Etica e Salute

Salve Ragazzi, m’interesso di cultura, di educazione e di come si può usare lo sport per formare un adulto autonomo e responsabile, ma non esco dall’argomento, perché la salute fisica e mentale dei giovani è il nostro tema fondamentale.

Leggo di una manifestazione a base di hashish autorizzata, o forse di più, da chi dovrebbe fare ben altro.

Vi spiego che cos’è la droga. È una sostanza che in tempi più o meno rapidi rimbecillisce soggetti che non hanno un’identità definita, il mezzo per sentirsi accettati da gente che ha gli stessi disagi, un’illusione per sentirsi eroi che giocano con il rischio o, anche, l’alibi di chi non ce la fa sul versante costruttivo.

Capisco che i tempi e le incertezze della vostra età, il bisogno di esporvi al pericolo per far vedere che contate, l’accodamento a predicatori interessati che cercano un seguito da usare o la falsa rassicurazione di poter smettere quando volete.

E allora l’hashish è una droga? Molti, anche miei colleghi che nella foto di gruppo cercano la prima fila senza badare alla pericolosità dei messaggi che inviano, dicono di no ma, se non danno qualche precisazione, è come se non dicessero nulla.

Anche se mi gioco l’intesa con molti di voi, è il caso che ci chiariamo. Se abitualmente assumo sostanze che la alterano, vuole dire che la mia identità è traballante, indefinita, priva di veri progetti. Mi coprono un buco ma, anche se al momento posso provare euforia e magari anche serenità, mi dicono che per esserci non mi basto. Può essere l’inizio di un processo. Ho bisogno di qualcosa che non ho e che mi faccia sentire già grande, e quando mi renderò conto di essere ancora più piccolo e l’hashish non basterà più, a che cosa passerò? A qualcosa di più clamoroso e trasgressivo che mi stordisca meglio.

Ci passate tutti? No di certo, ma di sicuro parecchi, i più deboli, quelli che hanno bisogno di aiuto per conquistarsi almeno un po’ di autonomia, e non di una spinta verso una condizione di sempre maggiore passività. E gli altri, quelli in cerca di consenso, ti mandano avanti e se la ridono. Questo strano party l’ha autorizzato qualcuno che avrebbe compiti ben diversi e certo più nobili.

Per non uscire dal tema, leggo sul mio giornale di un finanziamento di tre milioni di euro per la ripetizione di una burla macabra finita nel ridicolo per totale inconsistenza scientifica. A parte che gli stessi ci dicono ogni giorno che non possono finanziare iniziative anche nobili perché siamo con i glutei per terra, sembra che si ignorino tutte le regole che la scienza impone per tutelarci da imbonitori e avventurieri. E allora mi chiedo: chi mi tutela da tanta povertà di cultura, senso civico, etica e scrupoli? Chi chiuderà l’Idrovora delle macchinette aspira soldi e rovina famiglie? Chi interromperà dinastie di avvoltoi già punite dalla Legge? Quando, prima di assumere decisioni che incidono sulla salute, sull’ingenuità, sulla disperazione o sulla libertà di pensiero delle persone, almeno si consulterà qualcuno che abbia la preparazione e la cultura per farlo?

Il richiamo, in torinese, era “fuma parei”: voleva dire “facciamo così” o “fuma così”?

Ragazzi, e se dicessimo: ”Fuma nen (non) parei”? Vorrebbe dire essere liberi. E allora, preferiamo fumare canne e rischiare di rimbecillirci o fare sport e tutelare la nostra salute?

PS: trovare il parallelo con “Perché mettere insieme sport e alcolismo?”, e poi fatemi sapere la Vostra.

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