L’ingegno si esercita confrontandosi con compiti difficoltosi e producendo idee e soluzioni originali e creative.

Tutti abbiamo qualità, dotazione, motivazioni e mezzi personali che vanno trattati in maniera specifica e individuale. L’insegnamento e le richieste uguali per tutti, quindi, raggiungono le qualità comuni e generiche, ma non quelle del singolo, e in particolare del talento.

Ognuno, in tutti i campi, conquista la completezza quando raggiunge il massimo livello consentito dalla sua dotazione. Nello sport, essa è sintesi di qualità fisiche, tecniche, intellettive, di personalità e di carattere, tutte complementari e ugualmente indispensabili, tanto che è concettualmente privo di logica stabilire quali siano più importanti.

I fondamenti della vita adulta iniziano a formarsi e svilupparsi nella prima infanzia. Con un contatto troppo precoce o tardivo, oppure incompleto o maldestro, le qualità del bambino rischiano di non essere scoperte o di andare incontro a esiti non compatibili con un corretto sviluppo.

La "normalità", in altre parole ciò si è e si può essere con lo sviluppo completo delle proprie qualità, il contatto immediato, consapevole e padroneggiato tra sé, i propri mezzi e ciò che si deve fare, e l’autonomia per pensare, creare, decidere e agire, è la condizione personale che consente la massima efficacia anche nello sport.

Qualsiasi traguardo, considerazione o anche osservazione sono solo momenti di un processo che non può mai essere considerato definitivo e concluso. In altri termini, riteniamo completo soltanto chi sa continuare a evolvere e completarsi, ed esauriente solo una formazione che sa aggiornare continuamente i propri presupposti e interventi.

È la mente che regola e amministra le qualità fisiche e tecniche, l'apprendimento e l'evoluzione. Nello sport non si allena ancora, e dunque, da questo punto di vista, lo sportivo attuale si presenta incompleto. Oppure si cerca di farlo con gli stessi sistemi che si usano per il corpo, ma questo è semplice condizionamento che interessa, in modo non certo efficace, l’apprendimento, ma non raggiunge la critica e la creazione, che sono i livelli più nobili dell’intelligenza.

Tehethon

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