardo, alcuni con vera e propria dipendenza patologica.

A parte gli effetti negativi sulle finanze individuali e familiari, i genitori e gli educatori tutti sono coscienti dei rischi psicologici, psichiatrici e sociali di tali deleterie attività degli adolescenti? Vista l’estensione del fenomeno non sembrerebbe abbastanza.

Adolescenti e i rischi psicologici e psichiatrici del gioco d'azzardo

Dati dalla recente ricerca della Nomisma

Durante l’anno scolastico 2015/2016, è stata realizzata da Nomisma - in collaborazione con l’Università di Bologna (Dipartimenti di “Scienze Economiche”, “Sociologia e Diritto dell'Economia” e“ Scienze Mediche e Chirurgiche”) - un’indagine che ha coinvolto un ampio campione di scuole secondarie di secondo grado italiane e ha visto la partecipazione di oltre 11.000 ragazzi dai quattordici ai diciannove anni. I dati indicano che il numero di giocatori è in leggero calo: nel corso del 2016 il 49% dei giovani studenti italiani ha tentato la fortuna almeno una volta. Si tratta di circa 1.240.000 di ragazzi.

Nella classifica dei giochi più popolari tra i giovani si riconfermano ai primi due posti il Gratta & Vinci (provato dal 35% degli studenti) e le scommesse sportive in agenzia (23%), mentre al terzo posto subentrano le scommesse sportive online (13%), seguite dai concorsi a pronostico a base sportiva come Totocalcio, Totip, Totogol (12%). Rispetto alla precedente rilevazione è da rilevare come i giochi “tradizionali” (Superenalotto e Lotto) hanno fatto registrare una perdita di appeal a favore dei giochi a tema sportivo e online. Secondo l’indagine Nomisma, la maggior parte dei giovani (27% sul totale) ha giocato a 1-2 tipologie di gioco durante il 2016; l’11% ne ha sperimentati tre o quattro e un altro 11% ha partecipato ad almeno cinque tipologie di gioco, poiché denota una ricorsività alquanto preoccupante. Il 17% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player, ha giocato una volta a settimana o anche più spesso. Tuttavia il gioco è per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana: l’11% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 21% più raramente. Per il 72% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 3 euro e il 62% degli studenti (il 42% di chi gioca) non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 euro.

Qual è l’identikit del giovane giocatore d’azzardo? Tra i fattori che incidono sulla propensione al gioco d’azzardo, vi è innanzitutto il genere: l’incidenza del gioco d’azzardo è sensibilmente maggiore tra i ragazzi (59% rispetto al 38% delle ragazze). Altri fattori decisivi sono: l’area geografica (la propensione al gioco è maggiore al Sud-Isole 53% e al Centro 54% rispetto al Nord (42%), l’età (è giocatore il 53% dei maggiorenni, contro il 47% dei minorenni), il tipo di scuola frequentata e il background familiare (la propensione al gioco è maggiore negli istituti tecnici e professionali 58% e 52% contro il 42% dei licei e nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco 64% vs 9% delle famiglie non giocatrici). Oltre alle motivazioni sociali, l’interesse per il gioco d’azzardo è legato all’incapacità di valutare la struttura probabilistica della possibile vincita. La propensione al gioco è, infatti, direttamente correlata al rendimento scolastico in matematica: la quota di giocatori raggiunge il 51% tra chi ha un rendimento insufficiente, mentre è pari al 46% tra chi ha votazione superiore a otto decimi.
Il giocatore maggiormente problematico è maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici/professionali, ha un rendimento scolastico basso e proviene dalle regioni meridionali, area in cui l’indice raggiunge i valori più alti.

Dal rapporto Nomisma emerge una fascia di giocatori per la quale il rapporto con il gioco d’azzardo assume contorni più critici, con implicazioni negative sulla vita quotidiana e sulle relazioni familiari: il 36% dei giovani giocatori ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori, il 4% ha derogato impegni scolastici per giocare, mentre il gioco ha causato discussioni e litigi con familiari e amici o problemi a scuola nel 5% dei giocatori.
Young Millennials Monitor Nomisma in collaborazione con l’Università di Bologna propone inoltre uno strumento di screening internazionale (SOGS-RA) che indaga la presenza di eventuali sintomi capaci di rivelare gli effetti negativi derivanti dal gioco tanto sulla sfera psico-emotiva (ansia, agitazione, perdita del controllo), quanto su quella delle relazioni (familiari, amicali e scolastiche). Secondo questo indicatore, la quota di ragazzi con approccio problematico al gioco è del 5%: per questo target, il gioco d’azzardo si traduce in disagi psico-emotivi o relazionali. Un ulteriore 9% degli studenti, inoltre, è etichettato come "a rischio", in altre parole manifesta i primi potenziali segnali di rischio di approccio problematico al gioco, mentre il 33% degli studenti, pur giocando, non evidenzia alcun segnale problematico, ponendosi con un approccio positivo al gioco.

Problemi psicologici e psichiatrici del gioco d’azzardo patologico

Nella lettura di vari articoli sull’argomento ho trovato queste due definizioni che fanno al caso nostro:

  • Il gioco d’azzardo è quella attività che mette a rischio un bene su un risultato che è dovuto al caso.
  • Il gioco d’azzardo patologico è definito tale negli Stat Uniti come: riconosciuto disordine mentale caratterizzato da schemi di giochi d’azzardo continuato, nonostante conseguenze negative fisiche, psicologiche e sociali.

In aggiunta alla propensione ludica in generale degli adolescenti, è la loro emotività che conduce a maggiore propensione al rischio, varie ricerche indicano altre aree che contribuiscono all’aumento del gioco d’azzardo fra i giovani:

  • Gioco d’azzardo continuato nella famiglia o fra amici, nel gruppo sociale
  • Facilità di accesso per gli adolescenti a varie forme di gioco d’azzardo (es.: on line)
  • Consumo di alcol e/o di droga.

Non ho trovato analisi scientifiche degli effetti del gioco di azzardo patologico sui soli adolescenti, per cui riporto le conclusioni per gli adulti. Secondo tale studio essi sono fra 1% e il 3 % della popolazione degli Stati Uniti, percentuali uguali a quelle per il disordine bipolare e la schizofrenia. Gli effetti che lo studio evidenzia possono essere estremamente gravi:

  • Rischio aumentato di sviluppo di condizioni conseguenti lo stress, quali: ipertensione, deprivazione del sonno, malattie cardiovascolari, ulcera peptica.
  • Conseguenze comuni del gioco d’azzardo patologico dal punto di vista psichiatrico sono: significativi episodi depressivi, disordini da ansietà, disordini da abuso di sostanze (alcol, droghe)
  • Indesiderati effetti psicologici possono essere: sensi intensi di colpa o di vergogna, attività per nascondere il gioco, maggiore impulsività e abilità decisionale fallace
  • Infine le conseguenze sociali del gioco d’azzardo patologico possono essere enormi: relazionali in famiglia e con amici e conoscenti, perdita di produttività e del lavoro, conseguenze giuridiche.

Conclusione

Non abbiamo statistiche sugli effetti del gioco d’azzardo sui giovani in Italia. Sappiamo però che gli adolescenti (14-17 anni) in Italia sono circa 2.300.000 su un totale di 10.100.000 di giovani minorenni. Del totale degli adolescenti, il 67% dei ragazzi e il 51.5% delle ragazze sono sportivi.

Gli effetti del gioco d’azzardo possono essere devastanti, e non solo dal punto di vista economico. Ben peggiori sono i potenziali danni psicologici, psichiatrici e sociali. Perciò le istituzioni, i genitori, gli educatori e formatori e le loro associazioni dovrebbero prendere molto sul serio le statistiche della Nomisma e i danni potenziali del gioco d’azzardo sui giovani, comprese misure per limitarlo al massino e prevenirlo, per identificarne gli abusi per tempo e per curarne rapidamente gli effetti psicologici, psichiatrici e sociali.

 

Fonti

Sito Nomisma 23 gennaio 2017 – I dati emersi dall’Osservatorio “Young Millennials Monitor - Giovani e Gioco d’Azzardo” – indagine 2016

"Adolescent gambling behaviour, a single latent construct and indicators of risk: findings from a national survey of New Zealand high school students". Authors: Fiona V. Rossen, Mathijs F.G. Lucassen, Theresa M. Fleming, Janie Sheridan and Simon J. Denny. Asian Journal of Gambling Issues and Public Health, published on line August 3, 2016.

"The Biopsychosocial Consequences of Pathological Gambling". Author: Timothy W. Fong, MD. Published on line on Psychiatry MMC in March 2005, PMCID: PMC3004711

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